Dice Gesù: Vieni, ho bisogno di te.

Gesù Sacramentato
Mi sono fatto Pane per amor tuo.

Sono qui! Vieni. Consola il mio Cuore, ho bisogno di te.
Ho bisogno della tua compagnia, del tuo amore, di te e della tua consolazione. Ho bisogno della tua riparazione e del tuo risarcimento. Non abbandonarmi e non lasciarmi solo nel Tabernacolo. Io sono innamorato dell'anima tua adoratrice e faccio tutto per il tuo bene. Vieni a Me. Voglio donarmi a te. Voglio essere una sola cosa con te. Unisci la tua volontà alla Mia. Io sono il tuo Dio, sono tuo Padre Misericordioso. Non posso lasciarti, non posso abbandonarti. Tu sei prezioso ai miei occhi. Io mi diletto nello stare con te. Non temere, Io sono con te. Non sei solo! Tu hai bisogno di Me. Hai bisogno di essere custodito e confortato.

Eccomi Signore Gesù. Vieni in me, vivi in me.
Opera in me e compi in me le Tue opere.

L'ho supplicato di darmi le virtù di cui ho tanto bisogno, soprattutto l'umiltà. 
Mi interruppe: «- Ho dell'umiltà per il tuo orgoglio».
«Sono poi così vile, così debole nelle sofferenze!».
«- Io sono la forza stessa!».
«Infine mi sono offerta senza nulla ritenere per me».
«- Tu dici bene, Josefa: nulla per te... tu, tutta per Me, ed Io tutto per te! Quando ti lascio sola nell'angoscia abbraccia la mia Volontà, abbandonati al mio Amore».

«- Dimmi che Mi ami: è ciò che più Mi consola!».
«Gli ho risposto che non voglio altra cosa se non amare Lui solo».
«- Sì, serba per Me il cuore che ti ho dato e in tutto non cercare che l'Amore. E quanto desidero. Il mio Cuore ardente vuole consumare le anime nel fuoco di questo Amore».

«- Non affliggerti troppo per le tue mancanze, poiché non ho bisogno di niente per fare di te una santa. Ma voglio che tu non resista mai a quanto ti domando. Lasciami agire. Umiliati».

«Vengo a riposarmi in te, poiché sono così poco amato! Cerco amore e non incontro che ingratitudine! Sono così rare le anime che Mi amano davvero!».
«Gli chiesi se non riceveva qualche consolazione da questo noviziato. Poi per consolarlo Gli offersi l'amore della Madonna, dei santi, di tutte le anime fedeli ed anche il mio». «Sì, amami, Josefa, e non stancarti di ripetermelo!».

«E’ venuta la Madonna, mentre durante la meditazione chiedevo a Nostro Signore perdono e amore».
«- Figlia mia - mi ha detto - non rattristarti così! Non sai ciò che Gesù è per te? E’ utile che tu soffra in silenzio, ma senza angustiarti; che tu ami molto, ma senza considerare se ami e senza sapere che ami. Se cadi, non affliggerti troppo. Io e Gesù siamo ambedue lì per rialzarti e non ti abbandoneremo mai!».

«- Non dimenticare che questo è per le anime. Il nemico mette tanto accanimento per farti tornare indietro perché vede in te come un ruscello che, nel suo corso, trascinerà le anime a Gesù». «Le ho chiesto di benedirmi e di non lasciarmi sola, poiché sa quanto sono debole!». «Si, ti benedico e ti amo!».

«- Se vuoi consolare Gesù, ti dirò ciò che Gli piace: offrirai tutto per le anime, senza alcun tuo interesse, unicamente per la gloria del suo Cuore».

«- Figlia mia, non temere mai né sofferenze, né sacrifici - le dice - le vie di Dio sono fatte così. Se vuoi uscir vittoriosa dagli assalti del nemico, ti raccomando due cose: prima di tutto umiliati, poiché sei un nulla e meriti nulla; tutto è grazia del tuo Dio. In secondo luogo, quando ti trovi abbandonata, circondata da tentazioni, con l'anima fredda e senza forza per combattere, non tralasciare mai la preghiera. Prega con umiltà e fiducia e va' subito ad aprire il tuo cuore a colei che mio Figlio ti ha dato per madre quaggiù. Credi, figlia mia, così non ti ingannerai mai. Ricevi la mia benedizione. Sai bene che sono la Madre tua!».

«Mio Dio! per guadagnarti anime non indietreggerò più, soffrirò quanto occorre, purché non mi lasci mai uscire dal tuo Cuore».
«- Così tu Mi consoli - rispose con ardore - e non voglio da te altra cosa. Se tu sei povera, Io sono ricco; se tu sei debole, Io sono la forza stessa. Ciò che ti chiedo è di non rifiutarmi nulla».
«Ascolta i palpiti di questo Cuore: sono per le anime che chiamo... Io le aspetto... le chiamerò di nuovo e finché non risponderanno le aspetterò con te. Soffriremo, ma verranno, sì, verranno presto».

«- Io ti chiederò e ti darò ciò che mi piace. Tu non resistermi mai!».

« Tenendo nella mano destra una catenina di brillanti da cui pendono tre chiavi, dorate e graziosissime».
«- Guarda - dice - una... due... tre... sono d'oro. Sai che cosa rappresentano queste chiavi? Ciascuna custodisce un tesoro, di cui voglio che tu ti impossessi.
Il primo di questi tesori è un completo abbandono a tutto quello che ti chiederò direttamente o indirettamente, affidandoti continuamente alla bontà del mio Cuore che sempre ha cura di te. Riparerai così i peccati di tante anime che dubitano del mio Amore.
Il secondo tesoro è una profonda umiltà che dovrà consistere nel riconoscere che tu sei nulla, nell'abbassarti davanti a tutte le tue sorelle e, quando te lo dirò, nel chiedere alla tua Madre che voglia umiliarti. Così riparerai l'orgoglio di tante anime.
Il terzo è il tesoro di una grande mortificazione nelle parole e nelle azioni. Voglio che ti mortifichi nel corpo, tanto quanto l'obbedienza ti consentirà, e che riceva con vivo desiderio le sofferenze che Io stesso ti invierò. Così riparerai l'immortificazione di molte anime e Mi consolerai delle offese che Mi vengono da tanti peccati di sensualità e di godimenti cattivi.
«Infine, la catenina da cui pendono le tre chiavi è l'amore ardente e generoso che ti aiuterà a vivere abbandonata e immolata, umile e mortificata».

«- L'anima amante desidera soffrire. La sofferenza accresce l'amore. L'amore e la sofferenza legano strettamente l'anima a Dio e la fanno una sola cosa con Lui».
E siccome ella Gli ripete la propria debolezza:
«- Non temere affatto: Io sono la stessa forza. Quando il peso della croce ti sembra superare le tue forze, chiedi aiuto al mio Cuore». Poi le ricorda dove cercare il suo Cuore: «Non sai forse dove sono, Josefa, e con tutta sicurezza? Lasciati guidare! Tengo gli occhi fissi su di te, tu fissa i tuoi su di Me e abbandonati».