Il Signore farà giustizia al suo popolo.

Dt 32,35-41

Sì, vicino è il giorno della loro rovina
e il loro destino si affretta a venire.
Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
e dei suoi servi avrà compassione.

Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che do la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco.

Quando avrò affilato la folgore della mia spada
e la mia mano inizierà il giudizio,
farò vendetta dei miei avversari,
ripagherò i miei nemici.


Un messaggero che annuncia la pace!

Na 2,1.3; 3,1-3.6-7
Dal libro del profeta Naum

Ecco sui monti i passi d’un messaggero
che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
poiché il malvagio non passerà più su di te:
egli è del tutto annientato.

Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
rinnova il vanto d’Israele,
anche se i briganti li hanno depredati
e saccheggiano i loro tralci.

Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!

Sìbilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.

«Ti getterò addosso immondizie,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».

Fate udire la vostra lode

Ger 31, 1-7
Dal libro del profeta Geremìa

«In quel tempo - oracolo del Signore -
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».

Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».

Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe

Ger 30,1-2.12-15.18-22
Dal libro del profeta Geremia.

Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore:
"Così dice il Signore, Dio d'Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un'ulcera vi sono rimedi,
ma non c'è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.

Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio".

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Sal.144

Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie e buono in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità.

San Pietro Giuliano Eymard

San Pietro Giuliano Eymard

"Noi predichiamo Gesù Cristo, e Gesù Cristo Sacramentato"

Affermava che un'ora ai piedi di Gesù Sacramentato vale più che una mattinata intera di studi sui libri.

San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, dapprima appartenente al clero diocesano e poi membro della Società di Maria, fu insigne cultore del mistero eucaristico e istituì due Congregazioni, una maschile e l’altra femminile, per promuovere e diffondere la devozione verso il Santissimo Sacramento. Morì nel villaggio di La Mure presso Grenoble in Francia, dove era nato.

Come San Paolo, era l'amore di Cristo che lo spingeva a predicare. Ardeva nel suo cuore l'enorme desiderio di incendiare il mondo con il fuoco di Colui che è presente in ogni tabernacolo. Era necessario toglierLo da lì, esporLo, prestarGli adorazione, riconoscendoLo come l'unico capace di sanare tutti i problemi, tanto degli individui che della società.

Nel suo desiderio di portare le anime alla Sacra Eucaristia, oltre ai Padri Sacramentini, fondò la Congregazione delle Serve del Santissimo Sacramento, contemplative dedite all'Adorazione Perpetua ed anche una Aggregazione del Santissimo Sacramento. 

 

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori

Vescovo, dottore della Chiesa.
Fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore.
(Marianella, Napoli 27 settembre 1696 – Nocera dei Pagani, 1º agosto 1787) 

"I pulcini delle rondini non fanno altro che gridare, cercando con ciò l’aiuto e l’alimento alle loro madri. Così dobbiamo sempre gridare, chiedendo a Dio soccorso per evitare la morte del peccato, e per avanzarci nel suo santo amore".

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori rifulse per la sua premura per le anime, per i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. Al fine di promuovere la vita cristiana nel popolo, si impegnò nella predicazione e scrisse libri, specialmente di morale, disciplina in cui è ritenuto un maestro, e, sia pure tra molti ostacoli, istituì la Congregazione del Santissimo Redentore per l’evangelizzazione dei semplici. Eletto vescovo di Sant’Agata dei Goti, si impegnò oltremodo in questo ministero, che dovette lasciare quindici anni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Passò, quindi, il resto della sua vita a Nocera dei Pagani in Campania, tra grandi sacrifici e difficoltà.


Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio.

Sal 68

Sono più numerosi dei capelli del mio capo quelli che mi odiano senza ragione. Sono potenti quelli che mi vogliono distruggere, i miei nemici bugiardi: quanto non ho rubato, dovrei forse restituirlo?

Per te io sopporto l'insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono diventato un estraneo ai miei fratelli, uno straniero per i figli di mia madre. Perché mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera, Signore, nel tempo della benevolenza. O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi, nella fedeltà della tua salvezza.


Tu sei il Padre eterno del tuo Unigenito

Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367)
vescovo, dottore della Chiesa

"'Non è egli forse il figlio del carpentiere?' ... E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità"

Padre santo, Dio onnipotente, per il tempo che avrò il fiato che tu mi hai accordato, ti proclamerò Dio eterno, ma anche Padre eterno. Mai mi stabilirò giudice della tua onnipotenza e dei tuoi misteri; mai farò passare la mia conoscenza limitata avanti alla nozione vera del tuo infinito; mai affermerò che sei esistito da qualche parte senza la tua Sapienza, la tua Potenza e il tuo Verbo, Dio, L'Unigenito, mio Signore Gesù Cristo. Poiché anche se il linguaggio umano è debole e imperfetto quando parla di te, non rimpicciolirà il mio spirito al punto di ridurre la mia fede al silenzio, privo di parole capaci di esprimere il mistero del tuo essere.

Già nelle realtà della natura ci sono molte cose di cui non conosciamo la causa, senza tuttavia ignorarne gli effetti. E quando per nostra natura non sappiamo cosa dire di queste cose, la nostra fede si colora di adorazione. Se contemplo il movimento delle stelle..., il flusso e riflusso del mare..., la potenza nascosta nel più piccolo seme..., l'ignoranza mi aiuta a contemplarti, poiché se non capisco questa natura che è al mio servizio, vedo la tua bontà, per il fatto stesso che lei è lì per servirmi. Io stesso mi accorgo di non conoscermi, ma ti ammiro ancor più... Mi hai dato la ragione e la vita e i sensi di uomo che mi procurano tante gioie, ma non arrivo a capire quale è stato il mio inizio di uomo.

E' quindi non conoscendo quanto mi circonda, che comprendo chi tu sei; e intuendo chi sei, ti adoro. Perciò, quando si tratta dei tuoi misteri, non comprenderli non diminuisce la mia fede nella tua onnipotenza... La nascita del tuo Figlio eterno supera la nozione stessa di eternità, è anteriore ai tempi eterni. Prima di tutto quanto esiste, c'è il Figlio uscito da te, Dio Padre; è vero Dio... Mai sei esistito senza di lui... Tu sei il Padre eterno del tuo Unigenito, generato prima dei tempi eterni.


Sant'Ignazio di Loyola

Sant'Ignazio di Loyola
Ad Maiorem Dei Gloriam

Preghiera

O Dio, che a gloria del tuo nome hai suscitato nella tua Chiesa sant'Ignazio di Loyola, concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio, di combattere la buona battaglia del vangelo, per ricevere in cielo la corona dei santi.

Tuo fratello risorgerà

Gv 11,19-27
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».



Io sono la risurrezione e la vita

Sant'Efrem Siro (ca 306-373)
diacono in Siria, dottore della Chiesa.

Quando ha chiesto: “Dove l’avete posto?”, nostro Signore ha pianto. Le sue lacrime sono state come la pioggia, Lazzaro come il grano, il sepolcro come la terra. Ha gridato con voce di tuono, a udire la sua voce la morte ha tremato, Lazzaro è spuntato come grano, è uscito ed ha adorato il Signore che l’aveva risuscitato.

Gesù ha reso la vita a Lazzaro ed è morto al suo posto, poiché, dopo averlo fatto uscire dal sepolcro e averlo preso alla sua mensa, egli stesso è stato sepolto simbolicamente con l’olio che Maria ha versato sul suo capo (Mt 26,7). La forza della morte che aveva trionfato da quattro giorni è vinta… perché la morte sapesse che era facile al Signore vincerla il terzo giorno…; la sua promessa è vera: aveva promesso che sarebbe risorto lui pure il terzo giorno (Mt 16,21)… Il Signore ha dunque reso felici Maria e Marta vincendo l’inferno per mostrare che lui pure non sarebbe morto per sempre… Ora, ogni volta che si dirà che è impossibile risorgere il terzo giorno, si guardi a colui che è stato risuscitato il quarto giorno.

“Togliete la pietra!” Perché? colui che ha risuscitato un morto e gli ha reso la vita non avrebbe potuto aprire il sepolcro e rovesciare la pietra? Lui che diceva ai discepoli: “Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà” (Mt 17,20), non avrebbe potuto con una parola spostare la pietra che chiudeva l’ingresso del sepolcro? Certo che avrebbe potuto togliere la pietra con la sua parola, lui la cui voce, quando era appeso alla croce, ha spezzato le rocce ed ha aperto i sepolcri (Mt 27,51-52). Ma, poiché era amico di Lazzaro, ha detto: “Aprite, sentite il cattivo odore, scioglietelo voi che l’avete avvolto in bende e nel suo sudario, riconoscete colui che avete seppellito”.


Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

Sal 78

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati: presto ci venga incontro la tua misericordia, perché siamo così poveri!

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome; liberaci e perdona i nostri peccati a motivo del tuo nome.

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri; con la grandezza del tuo braccio salva i condannati a morte.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo, ti renderemo grazie per sempre; di generazione in generazione narreremo la tua lode.

Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.


Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà.

Ger 14, 17-22
Dal libro del profeta Geremia.

Il Signore ha detto: «I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da grande calamità è stata colpita la vergine, figlia del mio popolo, da una ferita mortale. Se esco in aperta campagna, ecco le vittime della spada; se entro nella città, ecco chi muore di fame. Anche il profeta e il Sacerdote si aggirano per la regione senza comprendere».

Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion? Perché ci hai colpiti, senza più rimedio per noi. Aspettavamo la pace, ma non c'è alcun bene, il tempo della guarigione, ed ecco il terrore! 

Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà, la colpa dei nostri padri: abbiamo peccato contro di te. Ma per il tuo nome non respingerci, non disonorare il trono della tua gloria. Ricòrdati! Non rompere la tua alleanza con noi. 

Fra gli idoli vani delle nazioni c'è qualcuno che può far piovere? Forse che i cieli da sé mandano rovesci? Non sei piuttosto tu, Signore, nostro Dio? In te noi speriamo, perché tu hai fatto tutto questo.


Santa Maria della Passione

Santa Maria della Passione

"Mi chiamo Suor Maria della Passione e debbo somigliare al Maestro".

Laica, dopo la morte del marito entrò nella Congregazione delle Suore Crocifisse di Gesù Sacramentato, oggi Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, e assunse il nome di suor Maria della Passione.

All’età di cinque anni fece voto di verginità alla Madonna. Andata piccolissima nella Parrocchia dell'Ave Gratia Plena per assistere alla prima Comunione delle sue compagne di catechismo, cominciò all'improvviso a commuoversi prima, a piangere poi. I singhiozzi della piccola richiamarono l'attenzione del Parroco, che si stava preparando alla celebrazione. Appreso che la bimba desiderava ardentemente ricevere l'Eucaristia, senza alcuna perplessità, la ammise alla Sacra Mensa: era il 7 aprile 1873 e Maria Grazia non aveva ancora compiuto sette anni.

Proprio nel ricevere l'Ostia, la piccola vide qualcosa di straordinario. Da adulta lo racconterà in una pagina autobiografica: “....mentre il sacerdote presentava l'Ostia Santa, il povero mio cuore palpitava con veemenza di grande gioia; e vidi, nella sacra particola nelle mani del Ministro di Dio, comparire un piccolo e vezzoso Bambino, ma ahimè! Aveva le manine ferite ed osservai che da queste ferite scorreva un canaletto di vivo sangue.... ”.

L'immagine del Cristo sofferente per l'umanità, sin dalla nascita, fa promettere in quell'istante a Maria Grazia di dedicare totalmente la vita a Gesù, cercando di alleviare, con le proprie sofferenze, le sofferenze del Salvatore, offrendo tutto per la santificazione dei sacerdoti e il ravvedimento dei peccatori.


Il Lievito di Cristo

      Leggiamo nel Vangelo: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12, 24). Il Signore Gesù è il chicco di grano, ma è anche il lievito. Venendo nel mondo, uomo e solo, il Signore Gesù ha dato a tutti gli uomini la possibilità di diventare quello che lui stesso è. Ogni uomo che si unisce al lievito di Cristo diventa a sua volta lievito, utile a sé e utile a tutti; sarà salvato e salverà altri.

      Prima di esser messo in un mucchio di farina, il lievito va frantumato, schiacciato, sbriciolato, viene completamente sciolto. Ed è allora che arriva a fermentare in una stessa lievitazione i chicchi innumerevoli e dispersi nella farina. Raccoglie in un corpo solido una sostanza che era, in se stessa, inconsistente quanto la polvere; infine, produce una pasta utile da ciò che sembrava non essere che un insieme di cose vane e sparpagliate.

      Così, il Signore Gesù Cristo, lievito del mondo intero, è stato frantumato da numerose sofferenze, lacerato e distrutto, e la sua essenza, che è il suo prezioso sangue, è stato sparso per noi affinché tutto il genere umano disperso, mescolandosi con esso, fosse rigenerato. Noi che eravamo come una farina di popoli, siamo stati radunati come del lievito; noi che giacevamo miseramente per tutta la terra, dispersi e frantumati, siamo stati riuniti nel corpo di Cristo grazie alla potenza della sua Passione.
 
San Massimo di Torino (? - ca 420), vescovo

Santa Bartolomea Capitanio

Santa Bartolomea Capitanio

"L’amore di Gesù non va disgiunto da un vero amore del prossimo"

Vergine, religiosa, fondò a Lovere in Lombardia, insieme a Santa Vincenza Gerosa, l’Istituto delle Suore della Carità (dette di Maria Bambina) e morì a ventisette anni, consunta dalla tisi, ma ancor più divorata dalla carità.

Preghiera
Santa Bartolomea, abbi compassione di noi, che a Te ci rivolgiamo e confidiamo. Prega per noi Gesù che ci conceda la grazia di un cuore saggio, docile e intelligente, che sappia come comportarsi in ogni circostanza in cui si trova.
Prega per noi Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, che con la sua potente intercessione e la sua materna benedizione, ci fortifichi e ci difenda, in vita e in morte, e ci conduca alla beata eternità. Amen.

Dio ci è Padre e mai ci abbandonerà!

Beata Brigida Morello di Gesù

A Piacenza, Beata Brigida Morello di Gesù, che, rimasta vedova, si consacrò al Signore dedicandosi con tutte le forze alla penitenza e alle opere di carità e fondò la Congregazione delle Suore Orsoline di Maria Immacolata per l’educazione cristiana della gioventù femminile.

Amava ripetere: "Confidenza, confidenza, cuore grande! Dio ci è Padre e mai ci abbandonerà!".


Avanti, sempre avanti, Dio provvederà

Santa Maria Carmela Sallés y Barangueras

A Madrid in Spagna, Santa Maria Carmela Sallés y Barangueras, vergine, che fondò la Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione per la formazione di donne pie e istruite.

La Congregazione, presente in 16 paesi, continua a portare il suo messaggio: “Avanti, sempre avanti, Dio provvederà”.


Festa di Santa Maria Maddalena

“Apostola degli apostoli”, si deve a Tommaso d’Aquino il titolo riconosciuto a Maria Maddalena, il cui nome deriva da Magdala, il villaggio di pescatori, di cui era originaria, sulla sponda occidentale del lago Tiberiade. Di lei racconta l’evangelista Luca, nel capitolo 8: Gesù andava per città e villaggi annunciando la buona notizia del regno di Dio e c’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità e li servivano con i loro beni. Fra loro vi era “Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni”.

Gli equivoci sulla sua identità: non era una prostituta
Come insegna l’esegesi biblica, l’espressione ‘sette demoni’ poteva indicare un gravissimo male fisico o morale, che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata. Ma la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria Maddalena una prostituta e questo solo perché nel precedente capitolo 7 del Vangelo di Luca, si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli”. Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome.  Ma c’è un ulteriore equivoco, spiega il cardinale Ravasi, l’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione, di cui riferisce l’evangelista Giovanni. E così, Maria di Magdala da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea. 

Sotto la croce  
Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù, quando lo accompagna al Calvario e insieme ad altre donne rimane ad osservarlo da lontano. Ed è presente ancora quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro, che viene chiuso con una pietra. Ed è lei che dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana torna al sepolcro e scopre che la pietra è stata tolta e corre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore. 

L’incontro con il Risorto  
Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, Maria Maddalena rimane, in lacrime. Qui ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede. Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù allora la chiama per nome: “Maria!” E lei voltandosi risponde: “Rabbunì!”, che in ebraico significa: “Maestro!”. Gesù le consegna quindi una missione: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò quindi ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore! e anche ciò che le aveva detto” (cf. Gv 20).

E’ lei che proclama Gesù come Colui che ha vinto la morte
Maria Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua. Quando il Figlio di Dio entra nella storia, questa donna è fra coloro che maggiormente lo amarono, dimostrandolo. Quando giunse il tempo del Calvario, Maria Maddalena era insieme a Maria Santissima e a San Giovanni, sotto la Croce. Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Santo Sepolcro.

La Festa di Maria Maddalena
Per volontà di Papa Francesco, la memoria obbligatoria di Maria Maddalena, è stata elevata al grado di Festa, il 22 luglio 2016, per significare la rilevanza di questa fedele discepola di Cristo.

Cosa richiede il Signore da te

Mic 6,8
Dal libro del profeta Michea.

Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.


In quel tempo di calamità.

Mic 2, 1-5
Dal libro del profeta Michèa.

Guai a coloro che meditano l'iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell'alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
Sono avidi di campi e li usurpano,
di case e se le prendono.
Così opprimono l'uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.

Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà un tempo di calamità.

In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone,
si leverà un lamento e si dirà:
"Siamo del tutto rovinati;
ad altri egli passa l'eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!".
Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l'assemblea del Signore».


Il buon grano e la zizzania

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859)
sacerdote, curato d'Ars

Fratelli miei, vediamo oggi nel Vangelo che il padrone del campo ha seminato il grano nella terra buona, ma il nemico venne mentre dormiva e vi seminò la zizzania. Significa che Dio aveva creato l'Uomo buono e perfetto, ma il nemico è venuto ed ha seminato il peccato. Di qui la caduta di Adamo, terribile caduta che ha fatto entrare il peccato nel cuore dell'Uomo.

Direte: Bisogna levare la zizzania? "No, risponde il Signore, per paura che levando la zizzania strappate il buon grano. Aspettate fino alla mietitura". Il cuore dell'Uomo deve restare così sino alla fine un insieme di bene e di male, di vizi e virtù, di luce e tenebre, di grano buono e zizzania. Dio non ha voluto distruggere questo insieme e rifare una natura dove ci fosse solo grano buono. Vuole che combattiamo, che lavoriamo per impedire alla zizzania di invadere tutto. Il demonio viene a seminare tentazioni sui nostri passi; ma con la grazia possiamo vincerlo, possiamo soffocare la zizzania.

Sono assolutamente necessarie tre cose contro la tentazione: la preghiera per illuminarci, i sacramenti per fortificarci, e la vigilanza per preservarci. Benedette le anime tentate! E' quando il demonio prevede che un'anima tende all'unione con Dio che la sua rabbia raddoppia.


Santa Clelia Barbieri

Santa Clelia Barbieri
(1847-1870)

Vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore Minime dell'Addolorata. Si adoperò per il bene spirituale della gioventù femminile, per la formazione umana e cristiana, specialmente delle ragazze povere e bisognose.

"Suore Minime dell'Addolorata". Minime per la grande devozione che la Beata Clelia ebbe al santo Minimo Romito di Paola, San Francesco, patrono e provvido protettore della nascente comunità; dell'Addolorata, perché la Madonna Addolorata perché era il titolo della Madonna preferito dalla Beata.

Clelia morì profetizzando a colei che la sostituirà: "Io me ne vado ma non vi abbandonerò mai ... Vedi, quando là in quel campo d'erba medica accanto alla chiesa, sorgerà la nuova casa, io non ci sarò più... Crescerete di numero e vi espanderete per il piano e per il monte a lavorare la vigna del Signore. Verrà giorno che qui alle Budrie accorrerà tanta gente, con carrozze e cavalli... ". E aggiunse: "Me ne vado in paradiso e tutte le sorelle che moriranno nella nostra famiglia avranno la vita eterna ...". La morte la colse nella soddisfazione di andare incontro allo Sposo verginale, il 13 luglio 1870. La profezia di Clelia in morte si è avverata.

La Congregazione delle Suore Minime dell'Addolorata si è sviluppata e si sviluppa. È diffusa in Italia, in India, in Tanzania. Oggi le suore nell'imitazione della Beata Clelia, in umiltà nel proficuo loro lavoro assistenziale sono intorno alle trecento, divise in 35 case.

Con i suoi 23 anni, al giorno della morte, Clelia Barbieri può dirsi la fondatrice più giovane della Chiesa.


La Parola che dà frutto.

Mt 13, 1-23
Dal Vangelo secondo Matteo

Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 

Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. 

Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. 

Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno.


Il seminatore semina la parola

San Bernardo (1091-1153)
monaco cistercense e dottore della Chiesa

Fratelli, dobbiamo vigilare affinché la parola uscita dalla bocca del Padre e venuta fino a noi per mezzo della Vergine Maria non se ne ritorni vuota (Is 55,11), ma possiamo rendergli grazia per grazia, sempre attraverso la Vergine. Senza sosta dunque ricordiamoci del Padre, restiamo con lui così a lungo da dover sospirare la sua attesa. Facciamo risalire alla loro sorgente le onde di grazia, affinché ritornino più abbondanti.

Se avete il Signore presente nel vostro spirito, allora non tacete, non restate in silenzio verso di lui. Chi vive già in sua presenza non ha bisogno di questo avvertimento; ma chi vive ancora nella fede deve essere esortato a non rispondere a Dio col silenzio. Poiché “Il Signore parla: egli annunzia la pace per il suo popolo”, per i suoi santi, per coloro che rientrano in se stessi (Sal 85,9). Ascolta coloro che lo ascoltano; parlerà a coloro che gli parlano. Altrimenti, anche lui resterà in silenzio, se voi tacete, se non lo glorificate. “Voi, che rammentate le promesse al Signore, non prendetevi mai riposo, finché non abbia ristabilito Gerusalemme e finché non l'abbia resa il vanto della terra” (Is 62,7). Poiché la lode di Gerusalemme è dolce e bella.

Ma, qualsiasi offerta presentiate a Dio, ricordatevi di affidarla a Maria, affinché la grazia ritorni alla sua sorgente per lo stesso canale che ce l'ha portata. Abbiate cura di presentare a Dio il poco che avete da offrirgli per le mani di Maria, quelle mani purissime e degne di ricevere la più grande accoglienza.


Gustate e vedete com'è buono il Signore.

Sal 33

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.


Beato Pierre (Pietro) Vigne

Beato Pierre (Pietro) Vigne

Sacerdote, fondatore della Congregazione delle Suore del SS. Sacramento
Privas, Francia, 20 agosto 1670 - Rencurel, Francia, 8 luglio 1740

Nato il 20 agosto 1670 a Privas (Francia) ordinato sacerdote nel 1694 diventa un "missionario itinerante" tra la povera gente. Per più di trenta anni questo "camminatore di Dio" solca a piedi e a cavallo, le strade per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo.

Celebra la Messa, espone il Santissimo Sacramento ed insegna ad adorare l'Eucaristia. Maria, «Bel Tabernacolo di Dio fra gli uomini», occupa anche un posto privilegiato nella sua preghiera e nel suo insegnamento.

Nel 1712, egli arriva un giorno a Boucieu-le-Roi, il cui sito gli permette di erigere una Via Crucis. Aiutato dai parrocchiani dei dintorni, egli costruisce 39 Stazioni che, attraverso il villaggio e la campagna, insegnano ai cristiani a seguire Gesù dall'ultima Cena, a Pasqua e a Pentecoste.

Boucieu diventa la sua residenza. Ivi riunisce alcune donne alle quali affida il compito di «accompagnare i pellegrini» della Via Crucis per aiutarli a meditare e a pregare.

Ed è in questo luogo che fonda la Congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento. Il 30 novembre 1715, nella chiesa di Boucieu, egli consegna loro la Croce e l'abito religioso. Egli invita la sue figlie ad alternarsi nell'adorazione di Gesù presente nell'Eucaristia e a vivere fraternamente insieme.


Misericordioso e pietoso è il Signore.

Sal 144

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.

Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.

Parlino della tua terribile potenza:
anch'io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.


Tu conoscerai il Signore

Os 2,14.15-16.19-20
Dal libro del profeta Osea.

Così dice il Signore: «Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: "Marito mio", e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».



I tuoi fedeli dicano la gloria del tuo regno

Sal.144

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome.

Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.


Sono il buon Pastore, io vi consolerò

San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716)
fondatore dei Monfortani

"O profondità della ricchezza, della Sapienza di Dio!" esclama san Paolo (Rm 11,33). Ci sarà un angelo così illuminato e un uomo tanto temerario da mettersi a spiegarci come conviene l'origine della Sapienza? E' l'idea sostanziale ed eterna della divina bellezza che fu mostrata a san Giovanni Evangelista nell'ammirabile rapimento nell'isola di Patmos, quando scrisse: "In principio era il Verbo" - o il figlio di Dio, o la Sapienza eterna - , "e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv 1,1). 

Questa bellezza eterna e sovranamente amabile ha tanto desiderio dell'amicizia dell'uomo che ha fatto un libro apposta per guadagnarla, gli ha fatto scoprire le sue meraviglie e il desiderio che nutre per lui. Questo libro è come la lettera di un'innamorata al suo amore, per conquistarlo. E' così forte il suo desiderio del cuore dell'uomo, così tenera la sua ricerca di amicizia, così amorevoli i suoi richiami che a sentirla parlare direste che ella non è la Sovrana del cielo e della terra e che ha bisogno dell'uomo per essere felice. 

Quante volte ha parlato quando era sulla terra: Venite a me, venite a me; sono io, non temete; perché temete? E' perché siete peccatori? Ma, sono loro che io cerco; Io Eterna Sapienza sono l'amica dei peccatori. E' perché vi siete smarriti per colpa del gregge? Ma io sono il buon Pastore. E' perché siete carichi di peccati, coperti di sozzure, schiacciati dalla tristezza? Ma è proprio per questo che dovete venire a me; io vi toglierò ogni peso, io vi consolerò.


Il desiderio di colui che digiuna

San Pietro Crisologo (ca 406-450)
vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa

Il digiuno degli amici dello Sposo

"Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo spesso, i tuoi discepoli non digiunano?" Perché per voi il digiuno è questione di legge e non un dono spontaneo. In se stesso il digiuno non ha nessun valore. Ciò che importa è il desiderio di colui che digiuna. Quale profitto pensate trarre, voi che digiunate solo perché costretti? Il digiuno è un aratro stupendo per arare il campo della santità: cambia il cuore, sradica il male, estirpa il peccato, sotterra il vizio, semina la carità; mantiene la fecondità e prepara la mietitura dell'innocenza. I discepoli di Cristo, invece, sono posti al cuore stesso del campo maturo della santità, raccolgono i covoni delle virtù, gioiscono del Pane della nuova raccolta: non possono dunque praticare digiuni ormai sorpassati.

"Perché i tuoi discepoli non digiunano?" Il Signore risponde loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo Sposo è con loro?" Chi prende moglie lascia il digiuno da parte, abbandona l'austerità; si dedica completamente alla gioia, partecipa ai banchetti; si mostra in tutto affabile, amabile e allegro; fa tutto ciò che gli ispira il suo affetto per la sua sposa. Cristo celebrava allora le sue nozze con la Chiesa: perciò accettava di prender parte a dei convivi, e non si rifiutava a coloro che lo invitavano; pieno di benevolenza e di amore, si mostrava umano, abbordabile, amabile. Voleva infatti unire l'uomo a Dio, e fare dei suoi compagni i membri della famiglia divina.


Beata Maria Crocifissa Curcio

Beata Maria Crocifissa Curcio

Vergine, religiosa, fondatrice della congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù

“Patire per i miei fratelli mi riempiva l'animo di gioia...La mia tenerezza cresce sempre... e di questa tenerezza amo le figliole che la Provvidenza mi ha affidato, amo il mondo intero, amo la natura con tutte le bellezze”

La sua preghiera è un dialogo intimo e continuo con Gesù, con il Padre e con tutti i Beati, ispirato da confidenza filiale, amore sponsale, sentimenti di gratitudine, lode, adorazione e riparazione che cerca di trasmettere innanzitutto con l’esempio di vita alle sue figlie spirituali e a quanti hanno modo di avvicinarla, alimentando sempre la “brama di avere figlie sante, figlie eucaristiche, figlie che sanno pregare”.

Coltiva intensamente l’unione d’amore con Cristo nell’Eucaristia impegnando tutta se stessa nel soddisfare il desiderio di riparazione “all’immenso numero di anime che non conoscono e non amano Dio” e nell’offerta di vittima di espiazione insieme “al gran Martire d’amore”.


Perché avete paura, gente di poca fede?

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859)
sacerdote, curato d'Ars

Il buon uso delle tentazioni

Come il buon soldato non ha paura di combattere, così il buon cristiano non ha paura della tentazione. La più grande tentazione è di non averne affatto! Si potrebbe quasi dire di esser felici di avere tentazioni: è il momento della raccolta spirituale dove raccogliamo per il cielo. Se fossimo ben compenetrati della santa Presenza di Dio, ci sarebbe facilissimo resistere al nemico. Con questo pensiero: Dio ti vede! non peccheremmo mai.
C'era una santa che si lamentava con nostro Signore dopo la tentazione dicendo: "Dove eravate dunque, mio Gesù amabilissimo, durante questa orribile tempesta?" E nostro Signore le rispose: "Ero in mezzo al tuo cuore".

Mt 8, 23-27
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori.

Beato Gennaro Maria Sarnelli
Beato Gennaro Maria Sarnelli
Sacerdote Redentorista

Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori ( 1 Pt 3, 15 )
“Signore, non voglio ne morire, ne vivere, voglio quello che volete Voi”.

Sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore, che si adoperò attivamente per l’assistenza ad ogni categoria di bisognosi.

Gennaro Maria Sarnelli nasce a Napoli il 12 settembre 1702 da Angelo, barone di Ciorani. Nel 1722 si laurea in diritto canonico e civile ed esercita l'avvocatura fino al 1728. In questi anni conosce un altro avvocato: Alfonso Maria de' Liguori.

Ancora laico si associa al gruppo che gravita intorno a sant'Alfonso. Nel 1728 lascia la professione di avvocato, nel 1732 è sacerdote. Nello stesso anno de' Liguori fonda la nuova Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi); Gennaro Sarnelli lo raggiunge un anno dopo ed insieme intraprendono una serie di missioni in tutta la Costiera Amalfitana e nei paesi dell'entroterra.

Nel 1736 rientra a Napoli, dove si dedica all'evangelizzazione tra le prostitute. Si adopera inoltre per l'assistenza religiosa e materiale ai «facchinelli», minori sfruttati per il lavoro. Dal 1741 organizza una missione permanente nei sobborghi di Napoli.

Muore a 41 anni, il 30 giugno 1744 a Napoli e viene sepolto nella parrocchia di Santa Maria dell'Aiuto. Verrà poi traslato nella casa madre dei Redentoristi.

Giovanni Paolo II l'ha proclamato beato il 12 maggio 1996.


Il Signore mi porterà in salvo nel suo regno.

2 Tm 4,6-8.17.18
Dalla seconda lettera di san Paolo a Timoteo.

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.


Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Sal. 33

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.


Il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode

At 12, 1-11
Dagli Atti degli apostoli

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L'angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L'angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».


Pietro, uscì e pianse amaramente.

San Bernardo (1091-1153)
monaco cistercense e dottore della Chiesa

"Sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo" (1Co 15,9)

Fratelli, a ragione la Chiesa applica ai santi apostoli Pietro e Paolo le parole del saggio: "Questi invece furono uomini di fede, e le loro opere giuste non sono dimenticate. Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità: i loro posteri" (Si 44,10-11). Sì, si può ben chiamarli uomini di fede: perché hanno ottenuto misericordia per se stessi poiché sono pieni di misericordia e nella sua misericordia Dio ce li ha dati.

Vedete, infatti, quale misericordia ci hanno ottenuta. Se interrogate san Paolo su questo punto vi dirà di lui stesso: "Prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia" (1Tm 1,13). Infatti chi sa quanto male ha fatto ai cristiani di Gerusalemme ed in tutta l'intera Giudea?

Per quanto riguarda il beato Pietro ho un'altra cosa da dirvi, tanto sublime quanto unica. Infatti, se Paolo ha peccato, l'ha fatto senza saperlo, poiché non aveva la fede; Pietro invece aveva ben gli occhi aperti al momento della sua caduta (Mt 26,69ss). Ma "laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia" (Rm 5,20). Se San Pietro ha potuto elevarsi a un tal grado di santità dopo aver fatto una caduta così grave, chi può ormai disperare, se vuole anche solo un poco uscire dai suoi peccati? Guardate quanto dice il vangelo: "Uscì e pianse amaramente".

Avete sentito quale misericordia gli apostoli hanno ottenuta, e ormai nessuno fra voi sarà oppresso dalle colpe passate più di quanto occorre. Se hai peccato, Paolo non ha forse peccato di più? Se hai fatto una caduta, Pietro non ne ha fatta una più grande della tua? Ora, l'uno e l'altro, con la penitenza, non solo hanno ottenuto la salvezza ma sono diventati grandi santi, sono addirittura diventati ministri della salvezza, i maestri della santità. Fa' dunque lo stesso, fratello, poiché è per te che la Scrittura li chiama "uomini di fede".


Santa Vincenza Gerosa

Santa Vincenza Gerosa
Chi sà il Crocifisso sà tutto

Vergine, religiosa, fondò a Lovere in Lombardia, insieme a santa Bartolomea Capitanio l’Istituto delle Suore della Carità (dette di Maria Bambina) con lo scopo di soccorrere i tanti bisogni del tempo e di ogni tempo.

Caterina diceva: “E' il Signore il padrone dei cuori. È lui che li tocca e li chiama. L’opera è sua e sa quello che torna in bene, lasciamo fare a Dio”.

Per Caterina Gesù crocifisso era “il gran libro da meditare e da imitare”. “Chi sa il crocifisso sa tutto”, diceva spesso.

“La vecchia”, come si auto-chiamava per umiltà, anche di fronte a personalità, raggiunse il suo Gesù il 20 giugno 1847, mentre stringeva sul cuore il Crocifisso e diceva “lasciatemi andare”.

Unite in un medesimo amore per Gesù e i suoi “poveri”, Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitanio furono canonizzate insieme, il 18 maggio 1950 (Anno Santo), dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958).

Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa



Beata Maria Pia Mastena

Beata Maria Pia Mastena

Vergine, fondatrice della Congregazione delle Religiose del Santo Volto

Nacque a Bovolone in provincia di Verona il 7 dicembre 1881.
Presto in lei si fece sentire la chiamata alla vita religiosa, perseguendo il suo ideale improntato ad una forte devozione eucaristica ed al Santo Volto. Fece domanda di entrare in convento all’età di 14 anni, ma fu accettata soltanto nel 1901 come postulante nell’Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona.

Con il permesso dei Superiori, l’11 aprile 1903, nello stesso giorno in cui - senza esserne a conoscenza - tornava al Cielo la mistica lucchese Santa Gemma Galgani, fece il personale « voto privato di vittima».

Vestì l’abito religioso il 29 settembre del 1902, e il 24 ottobre 1903 emise i voti religiosi e le fu imposto il nome di Suor Passitea di Gesù Bambino. Visse con generosa intensità spirituale questa prima tappa di vita religiosa e la ricorderà sempre come un tempo di grazia e di benedizione e sempre parlerà con stima e riconoscenza dei superiori e delle consorelle dell’Istituto delle Sorelle della Misericordia. Il fervore trovato in questo Istituto la porterà a fare in seguito il voto di cercare in tutto la cosa più perfetta.

Svolse il compito dell’insegnante in diversi luoghi del Veneto, e ben 19 anni li trascorse a Miane, dedicandosi anche ad un intenso apostolato tra gli alunni di ogni età, infermi e inabili.

Con l’autorizzazione dei suoi Superiori ed il « nulla osta » della Santa Sede, entrò il 15 aprile 1927 nel monastero Cistercense di Veglie, per assecondare il suo anelito contemplativo.

Il 15 novembre 1927, incoraggiata dal Vescovo di Vittorio Veneto, uscì dal Monastero, riprese l’insegnamento e passò all’istituzione di una nuova Congregazione denominata Religiose del Santo Volto. Eretta canonicamente l’8 dicembre 1936, dopo tante sofferenze fu riconosciuta quale Congregazione di Diritto Pontificio il 10 dicembre 1947.

La sua attività fu dedicata al consolidamento e all'espansione della Congregazione, promuovendo iniziative per i poveri, sofferenti ed ammalati, affidando all'Istituto il carisma di “Propagare. riparare, ristabilire il Volto di Gesù, nei fratelli più poveri ed abbandonati di tutto il mondo”.

Il Carisma della Fondatrice e l'Istituto "Religiose del Santo Volto" si sono diffusi rapidamente nei luoghi più poveri ed abbandonati che portavano i segni della seconda guerra mondiale, nel Veneto, a Roma, in Toscana, in Lombardia, in Francia, vivente ancora Madre Mastena.

Morì a Roma il 28 giugno 1951.


Ricorda, Signore, quant'è breve la mia vita.

Salmo 88
Maskil. Di Etan l'Ezraita.

Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
Ho stretto un`alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli".

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell'assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?
Dio è tremendo nell'assemblea dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.

Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti?
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona. 
Tu domini l'orgoglio del mare, tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,
il Tabor e l'Ermon cantano il tuo nome.
E' potente il tuo braccio,
forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.
Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d`Israele.

Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo:
"Ho portato aiuto a un prode,
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.
Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l'ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico,
né l'opprimerà l'iniquo.
Annienterò davanti a lui i suoi nemici
e colpirò quelli che lo odiano.
La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Stenderò sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Io lo costituirò mio primogenito,
il più alto tra i re della terra.
Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,
punirò con la verga il loro peccato
e con flagelli la loro colpa.

Ma non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide.
In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo".

Ma tu lo hai respinto e ripudiato,
ti sei adirato contro il tuo consacrato;
hai rotto l'alleanza con il tuo servo,
hai profanato nel fango la sua corona.
Hai abbattuto tutte le sue mura
e diroccato le sue fortezze;
tutti i passanti lo hanno depredato,
è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

Hai fatto trionfare la destra dei suoi rivali,
hai fatto gioire tutti i suoi nemici.
Hai smussato il filo della sua spada
e non l'hai sostenuto nella battaglia.
Hai posto fine al suo splendore,
hai rovesciato a terra il suo trono.
Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza
e lo hai coperto di vergogna.

Fino a quando, Signore,
continuerai a tenerti nascosto,
arderà come fuoco la tua ira?
Ricorda quant'è breve la mia vita.
Perché quasi un nulla hai creato ogni uomo?
Quale vivente non vedrà la morte,
sfuggirà al potere degli inferi?

Dove sono, Signore, le tue grazie di un tempo,
che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?
Ricorda, Signore, l'oltraggio dei tuoi servi:
porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,
con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
insultano i passi del tuo consacrato.
Benedetto il Signore in eterno.
Amen, amen.

Che cosa si può fare per questa donna?

2 Re 4,8-16
Dal secondo libro dei Re

Eliseo chiese a Giezi suo servo: "Che cosa si può fare per questa donna?". Il servo disse: "Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio". Eliseo disse: "Chiamala!". La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: "L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio".


Va', avvenga per te come hai creduto.

Mt 8, 5-17
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito.

Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".

Santa Margherita Bays

Santa Margherita Bays

Per partecipare alla passione di Gesù sopportò tutto senza un lamento, in totale abbandono alla volontà di Dio. Fu in questo clima che compose l'ammi­rabile preghiera: “O santa vittima, chiamami a te, è giusto. Non tenere conto della mia repulsione; che io completi nel mio corpo ciò che manca alle tue sofferenze. Abbraccio la croce, voglio morire con te. È nella piaga del tuo Sacro Cuore che desidero esalare l'ultimo sospiro.”

Lo voglio, sii sanata.

Benedetto XVI
papa dal 2005 al 2013

Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana. Essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall'altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche. Sono tutti doveri sia della giustizia che dell'amore che rientrano nelle esigenze fondamentali dell'esistenza cristiana e di ogni vita veramente umana. Nella lotta contro il dolore fisico si è riusciti a fare grandi progressi; la sofferenza degli innocenti e anche le sofferenze psichiche sono piuttosto aumentate nel corso degli ultimi decenni.

Sì, dobbiamo fare di tutto per superare la sofferenza, ma eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità – semplicemente perché non possiamo scuoterci di dosso la nostra finitezza e perché nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male, della colpa che – lo vediamo – è continuamente fonte di sofferenza. Questo potrebbe realizzarlo solo Dio: solo un Dio che personalmente entra nella storia facendosi uomo e soffre in essa. Noi sappiamo che questo Dio c'è e che perciò questo potere che « toglie il peccato del mondo » (Gv 1,29) è presente nel mondo. Con la fede nell'esistenza di questo potere, è emersa nella storia la speranza della guarigione del mondo.


Signore, se vuoi, puoi purificarmi.

Mt 8, 1-4
Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va' invece a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».


Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso

Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso

"Mi sono offerta a Gesù Crocifisso per essere crocifissa con Lui" e il Signore l’aveva presa in parola, rendendola partecipe del Suo patire, che cercò di vivere silenziosamente e gioiosamente, amalgamandosi al Cuore di Maria Vergine.

La sua esistenza fu ripiena di carismi mistici straordinari, sopportò per lunghi anni dure prove e persecuzioni in spirito di abbandono alla volontà di Dio.

Il programma della sua vita si trova compendiato in una frase: "Voglio vivere cibandomi della volontà di Dio.Voglio che la mia volontà sia un solo impasto con la volontà di Dio". E ancora nel suo Diario: Desidero ardentemente vivere nella volontà di Dio, so che in tal modo si fanno i santi, ed io voglio farmi santa per dar gloria a Dio". 

Programma che deve essere la grande aspirazione di ogni cristiano, in piena conformità alla parola di Cristo, Unico e Supremo modello: "Mio cibo è fare la volontà del Padre" (Gv 4,34), perché: "chi fa la volontà di Dio rimane in eterno" (1 Gv 2,17).


Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

Sal 78

O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.

Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme
e nessuno seppelliva.
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.


La santità non consiste nel fare grandi cose!

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859)
sacerdote, curato d'Ars

Le persone mondane, per evitare di impegnarsi verso la santità – cosa che senza dubbio ostacolerebbe troppo il loro modo di vivere – vorrebbero farvi credere che per essere santi bisogna compiere azioni abbaglianti, dedicarsi a pratiche devozionali straordinarie, abbracciare grandi austerità, digiunare ampiamente e lasciare il mondo per ritirarsi nei deserti, trascorrendo giorni e notti in preghiera. Senza dubbio ciò è molto buono, è davvero la via che molti santi hanno seguito; ma non è ciò che Dio chiede a tutti.

No, non è quello che ci chiede la nostra santa religione; al contrario, essa ci dice: "Alzate gli occhi al cielo e vedete se tutti coloro che ne riempiono i primi posti hanno fatto cose meravigliose. Dove sono i miracoli della Madonna, di San Giovanni Battista, di San Giuseppe?" Ascoltate: Gesù Cristo stesso ha detto che molti nel giorno del giudizio grideranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni e fatto miracoli?" (Mt 7,22) "Allontanatevi da me, operai di iniquità, risponderà loro il giusto Giudice; cosa! Avete ordinato al mare, e non avete saputo comandare alle vostre passioni? Avete liberato i posseduti dal demonio e non avete osservato i miei comandamenti?... Andate, miserabili, al fuoco eterno; avete fatto grandi cose, e non avete fatto nulla per salvarvi e meritare il mio amore."

Vedete dunque che la santità non consiste nel fare grandi opere, ma nel custodire fedelmente i comandamenti di Dio e nel compiere i propri doveri nello stato di vita in cui il buon Dio ci ha posti.


O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.

Sal.68

Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.

Signore, difensore dei poveri, ascoltaci.


La bontà del Signore dura in eterno.

Sal 88

Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono.

Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi.

Punirò con la verga la loro ribellione
e con flagelli la loro colpa.
Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.


Gesù a Te affidiamo ogni nostra necessità

Gesù Sacramentato

Gesù Sacramentato ti supplico di intervenire tempestivamente perchè mia moglie giace a letto soffrendo terribilmente, intervieni. A Te affido tutte le necessità della nostra famiglia, che Tu hai costituito, e le necessità del mondo intero. Presto ci venga incontro la tua misericordia, perché siamo così poveri! 

Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 26, 7.9)
Come dice Santa Bertilla Boscardin, dobbiamo avere una fede viva in Gesù che tutto può e tanto ci ama. A Lui non costa niente fare anche un miracolo se serve. 
Per intercessione di Maria Immacolata e dei Santi protettori, Gesù aiutaci. Amen.

Matteo 8,5-17 
Dal Vangelo secondo Matteo

Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: "Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente". Gesù gli rispose: "Io verrò e lo curerò". Ma il centurione riprese: "Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Và, ed egli va; e a un altro; Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa". ... All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse al centurione: "Và, e sia fatto secondo la tua fede". In quell'istante il servo guarì.

Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

San Giovanni Cassiano (ca 360-435)
fondatore di monastero a Marsiglia

Dacci il nostro pane!

"Dacci oggi il nostro pane supersostanziale" (Mt 6,11), secondo un altro evangelista, "il nostro pane quotidiano" (Lc 11,3). Il primo aggettivo, pane, esprime la sua nobiltà e la natura della sua sostanza, che lo elevano al di sopra di ogni altra sostanza e lo rendono superiore a tutte le creature per la sublime grandezza e santità. Il secondo aggettivo, quotidiano, esprime l'uso che se ne deve fare e la sua utilità: la parola "quotidiano" mostra che senza questo pane non possiamo vivere un solo giorno della vita spirituale.

Quanto alla parola "oggi", mostra che bisogna nutrirsene ogni giorno e che non basterebbe averla ricevuta ieri, se non ci fosse ugualmente data oggi. Che il bisogno quotidiano che ne abbiamo sia per noi un avvertimento di fare in ogni momento questa preghiera! Non c'è giorno in cui non sia necessario mangiare questo pane, per fortificare il cuore del nostro uomo interiore.

Ma "oggi" può anche riferirsi alla vita presente: "Mentre siamo in questo mondo, dacci questo pane. Sappiamo che lo darai anche nel mondo a venire a coloro che lo avranno meritato. Ma ti preghiamo di concedercelo oggi, perché chi non lo avrà ricevuto in questa vita, non potrà averne parte nell'altra".

Gesù e Santa Faustyna Kowalska.
Io sono il Pane della vita

Gesù a Santa Faustyna Kowalska.
«Sappi anche che la forza che hai per sopportare le sofferenze, la devi alla santa Comunione frequente, perciò va spesso a quella fonte di Misericordia ed attingi con il recipiente della fiducia tutto ciò che ti serve». (Diario, 1487)


Figlioli miei, amatevi gli uni gli altri

San Girolamo (347-420)
sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa

L'amore del prossimo: aiuto reciproco e benevolenza; attingere alla fonte della Bontà divina

"Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede" (Gal 6,10). Il tempo presente, quello del corso della vita è il tempo del seminare. In questa vita possiamo seminare quello che vogliamo. Finita questa vita, non potremo più agire. Ecco perché il Signore dice: "Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare" (Gv 9,4). 

Malati o sani, umili o potenti, poveri o ricchi, affamati o sazi, facciamo tutto nel nome del Signore, con pazienza e animo eguale, così si compirà in noi quanto dice la Scrittura: "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8,28). La rabbia stessa, la passione, l'oltraggio ricevuto che chiede vendetta, diventano per me altrettante occasioni di trionfo, se mi controllo, se conservo il silenzio per Dio, se ad ogni puntura che ferisce e sotto la pressione dei vizi penso a Dio che mi guarda dall'Alto. 

Non diciamo, quando distribuiamo doni: questo è un amico, quello l'ignoro; questo ha diritto a ricevere, quello deve essere disprezzato. Imitiamo nostro Padre, "che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti" (Mt 5,45). La fonte della sua Bontà è aperta per tutti. Schiavo e uomo libero, plebeo e re, ricco e povero, tutti vi bevono alla stesso modo. La lampada accesa in casa illumina tutti senza distinzione. 

San Giovanni Evangelista alla fine della vita, quando non poteva esprimere il suo pensiero con un discorso completo, non proferiva altra parola che questa: "Figlioli miei, amatevi gli uni gli altri" (Gv 13,34). Alla fine i suoi discepoli gli dissero: "Maestro, perché ci dici sempre così?" Giovanni rispose con questa sentenza degna di lui: "Perché è il precetto del Signore; facciamo solo questo, e ciò basta".


Beata Maria Theresia Scherer

Beata Maria Theresia Scherer

"L’ubbidienza è la strada più diretta, per raggiungere l’apice della perfezione” 

Vergine, cofondatrice della Congregazione delle Suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl, con lo scopo di favorire l'istruzione primaria dei ragazzi delle zone rurali e montane e altre emergenze sociali (sostegno agli ammalati e più in generale ai poveri e bisognosi)

Alla sua morte, avvenuta ad Ingenbohl il 16 giugno 1888, le case erano 422 con più di 1500 suore. La sua tomba, posta nella chiesa della casa madre, è meta di continue peregrinazioni con attestati di grazie ricevute per sua intercessione.

Maria Theresia è stata beatificata, il 29 ottobre 1995, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) che, nel corso della celebrazione, concluse “l’elogio” dicendo :
« Maria Theresia rimane un esempio. La sua forza interiore cresceva grazie alla sua vita religiosa: passava molte ore davanti al Santissimo, dove il Signore trasmette il suo amore a tutti coloro che vivono in stretta unione con lui. Ma l’amore non risiede nel cuore di un uomo senza che lì si sviluppino anche le virtù. Più cresceva la sua vita interiore, più Maria Theresia diventava sensibile alle esigenze del mondo del suo tempo. Nelle difficili circostanze che l’Europa attraversò nel diciannovesimo secolo, lei aiutava i popoli dell’Europa centrale con le sue numerose fondazioni. In mezzo al suo lavoro instancabile non esitava a dire che occorreva avere “la mano al lavoro ed il cuore a Dio”. Ella impiegava molta cura in particolare nell’essere fedele agli impegni del battesimo e del voto religioso. L’impegno per l’imitazione di Cristo è il trionfo dell’amore di Dio che si impadronisce di un uomo e che esige da lui ogni sforzo possibile al servizio di quest’amore, essendo cosciente della debolezza umana. Maria Theresia aveva compreso che la garanzia per la fedeltà era l’essere consapevole dei suoi mezzi e dedicarsi incessantemente alla preghiera contemplativa ed alla vita sacramentale. »


Da' a chi ti chiede.

Mt 5, 38-42
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Sii attento, Signore, al mio lamento.

Sal 5

Al maestro del coro. Per flauti. Salmo. Di Davide.

Porgi l`orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.

Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino t`invoco e sto in attesa.
Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di te il malvagio non trova dimora;
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.

Tu detesti chi fa il male,
fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
Ma io per la tua grande misericordia
entrerò nella tua casa;
mi prostrerò con timore
nel tuo santo tempio.

Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il tuo cammino.
Non c`è sincerità sulla loro bocca,
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto,
la loro lingua è tutta adulazione.

Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame,
per tanti loro delitti disperdili,
perché a te si sono ribellati.

Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.
Signore, tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la tua benevolenza.



A Te io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Beato Innocenzo da Berzo

Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi, 
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Salmo 26 
Di Davide.

Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere. Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe. E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano; immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza, inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici. Non espormi alla brama dei miei avversari; contro di me sono insorti falsi testimoni che spirano violenza. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.