Colui che parla dal fuoco - 78

«- Perché ti lamenti, Josefa, mentre ti ho attirata a questa porzione preferita dal mio Cuore?...».
Gli dicevo il mio desiderio di amarlo davvero. Mi ascoltò in silenzio, come se volesse che Glielo ripetessi. Gli chiesi perdono dicendo: Signore, mi abbandono a Te! Mi guardò con grande bontà e disse: «- L'anima che si abbandona davvero a me, mi piace tanto che, nonostante le sue miserie e le sue imperfezioni, trovo in lei il mio cielo e mi compiaccio di dimorare in lei.

«Io stesso ti dirò - aggiunse, - ciò che mi impedisce di lavorare nell'anima tua per effettuare i miei disegni». Quindi, rispondendo all'inquietudine che scorge in lei: «- Sì, il demonio si adopererà accanitamente per farti cadere; ma la mia grazia è più potente di tutta la sua malizia infernale. Affidati a mia Madre, abbandonati a me e sii sempre molto umile e semplice con la Madre tua».


«Lo supplicavo in modo speciale di insegnarmi ad umiliarmi e ad abbandonarmi nella maniera che Gli piace.
«- Tu puoi umiliarti in vari modi, - mi ha detto: - in primo luogo adorando la divina Volontà, che malgrado tu ne sia indegna, vuol servirsi di te per effondere la sua Misericordia. Poi ringraziando di essere stata collocata nella Società del mio Cuore senza alcun tuo merito. Non lagnarti mai di ciò».

«Scolpì queste parole così profondamente in me che lo supplicai di dimenticare la mia ingratitudine e gli ripetei il mio desiderio di riparare le pene che avevo potuto procurare al Suo Cuore divino».

«- Tu mi consolerai, mia Josefa, col ripetere spesso questa preghiera: O Cuore divino! Cuore del mio Sposo, il più tenero e delicato dei cuori, ti ringrazio che, malgrado la mia indegnità, mi hai scelta per effondere sulle anime la Tua divina Misericordia!».

«Il Cuore di Gesù ama la mia mamma infinitamente più di quello che posso fare io! Ho meditato su ciò e ho risoluto di tutto abbandonare a Dio.
«Gesù, che conosce la mia debolezza, è venuto pieno di bontà e mi ha detto:
«- Se abbandoni tutto a me, ritroverai tutto nel mio Cuore.

«Subito Gli chiesi perdono», ella scrive.
«- Lascia andare, - dice - il mio Cuore ha cancellato tutto».
Poi continua:
«- Non scoraggiarti poiché nella tua fragilità risplende meglio l'infinita mia misericordia».

«- Il mio Cuore non rifiuta mai il perdono all'anima che si umilia - Egli risponde avvicinandosi, - e soprattutto a quella che lo chiede con vera fiducia: comprendilo bene, Josefa! Io innalzerò un grande edificio sul nulla, cioè sulla tua umiltà, il tuo abbandono, il tuo amore».

«Lo supplicai, di darmi la forza di vincermi, poiché ancora non so umiliarmi nella maniera che Gli
piace».

«- Non preoccuparti, Josefa, - dice con bontà; - se getti un granello di sabbia in un vaso ricolmo d'acqua fino all'orlo, qualche goccia ne uscirà. Se ne getti un secondo, altre ne usciranno e, via via che il vaso si riempirà di sabbia, si svuoterà d'acqua. Nello stesso modo, a mano a mano che Io entrerò nell'anima tua, tu ti libererai di te stessa, ma un po' alla volta».

«- Perché temi? So quello che sei, ma te lo ripeto una volta di più... poco m'importa la tua miseria!
«Quando un fanciullino comincia a dare i primi passi, la mamma dapprima lo tiene per mano, poi lo lascia per incitarlo a proseguire da sé, ma gli tende le braccia perché non cada. Devi dire alla Madre tua che, più un 'anima e debole, più ha bisogno di sostegno. E chi è più fragile di te?...
«Il mio Cuore trova la sua consolazione nel perdonare. Non ho desiderio più grande né gioia più grande che quella di perdonare! «Quando un'anima ritorna a me dopo una caduta, la consolazione che mi dà è per lei un guadagno, poiché la guardo con più grande amore». E aggiunse: «- Non temere di niente. Non sei che miseria e perciò voglio servirmi di te. Supplisco Io a quello che ti manca... lasciami agire in te».

«Quanto più la tua miseria è grande, tanto più la mia potenza ti sosterrà. Ti farò ricca dei miei doni. Se mi sarai fedele, farò della tua anima la mia dimora e ivi mi rifugerò quando i peccatori mi respingeranno. Mi riposerò in te, e tu avrai vita in me! Tutto quello di cui hai bisogno vieni a cercarlo nel mio Cuore, anche se si tratta di ciò che ti chiedo. Fiducia e amore!».

«Ad un tratto ho visto il suo Cuore! Così affascinante! Come ringraziarlo di tutto quello che fa per me?».
«Ora te lo dirò, Josefa! Prendi questo Cuore e offrilo al tuo Dio. Per mezzo suo puoi pagare tutti i tuoi debiti. Tu sai adesso ciò che ho voluto fare attirandoti qui. Desidero che tu corrisponda ai miei disegni con docilità, lasciandoti maneggiare, abbandonandoti al mio amore, che altro non cerca se non possederti e consumarti. L'amore ti spoglierà del tuo io e non ti lascerà pensare che alla mia gloria e alle anime».

«- Ora pregami, dimmi ciò che vuoi, chiedi!».

«- Tu ripeterai ogni giorno queste parole: O Gesù, per il tuo amatissimo Cuore, ti supplico d'infiammare dello zelo del Tuo amore e della Tua gloria tutti i sacerdoti del mondo, tutti i missionari e quelli che sono incaricati di annunziare la Tua parola divina affinché, accesi di un santo zelo, strappino le anime al demonio per condurle all'asilo del Tuo Cuore, dove possano glorificarti in eterno».

«Ricordati le mie parole e credi. L'unico desiderio del mio Cuore è d'imprigionarti in esso, di possederti nel mio amore e di fare della tua piccolezza e fragilità un canale di misericordia per molte anime che si salveranno per mezzo tuo. Fra qualche tempo ti scoprirò gli ardenti segreti del mio Cuore che serviranno al bene di un gran numero di anime».
«Non è per i tuoi meriti che voglio servirmi di te, ma perché le anime vedano come la mia potenza si serve di strumenti deboli e miserabili».

Come sempre la Madonna era pronta per illuminarla, guidarla, difenderla.
Le disse: «Ascolta, figlia mia, non lasciare mai la Comunione, non lasciarti trascinare dagli scrupoli allo scopo di farti abbandonare la Comunione».
«Poi, quando mio Figlio ti chiede qualche atto di umiltà, o altra cosa, devi compierlo con molto amore, ripetendogli di continuo: Signore, tu sai quanto ciò mi costi... ma Tu, prima di me!».

« - La più grande ricompensa che possa dare ad un’anima - prosegue - è di farla vittima del mio amore e della mia misericordia rendendola somigliante a me, che sono la Vittima divina per i peccatori».

La Madre celeste viene ancora una volta a ricordare alla figlia sua la potenza redentrice di quel sangue che ella deve far valere per quel peccatore.
«- Adora il sangue divino di Gesù, figlia mia, e supplicalo che lo sparga su quell'anima per commuoverla, perdonarla, purificarla».

Così Gesù ogni giorno rimette Josefa di fronte alla sua missione.
«- Non cessare mai di unire i tuoi atti ai miei e di offrire al Padre mio il mio sangue prezioso».
«- Non dimenticare che sei vittima del mio Cuore...», le ripete Nostro Signore.

«- Guarda il mio Cuore! E tutto amore e tenerezza, ma ci sono anime che non lo conoscono!...»

«- Dammi il tuo cuore, Josefa, affinché lo ricolmi dell'amarezza del mio e offriti continuamente per riparare l'orgoglio di quest'anima. Non rifiutarmi niente, Io sono la tua forza».
«Quindi ha detto fissando il cielo:
«- L'orgoglio l'accieca...! Essa dimentica che Io sono il suo Dio e che senza di me è nulla! Che vale elevarsi quaggiù?... Voglio che ti prostri continuamente davanti al Padre mio e che tu gli offra l'umiltà del mio Cuore. Non dimenticare che senza di me l'anima non è che un abisso di miseria... Innalzerò gli umili...: le loro debolezze, le loro stesse cadute, poco m'importano... ciò che voglio è l'umiltà e l'amore!».

«- Figlia del mio cuore! Vengo per sostenerti poiché sono la Madre tua. Nulla di ciò che soffri è inutile. Avrai ancora da subire una grande prova per salvare quell'anima orgogliosa. Appena sentirai l'avvicinarsi della tentazione, manifestala subito. Poi obbedisci, obbedisci, obbedisci!».
«- Tu devi soffrire per le anime, devi essere tentata, poiché, comprendilo bene, il demonio ha paura della tua fedeltà... Ma, coraggio!».

«Guarda le mie piaghe e baciale. Sai chi me le ha fatte? L'amore! Sai chi mi ha calcato questa corona?... L'amore! Sai chi ha aperto il mio Cuore?... L'amore! Se ti amo al punto di non avere nulla rifiutato per te, dimmi, Josefa, non potrai tu pure soffrire senza rifiutarmi nulla?... Abbandonati!».

«Se mi sarai fedele, ti farò conoscere la ricchezza del mio Cuore. Tu gusterai la mia croce, ma ti consolerò come sposa privilegiata». Poi aggiunge: «Non manco mai alla parola data!».

«Quell'anima che era rimasta in terra per purificarsi interamente, ora è in cielo! In quanto a quel peccatore, il mio Cuore ha riportato su di lui una vittoria definitiva. D'ora innanzi mi consolerà e corrisponderà al mio amore.
«E tu, - ha continuato il Maestro, - mi ami?...
«Ho su di te i miei disegni e sono disegni di amore!... Non rifiutarmi nulla!».