Beata Speranza di Gesù

Beata Speranza di Gesù

8 Febbraio - Vergine,
fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle
e dei Figli dell'Amore Misericordioso.

Programma di vita di madre Speranza: «Fare la volontà di Dio, affidarsi alla sua Provvidenza, amare il Crocifisso, simbolo dell’Amore Misericordioso».

Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera, nacque il 29 settembre 1893 a Santomera in Spagna, secondo i registri parrocchiali, o il 30 settembre 1893, secondo i documenti civili, primogenita di 9 fratelli di una famiglia molto povera. Verso l’età di 6 o 7 anni andò a vivere a casa del parroco, dove potè ricevere una buona educazione ed imparare a leggere e scrivere con le sorelle di lui. All’età di otto anni, sentì il bisogno di stare sempre con Gesù per il quale provava tanto amore. Rimase a casa del parroco fino al 15 ottobre 1914, data in cui partì per farsi religiosa. L’ambiente in cui ella trascorse la sua infanzia e adolescenza aveva favorito il desiderio di consacrarsi a Dio. Entrò in un convento di clausura di Villena.

Il 15 ottobre 1914, festa di S. Teresa d’Avila, iniziò la sua formazione religiosa in vista dei voti che emise il 15 agosto 1916, assumendo il nome di “Esperanza de Jésus Agonizante”. Di fronte alle incerte prospettive del loro Istituto, “Las Hijas del Calvario” cominciarono a pensare di unirsi alle “Misioneras Claretianas”. Visse nove anni tra le religiose di Maria Immacolata e in questo tempo svolse diversi uffici. Dopo i primi cinque anni, Madre Speranza ebbe una vita travagliata e sofferta perché fenomeni non comuni attirarono l’attenzione delle Madri Clare­tiane e dei Padri Claretiani, creando una certa divisione all’interno delle Congregazioni. Madre Speranza divenne causa di interesse anche di altre personalità in vista, sia della Spagna che di altre nazioni. Forse per questo motivo, fu affidata alla guida dei più prestigiosi direttori di anime di quell’epoca. Mentre stava maturando il progetto di riforma all’interno del suo Istituto, percepì di essere chiamata a fondare due nuove Congregazioni, una femminile e l’altra maschile, quelle delle Ancelle e dei Figli del­l’Amore Misericordioso.

La decisione di inoltrare a Roma la domanda di separazione dall’Istituto, all’inizio appoggiata dal Vescovo di Madrid, scatenò numerose difficoltà all’interno delle Claretiane. A seguito di un increscioso episodio, fu dichiarata apostata e trattata come tale. Questa, ascoltato il parere del suo direttore spirituale padre Francisco Nadal, cmf, e visto il violento evolversi della situazione, decise di chiedere la dispensa dai voti.

Nella povertà più assoluta, in un appartamento di Calle Veláz­quez 97, la notte di Natale del 1930 ebbe inizio, in forma privata, della nuova fondazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso.

Non potendo fondare una Congregazione religiosa, Madre Speranza chiese ed ottenne l’iscrizione nel Registro Civile, con il nome di “Asociación de Esclavas del Amor Misericordioso”, il 14 gennaio 1931. Il 6 gennaio 1935, l’Associazione fu accolta sotto la protezione del Vescovo di Vitoria, Mons. Mateo Múgica, che la eresse a Congregazione di diritto diocesano, sotto il nome di “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel maggio 1936, Madre Speranza, insieme alla Sig.na Pilar de Arratia, insigne benefattrice della Congregazione, venne a Roma dove prese in affitto una casa in una delle zone più povere, sulla Via Casilina 222. Gli anni che seguirono furono segnati dall’opposizione nei confronti della nuova fondazione scatenata dai vescovi e sacerdoti di Spagna e da una forte lotta all’interno dell’Istituto stesso. Il 6, 7 e 8 agosto del 1940, Madre Speranza fu chiamata una prima volta dal Santo Uffizio a rispondere sulle accuse rivoltele, sulla ortodossia della dottrina dell’Amore Misericordioso, sulla sua condotta e sulla veridicità e natura di particolari fenomeni attribuiti alla sua persona.

Il 10 aprile 1941, il Santo Uffizio accolse la Congregazione sotto la sua protezione affidandone la direzione al Vescovo di Tarazona e il governo alla Vicaria generale, pur lasciando a Madre Speranza il titolo di Superiora generale e la possibilità di formare le suore. Madre Speranza accettò il provvedimento con spirito di sottomissione e di obbedienza e a questo esortò anche le sue figlie. Fu destinata alla casa di Roma dove lavorò come una religiosa qualsiasi della comunità. Non si preoccupò tanto della sua malferma salute, quanto della santità delle sue figlie. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fece risplendere il suo spirito di abnegazione nel diffondere la misericordia di Dio.

Fin dal 1927, Madre Speranza si era sentita chiamata da Dio ad offrirsi vittima di espiazione per i peccati commessi dai sacerdoti del mondo intero e perché fossero santi. Il 15 agosto 1951, nella Cappella della Casa Generalizia delle Suore, a Roma, nacque la Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso, con la missione di annunciare l’Amore Misericordioso e di sostenere i sacerdoti del clero secolare, fomentando l’unione con questi.

Il 18 agosto 1951, a tre giorni della nuova fondazione, si trasferì a Collevalenza, in Umbria, per aprire una Comunità di Ancelle e la prima Comunità dei Figli dell’Amore Misericordioso. Così nacque la Famiglia dell’Amore Miseri­cordioso: fratelli e sorelle, figli della stessa madre, con lo stesso spirito, lo stesso carisma e il compito di testimoniare e annunciare al mondo l’Amore Misericordioso e di aiutarsi mutuamente nella reciproca santificazione.

In questo tempo, e precisamente nel Capitolo generale del 1952, rimossa definitivamente dalla Santa Sede la proibizione di avere il governo della Congregazione, Madre Speranza fu ricon­fermata all’unanimità Madre generale delle Ancelle dell’Amore Misericordioso e lo rimase fino al 1976, quando fu nominata Madre generale ad honorem.

Nonostante le prove e sofferenze degli anni ’60, con un abbandono massiccio dell’Istituto da parte di alcuni membri, la Chiesa concesse il Decretum laudis alla Congregazione delle Ancelle il 5 giugno 1970.

Il 22 settembre 1976, fu approvato il nuovo ramo di Ancelle dell’Amore Misericordioso chiamate ad inserirsi nei diversi ambienti di lavoro, senza alcun segno esterno di consacrazione. Il 18 agosto 1982, arrivò invece l’approvazione pontificia dei Figli dell’Amore Misericordioso.

La sua ultima “missione” fu la realizzazione di un progetto che nel maggio 1949 aveva compreso essere volontà di Dio: la costruzione a Collevalenza di un Santuario dedicato all’Amore Misericordioso e delle opere annesse. Il Santuario divenne il centro di irradiazione dell’Amore Misericordioso di Dio per i peccatori che si pentono. Ella ebbe l’onore di accogliervi il Papa Giovanni Paolo II il 22 novembre 1981.

Il 17 aprile 1982, il Santuario ottenne il titolo di “Basilica minore”. Presso il Santuario, Madre Speranza fissò la sua residenza e qui visse fino al giorno della sua morte, l’8 febbraio 1983. La sua salma è tumulata nella cripta del Santuario dell’Amore Misericordioso per la benevolenza della Chiesa e per il riconoscimento da parte dello Stato italiano delle particolari benemerenze di Madre Speranza. Oggi, Madre Speranza continua ad “accogliere” le migliaia di pellegrini che arrivano a Collevalenza da ogni parte per attingere all’Amore Misericordioso di Dio, presso la Sua fedele Serva e Apostola. Il processo per la Causa di canonizzazione è stato aperto il 24 aprile 1988 nella diocesi di Orvieto - Todi. Il suo iter normale ha condotto all’approvazione delle virtù eroiche il 23 aprile 2002 da parte del Santo Padre Giovanni Paolo II.