Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi


Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. (Gv 15, 12-17)
 

Sant'Amato Ronconi

Sant'Amato Ronconi

A Saludecio, Sant'Amato Ronconi, insigne per lo spirito di ospitalità e assistenza ai pellegrini, deciso a vivere secondo il Vangelo si spogliò di ogni suo avere, e trasformò la sua casa in ospizio per i bisognosi sostenendola con il suo lavoro nei campi. Donate poi tutte le sue sostanze si ritirò ad una vita di penitenza. 

Compì quattro pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo Giacomo a Compostella. Morì nel 1292 all'età di sessantasei anni. Papa Pio VI ne confermò il culto nel 1776.  Papa Francesco ha riconosciuto le virtù eroiche del Beato Amato e lo ha canonizzato il 23 novembre 2014.


Santa Maddalena di Canossa

Soprattutto fate conoscere Gesù Cristo!
Per il fatto di essere nata marchesa, non posso forse avere l'onore di servire Gesù Cristo nei suoi poveri?

A Verona (1774-1835) ricchissima e famosa, Maddalena rinuncia a condurre una vita comoda e sfarzosa, e lascia il palazzo Canossa per dare inizio, nel quartiere più povero di Verona, a quella che riconosce essere la volontà del Signore: servire con il cuore di Cristo e accogliere fanciulle povere e abbandonate.

Fonda la Famiglia Canossiana dei Figli e Figlie della Carità. Crede all'amore del Signore Gesù e, viene inviata dal suo Spirito tra i più bisognosi, che ha servito con cuore di madre e ardore di apostola. Il 2 ottobre 1988 è stata canonizzata da San Giovanni Paolo II


Quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Gv 15, 12-17
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


Vi ho chiamato amici

Sant'Aelredo di Rievaulx (1110-1167)
monaco cistercense inglese

Fra i valori umani non c'è nulla di più santo da desiderare, nulla di più utile da cercare, nulla di più difficile da trovare, nulla di più dolce da sperimentare, nulla di più fruttuoso da possedere che l'amicizia. Essa non dà frutto nella vita presente, quella di oggi, quanto nella vita futura; la sua dolcezza dà sapore a tutte le virtù; la sua forza lotta contro i vizi; tempera le avversità e modera la prosperità.

Che gioia, sicurezza, fortuna avere qualcuno con cui parlare senza timore, come a se stessi; a cui confessarsi senza paura se si è sbagliato; a cui rivelare senza arrossire i progressi spirituali, a cui affidare i segreti del cuore e manifestare i propri progetti!

Non c'è medicina più energetica, più efficace, più eccellente per le nostre ferite, in tutto quanto ci capita quaggiù, che avere qualcuno che venga a compatire le nostre delusioni e accorra a congratularsi nei successi: due amici, come dice l'Apostolo (cfr. Ga 6,2), si spalleggiano l'un l'altro, portano i pesi l'uno dell'altro o meglio, ognuno trova il suo più leggero di quello dell'amico.

L'amicizia è un grado prossimo verso la perfezione che consiste nell'amore e conoscenza di Dio: un uomo, dal momento che è amico di un altro uomo, diventa l'amico di Dio, secondo la parola del Salvatore nel Vangelo: "Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici". (Gv 15,15)

Sant'Aelredo di Rievaulx

Nel monastero di Rievaulx in Northumbria, sant'Aelredo, abate fu educato alla corte del re di Scozia, poi entrò nell’Ordine cistercense e, divenuto insigne maestro di vita monastica, nei suoi gesti e nei suoi scritti promosse assiduamente e con amabilità la vita spirituale e l’amicizia in Cristo.


Beata Maria Caterina di Sant’Agostino

Beata Maria Caterina di Sant’Agostino

"Essere a disposizione di Dio e null’altro avere a cuore se non il suo servizio."

La Beata Maria Caterina di Sant’Agostino (1632–1668), nata Catherine Simon de Longpré, è stata una religiosa e mistica francese che ha speso la sua breve vita come Ospedaliera della Misericordia in Canada. Nota per la sua profonda spiritualità e dedizione alla cura dei malati, è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 23 aprile 1989. 

Nascita: 3 maggio 1632 a Saint-Sauveur-le-Vicomte (Francia).
Vita Missionaria: Nel 1648, a soli 16 anni, partì per il Québec (allora Nuova Francia), dove entrò nell'Hôtel-Dieu.
Morte: Morì di tisi l'8 maggio 1668, all'età di 36 anni.
Beatificazione: Proclamata beata il 23 aprile 1989; la sua ricorrenza è l'8 maggio.
Spiritualità: Conosciuta come una mistica, il suo confessore, il gesuita Paul Ragueneau, documentò la sua intensa vita interiore, sebbene il suo "Journal spirituel" andò perduto nell'incendio dell'Hôtel-Dieu nel 1775.

Ha dedicato la vita al servizio dei poveri e dei coloni malati nell'ospedale di Québec, distinguendosi per la sua precoce maturità spirituale



Io chiedo, o Signore, la nostra gioia piena

Sant'Anselmo d'Aosta (1033-1109)
monaco, vescovo, dottore della Chiesa

"Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena"

Ti prego, o Dio, fa' che ti conosca e ti ami per godere di te. E se non lo posso pienamente in questa vita, che avanzi almeno di giorno in giorno fino a quando giunga alla pienezza. Cresca qui la mia conoscenza di te e diventi piena nell'altra vita. Cresca l'amore per te e un giorno divenga perfetto, perché la mia gioia sia grande qui nella speranza e completa mediante il possesso definitivo nel futuro.

Signore, per mezzo di tuo Figlio comandi, anzi consigli di chiedere e prometti che otterremo perché la nostra gioia sia piena (Gv 16,24). Io chiedo, o Signore, quello che consigli per mezzo dell' «ammirabile nostro consigliere» (Is 9,5): possa io ricevere ciò che prometti per la tua verità, perché la mia gioia sia piena. 

Nel frattempo mediti la mia mente, ne parli la mia lingua. Ne abbia fame l'anima mia e sete la mia carne, lo desideri tutto il mio essere fino a quando non entri nella gioia del mio Signore (Mt 25,51), che è Dio uno e trino, benedetto nei secoli dei secoli. Amen.


Beata Maria Luisa di Gesù Trichet

Beata Maria Luisa di Gesù Trichet
“Bisogna che ami Dio nascosto nel tuo prossimo!”

Maria Luisa di Gesù Trichet, fu co-fondatrice delle Figlie della Sapienza, che governò con saggezza. Morì nello stesso giorno della scomparsa del Fondatore, San Luigi Maria Grignion di Montfort, il 28 aprile 1759, a Saint-Laurent-sur Sèvre, a 75 anni.

Spese la sua vita per l’educazione dei bambini poveri, le visite e la cura degli ammalati, la mensa per i mendicanti, l'assistenza ai poveri reclusi.




La mia gioia sia in voi

Gv 15, 9-11
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».


Beata Maria Caterina Troiani

Beata Maria Caterina Troiani
Diffidenza verso se stessi, fiducia in Dio.

Giuliano di Roma, Frosinone, 19 gennaio 1813
Il Cairo, Egitto, 6 maggio 1887

Al Cairo in Egitto, beata Maria Caterina Troiani, vergine del Terz’Ordine di San Francesco, che, mandata dall’Italia in Egitto, vi fondò la nuova famiglia delle Suore Francescane Missionarie.

Chiamata dalla Provvidenza a lasciare il monastero delle Clarisse di Ferentino per recarsi con alcune consorelle in Egitto, ove attendere alla formazione umana e cristiana delle fanciulle di quella terra d’oltremare, ella accolse con piena disponibilità il disegno di Dio. Memore del voto, pronunciato nei primi anni di professione religiosa, di “vivere sempre da suddita e nell’oblio”, si dedicò con slancio missionario al nuovo servizio nella città del Cairo.

Le stava di fronte un cumulo di miserie e di sofferenze, in cui sembrava rispecchiarsi una sintesi del dolore umano: schiavitù, fame, povertà, abbandono dei neonati e degli ammalati, sfruttamento ed emarginazione. Suor Caterina come il buon samaritano della parabola evangelica, si fermò accanto a ogni fratello e sorella sofferenti nel corpo e nello spirito, porgendo amorevolmente la sua mano benefica e pagando di persona. Verso il prossimo, vittima del dolore, della malattia, della miseria, la sua carità non ebbe preclusioni: cattolici, ortodossi, musulmani trovarono in lei accoglienza e aiuto, perché in ogni persona, segnata dal dolore, suor Caterina intravedeva il volto sofferente di Cristo. 

Non per nulla la piccola suora, più che con il suo nome, era conosciuta come la “madre dei poveri”; e dalle donne del luogo, liberate dalla schiavitù, era chiamata la “mamma bianca”. Il suo zelo apostolico e la sua carità si esplicò soprattutto nelle opere missionarie e sociali del Riscatto delle Morette, e in quella dei trovatelli. Queste povere neonate ‘morette’ o fanciulle piccole abbandonate alla nascita o destinate negli ‘harem’ turchi, madre Caterina Troiani le accoglierà, dopo averle ricercate in tutti i modi, le alleverà pagando le balie, sistemerà quelle sopravvissute ai disagi; alla sua morte ne avrà salvate 1574.

Nemmeno il rischio della malattia e della stessa morte per contagio fermò l'ardire della carità di suor Caterina: due volte infierì il colera e in tali drammatiche situazioni la beata e le sue consorelle si preoccuparono soltanto di assistere i colpiti dal morbo. Qualcuna di loro pagò con la vita tale servizio di dedizione e di carità.

Quando le opere da lei istituite sembravano prosperare in serenità, sopravvenne improvvisa la guerra del 1882, che parve travolgere tutto. Anche in tale circostanza emersero la fede luminosa, la fortezza indomita, la carità ardente della beata. Con incrollabile speranza nella Provvidenza, ella continuò a comportarsi in ogni circostanza secondo il principio a lei caro: “Diffidenza verso se stessi, fiducia in Dio”.

La sua spiritualità, ebbe note devozionali al Sacro Cuore, alle feste mariane, al patrocinio di San Giuseppe, agli Angeli Custodi, a San Francesco d’Assisi stigmatizzato. Nonostante il suo costante impegno di celare i doni naturali e soprannaturali di cui era stata arricchita dal Signore, si distinse dalle altre religiose nella pratica di tutte le virtù, tanto da imporsi loro come modello.

Attualmente la famiglia religiosa fondata da Maria Caterina Troiani è diffusa in tutto il mondo, dagli USA al Brasile, dalla Cina all’Africa, all'Europa. La sua salma dal 3 novembre 1967 è nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, annessa alla Casa generalizia di Roma.


Senza di me non potete far nulla

Senza di me non potete far nulla

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,
chiedete quel che volete e vi sarà dato. (Gv 15,7)


Ha scelto la parte migliore del servizio divino

Don Dolindo Ruotolo
Gesù, pensaci Tu.
San Pio da Pietralcina
Siate docili alle divine operazioni e disposizioni

Lamenti e paure non vengono da Dio e non ne è Dio l'autore. E' Satana che vi mette in cuore quelle paure e Dio lo permette perché vi perfezioniate. Ma Dio vuole che non vi preoccupiate di nulla e che affrontiate queste prove nella pace. Più vi lamentate, più cercate di scacciare le prove, più dureranno. Occorre che vi rassegniate e lasciate fare, anche quando non vi è dato di lasciar fare. Gesù è contentissimo di voi: quindi, di che aver paura?

Vi lamentate perché tornano sempre le medesime prove. E allora! padre, di che avete paura? Dell'artigiano divino che vuole in questo modo perfezionare il suo capolavoro? Vorreste uscire dalle mani di un così magnifico artigiano allo stato di puro e semplice schizzo? Voi, che siete un amante di opere perfette! 

Gesù vi fa sapere che le varie pene spirituali che vi agitano tanto, sono volute direttamente da lui per provarvi e non per abbattervi, per purificarvi meglio e rendervi, per quanto possibile, come Lui che è il prototipo di ogni anima che ha scelto la parte migliore del servizio divino. Aspetta da voi, in segno di riconoscenza, una più grande docilità a queste operazioni divine e uniformità alle sue divine disposizioni. (San Pio da Pietrelcina (1887-1968) cappuccino.)


La pace vera la devi cercare nei cieli

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore (Gv 14,27)

Se vai cercando la tua pace in questa vita, come potrai giungere alla pace eterna? 
Non a una piena di tranquillità, ma a una grande sofferenza ti devi preparare. Giacché la pace vera non la devi cercare in terra, ma nei cieli; non negli uomini, o nelle altre creature, ma soltanto in Dio. 

Tutto devi lietamente sopportare, per amore di Dio: fatiche e dolori; tentazioni e tormenti; angustie, miserie e malanni; ingiurie, biasimi e rimproveri; umiliazioni e sbigottimenti; ammonizioni e critiche sprezzanti. Cose, queste, che aiutano nella via della virtù e costituiscono una prova per chi si è posto al servizio di Cristo; cose, infine, che preparano la corona del cielo. 

Ché una eterna ricompensa io darò per un travaglio di breve durata; e una gloria senza fine, per una umiliazione destinata a passare.

(Imitazione di Cristo - Libro III Capitolo IIIV)

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore

Gv 14,27-31
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».


Immergiti in Cristo, nella sua povertà e virtù

Giovanni Taulero (ca 1300-1361)
domenicano a Strasburgo

"Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace"

Nella prova, l'uomo che vuole e desidera sinceramente solo Dio deve rifugiarsi in lui e aspettare con grandissima pazienza che torni la calma. Chi sa dove e come piacerà a Dio tornare e colmarlo con i suoi doni? Quanto a te, stai pazientemente al riparo della volontà divina; questo vale cento volte di più degli slanci di una virtù brillante. Infatti i doni di Dio non sono Dio, e si deve godere di lui, non dei suoi doni. Ma la nostra natura è così avida, così ripiegata su se stessa che si insinua dappertutto, impadronendosi di ciò che non è suo, sporcando, così facendo, i doni di Dio, e impedendo il nobile lavoro di Dio.

Tu dunque, immergiti in Cristo, nella sua povertà e purezza, nella sua obbedienza, nel suo amore e in tutte le sue virtù. In lui sono dati all'uomo i doni dello Spirito Santo, la fede, la speranza e la carità, la verità, la gioia e la pace interiori, nello Spirito Santo. In lui ancora si trovano l'abbandono e la mite pazienza, dove riceviamo ogni cosa da Dio con un cuore semplice. 

Quanto Dio permette e decreta, prosperità o avversità, gioia o dolore, tutto deve concorrere al bene dell'uomo (Rm 8,28). La cosa più piccola che succede all'uomo è vista eternamente da Dio, preesiste in lui, succede come egli ha voluto, e non diversamente. Siamo dunque in pace! Questa pace in ogni cosa, la impariamo solo nel vero distacco e nella vita interiore. Tale è l'eredità dell'uomo nobile, quando è saldamente fissato nel riposo dell'anima in Dio, nel desiderio di Dio solo, che illumina ogni cosa; tutto questo viene purificato passando attraverso Cristo.


Pensando che da lei venivano solo gli zeri

Madre Maria Marletta
(Catania il 20 luglio 1889 - 25 settembre 1966) 

Madre Maria Marletta, fondatrice delle Serve della Divina Provvidenza, intraprendeva ogni iniziativa con distacco personale e quando raccoglieva frutti di bene, li attribuiva a Dio, pensando che da lei venivano solo gli zeri davanti ai quali Dio – come spesso diceva – aveva posto il numero uno che dava valore a tutta la cifra.

Amava ripetere alle sue figlie: «Lasciate che Dio lavori e noi eclissiamoci: più saremo sinceramente umili, più scompariremo, più abbondanti saranno i frutti».


Maria, Madre nostra, rendici amici di Gesù

Madonna della Pieve
Madre nostra, prega per noi.

Maria, Madre nostra, Regina dell'universo, grazie perché ci hai donato Gesù Sacramentato, tuo figlio e nostro Signore. Aiutaci a cercare e desiderare solo Lui. 
Intercedi per noi che siamo bisognosi di ascoltarlo, amarlo, e servirlo.
Aiutaci a offrirci con Lui Sacramentato, in unione al suo sacrificio riparatore dei nostri peccati e di quelli del mondo intero, pregando per tutti e tutto sopportando lietamente.
Aiutaci a comprendere che per noi non c'è altro vantaggio che la croce di Gesù.
Prega per noi affinché abbiamo fiducia nella Divina Provvidenza.
Rendici amici di Gesù.



Misericordia verso il prossimo

Santa Faustina Kowalska e Gesù Sacramentato
Sono qui per te, per amore tuo.

«Ti sottopongo tre modi per dimostrare Misericordia verso il prossimo: il primo è l'azione, il secondo è la parola, il terzo la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della Misericordia ed è una dimostrazione irrefutabile dell'amore verso di Me. In questo modo l'anima esalta e rende culto alla Mia Misericordia». (Diario, 742)


Se uno mi ama, io lo amerò e mi manifesterò a lui

Gv 14, 21-26
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l'Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».


Non a noi, Signore, ma al tuo nome dà gloria.

Sal.113

Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome da' gloria,
per il tuo amore, per la tua fedeltà.
Perché le genti dovrebbero dire:
«Dov'è il loro Dio?».

Il nostro Dio è nei cieli:
tutto ciò che vuole, egli lo compie.
I loro idoli sono argento e oro,
opera delle mani dell'uomo.

Siate benedetti dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.
I cieli sono i cieli del Signore,
ma la terra l'ha data ai figli dell'uomo.


Lo Spirito Santo v’insegnerà ogni cosa

Beato Jan van Ruysbroeck (1293-1381)
canonico regolare

La vita di contemplazione è la vita del cielo. Grazie all’amore di unione con Dio infatti, l’uomo passa al di là del suo essere creatura, per scoprire e assaporare la ricchezza e le delizie che Dio è in persona, e che egli lascia scorrere senza sosta nel più intimo dello spirito umano, laddove quest'ultimo è simile alla nobiltà di Dio. Quando l’uomo raccolto e contemplativo ha così raggiunto la sua immagine eterna, e quando, in tale limpidezza, grazie al Figlio, ha trovato il suo posto nel seno del Padre, viene illuminato dalla verità divina.

Dobbiamo sapere infatti che il Padre celeste, abisso vivo, è rivolto, mediante le opere, con tutto ciò che vive in lui, verso il Figlio suo come verso la sua eterna Sapienza (Pr 8,21); e questa Sapienza, con tutto ciò che vive in essa, si riflette, mediante le opere, nel Padre, cioè nell’abisso dal quale è uscita. Da questo incontro sgorga la terza Persona, che sta tra il Padre e il Figlio, cioè lo Spirito Santo, il loro comune amore, che è una cosa sola con entrambi, nella stessa natura. Questo amore abbraccia e attraversa con godimento il Padre e il Figlio e tutto ciò che in loro vive, con tale opulenza e gioia da ridurre ogni creatura al silenzio eterno. Infatti la meraviglia inafferrabile nascosta in tale amore supererà eternamente la comprensione di ogni creatura. 

Possiamo riconoscere questa meraviglia e assaporarla senza sorpresa, quando il nostro spirito si trova al di là di se stesso, una cosa sola con lo spirito di Dio, assaporando e guardando senza misura, così come Dio assapora e guarda la propria ricchezza, nell’unità della sua profondità vivente, secondo il suo modo increato. Questo delizioso incontro, che ha luogo in noi secondo il modo di Dio, è continuamente rinnovato. Infatti, come il Padre guarda senza sosta tutte le cose come nuove nella nascita di suo Figlio, sono anche amate in modo nuovo dal Padre e dal Figlio nello sgorgare dello Spirito Santo. E' l’incontro del Padre e del Figlio nel quale siamo amorosamente 'abbracciati' grazie allo Spirito Santo in un amore eterno.


Non imputare a noi le colpe dei nostri padri

Salmo 78. 

O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni,
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto in macerie Gerusalemme.

Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli
agli animali selvaggi.

Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva.
Siamo divenuti l'obbrobrio dei nostri vicini,
scherno e ludibrio di chi ci sta intorno.

Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?
Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,
perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora.

Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.
Aiutaci, Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome,
salvaci e perdona i nostri peccati
per amore del tuo nome.

Perché i popoli dovrebbero dire:
"Dov'è il loro Dio?".
Si conosca tra i popoli, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue dei tuoi servi.
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la potenza della tua mano
salva i votati alla morte.
Fa' ricadere sui nostri vicini sette volte
l'affronto con cui ti hanno insultato, Signore.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di età in età proclameremo la tua lode.

Vado al Padre

San Giovanni Paolo II (1920-2005)
papa

Punto di partenza della nostra riflessione sono le parole del Vangelo, che ci additano in Gesù il Figlio e il Rivelatore del Padre. Il suo insegnamento, il suo ministero, il suo stesso stile di vita, tutto in Lui rinvia al Padre (Gv 5,19.36; 8,28; 14,10; 17,6). Questi è il centro della vita di Gesù, e a sua volta Gesù è l'unica via per accedere al Padre. “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6). Gesù è il punto di incontro degli esseri umani con il Padre, che in Lui si è reso visibile: “Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?” (Gv 14,9-10). 

La manifestazione più espressiva di questo rapporto di Gesù col Padre si ha nella sua condizione di risorto, vertice della sua missione e fondamento di vita nuova ed eterna per quanti credono in Lui. Ma l'unione tra il Figlio e il Padre, come quella tra il Figlio e i credenti, passa attraverso il mistero dell'“innalzamento” di Gesù, secondo una tipica espressione del Vangelo di Giovanni. Col termine “innalzamento” l'evangelista indica sia la crocifissione che la glorificazione di Cristo; ambedue si riflettono sul credente: “Bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,14-16). 

Questa “vita eterna” altro non è che la partecipazione dei credenti alla vita stessa di Gesù risorto e consiste nell'essere inseriti in quella circolazione d'amore che unisce il Padre e il Figlio, i quali sono una cosa sola (Gv 10,30; 17,21-22).


Vieni Signore Gesù, vieni e vivi in me.


Gesù Sacramentato, cerco e desidero Te e la Tua volontà.
Aiutami ad ascoltarti, ad adorarti, a ringraziarti e unirmi a Te in riparazione dei miei peccati. Eccomi oggi al Tuo servizio. Accettami come Tuo servo fedele e Tuo perfetto amico. Rendimi come mi vuoi, e la Tua grazia sia operante in me.

Ti supplico, aiutami a fidarmi tranquillamente della Tua provvidenza.
Di cuore voglio attenermi alle tue disposizioni, e ne trarrò vantaggio.
A Te affido ogni mia faccenda, tu sai quello che mi bisogna, e tutto volgerai in bene per me, al momento del bisogno, perchè sei mio Padre.

Gesù mio Amore Misericordioso, toglimi il desiderio di cercare consolazione nelle cose del mondo e in quello che mi attrae e sento come allettante, e di slancio e con ardore attirami a Te crocifisso e tribolato, dammi luce, amore e forza di cercare i beni spirituali, e desiderare sempre Te, mia dolce attrazione, mio unico Bene. Senza di Te non ho niente, e con Te ho tutto e tutto posso con la Tua grazia.

Aiutami a guardare quanto amore mi hai dimostrato, e quanto dolore hai sofferto sulla croce per me. Fammi comprendere che per me non c'è altro vantaggio che nella Tua croce. Ti chiedo Signore di farmi vivere unito a Te crocifisso, in comunione con Te, pregando per tutti. Ti prego liberaci da ogni male.

Guarda la mia miseria e usami misericordia e clemenza. Fammi risorgere come nuova creatura. Donami un vero pentimento e lacrime di contrizione per averti disprezzato ed essermi allontanato da Te. Aiutami per intercessione di Maria, Tua e mia Madre, di San Giuseppe e di tutti i Santi. Vieni Signore Gesù, vieni e vivi in me. Tu solo sei il mio vero amico. Tu sei la mia vita e la mia eredità.

Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua misericordia, poiché siamo troppo infelici. Aiutaci, Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome. Giunga fino a te il gemito dei prigionieri; con la potenza della tua mano salva i votati alla morte. (Salmo 78)

Siamo divenuti l'obbrobrio dei nostri vicini, scherno e ludibrio di chi ci sta intorno. Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre? Fino a quando, arderà come fuoco la tua gelosia?

Signore, quanto hai fatto ricadere su di noi, l'hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato, non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti. Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da' gloria al tuo nome, Signore, fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia. (Dn 3, 31.29.43.42) 
E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo, ti renderemo grazie per sempre; di età in età proclameremo la tua lode.

San Leopoldo Mandic

Il Signore perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia; egli sazia di beni i tuoi giorni e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore. Egli non continua a contestare e non conserva per sempre il suo sdegno. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono; come dista l'oriente dall'occidente, così allontana da noi le nostre colpe. Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. Perché Egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere.

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola. Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere, suoi ministri, che fate il suo volere. Benedite il Signore, voi tutte opere sue, in ogni luogo del suo dominio. Benedici il Signore, anima mia. (Salmo 102)

A gloria Tua, concedimi quello che vuoi e Ti domando

Maria Madre di Gesù Sacramentato
Abbi fede di averlo ottenuto e ricevuto.
Gesù Sacramentato, a gloria Tua, concedimi la grazia che Ti chiedo, oppure, se non lo trovi conveniente, toglimi questo desiderio, sempre a gloria del Tuo nome. O Signore, rendimi come Tu mi vuoi. Concedimi quello che Tu vuoi e quando vuoi, a gloria Tua. Concedimi la fede di aver ottenuto quanto Ti ho chiesto. Mio Dio e Salvatore, a Te affido ogni mia faccenda. Amen

E Gesù disse loro: "Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: se uno dice a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. Quello che chiedete nella preghiera abbiate fede di averlo ricevuto e vi sarà concesso." (Mc 11,22-24)



Adempirà tutti i miei voleri

Beata Maria di Gesù
Aiuta anche me ad ascoltarti.
O Dio, Trinità misericordiosa, avvenga anche per me, oggi, la testimonianza che Tu, suscitando Davide come re, hai reso : "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri". (At 13,13-25) Aiuta anche me ad ascoltarti, e a cercare solo Te e la tua volontà, ed essere un uomo secondo il Tuo cuore, che adempirà tutti i tuoi voleri e desideri, cosi che Tu, o Trinità beata, puoi testimoniare anche di me: "Ho trovato Salvatore, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri". Amen

Signore Gesù Sacramentato, concedimi questa grazia, Tu che ci hai detto: "In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò." (Gv 14,12-14) Signore ti prego, aiutami.


Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me

San Pio da Pietrelcina (1887-1968)
Sacerdote cappuccino

Dopo l'amore del nostro Signore, ti raccomando l'amore della Chiesa, sua Sposa. Essa è, in certo senso, la colomba che cova e fa nascere i piccoli dello Sposo. Rendi grazie sempre a Dio di essere figlia della Chiesa, sull'esempio di tante anime che ci hanno preceduto in questa via beata. 

Abbi molta compassione per tutti i pastori, i predicatori e le guide spirituali; ce ne sono su tutta la faccia della terra. Prega Dio per loro, affinché, salvando se stessi, siano fecondi e procurino la salvezza alle anime. 

Pregate per le persone perfide come per quelle ferventi, pregate per il Santo Padre, per tutte le necessità spirituali e temporali della Chiesa; essa infatti è nostra madre. Fate anche una preghiera speciale per tutti coloro che operano alla salvezza delle anime per la gloria del Padre.

L'amore del Signore è da sempre.

Sal 102

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

Ma l'amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza.


Rivestiti dell'abito nuziale, cioè della carità

Santa Caterina da Siena (1347-1380)
terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d'Europa

L'unione con Dio e la salvezza delle anime

Elevandosi al di sopra di sé, un'anima tormentata da un grandissimo desiderio dell'onore di Dio e della salvezza delle anime, arriva a esercitarsi per qualche tempo nella pratica delle virtù ordinarie e si chiude nella cella della conoscenza di sé stessa, per conoscere meglio la bontà di Dio verso di lei. Perché l'amore segue la conoscenza e, amando, l'anima cerca di seguire la verità e di rivestirsene. Nulla fa gustare meglio alla creatura questa verità, nulla le procura tanta luce quanto l'orazione umile, continua, fondata sulla conoscenza di sé stessa e di Dio. L'orazione così intesa e praticata unisce l'anima a Dio. 

Seguendo le orme di Cristo crocifisso, per desiderio, per affetto, per unione d'amore, l'anima diventa un altro lui stesso. Non è forse questo che Cristo ha voluto insegnarci quando ci ha detto: "Chi mi ama e osserva la mia parola, io mi manifesterò a lui: egli sarà una cosa sola con me e io con lui" (Gv 14,21). Troviamo in molti luoghi parole simili. Poiché Cristo è Verità, esse ci mostrano chiaramente che, attraverso l'amore, l'anima diventa una cosa sola con Lui. 

Per chiarire meglio questo concetto, ricordo di aver appreso da una serva di Dio che, in un grande rapimento spirituale che ha avuto durante la preghiera, Dio, squarciando i veli, le ha fatto contemplare l'amore che ha per i suoi servi. Tra le altre cose le ha detto: "Apri l'occhio della tua comprensione e guarda in Me; vedrai la dignità e la bellezza della Mia creatura razionale. Oltre alla bellezza che ho dato all'anima creandola a Mia immagine e somiglianza, contempla coloro che sono rivestiti dell'abito nuziale, cioè della carità, ornato dalla moltitudine delle virtù. Questi sono uno con Me nell'amore".


Offrirsi con Gesù, pregando per tutti.

Maria Madre del Santissimo Sacramento

Signore Gesù Sacramentato,
eccomi prostrato ai tuoi piedi, per ascoltarti, per adorarti, per servirti.
Eccomi qui per chiederti la forza e l'amore di compiere la tua volontà. 
Sono qui per compiacerti e contentarti, quanto posso.
Sono qui alla tua sacramentale e reale presenza, per ringraziarti, per consolarti e farti compagnia, per unirmi a te nel riparare i miei peccati e quelli del mondo intero e risarcirti dell'amore che non ti abbiamo dato. Sono qui per intercedere in unione con te per tutti i nostri bisogni morali, spirituali, corporali e materiali.

O Signore Gesù, con cuore sincero, oggi io mi dono a te in perpetuo servizio, in obbedienza e in sacrificio di lode perenne e riparazione.  Senza di Te nulla sono, nulla posso, nulla valgo. Accettami, insieme con l'offerta santa del tuo corpo prezioso, che io - alla presenza e con l'assistenza invisibile degli angeli - ora ti faccio, per la mia salvezza e per la salvezza di tutti.

Quanto hai fatto ricadere su di noi, Signore, l'hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato, non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti. Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da' gloria al tuo nome, Signore, fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia. (Dn 3, 31.29.43.42) 

Abbi compassione, o Signore, di noi che imploriamo la tua misericordia; concedi la tua grazia a noi che imploriamo e ne abbiamo bisogno; fa che noi siamo fatti degni di godere della grazia di vivere in unione con te e la tua volontà e che possiamo soddisfare i tuoi desideri e avanzare beati verso la vita eterna. 


Amore misericordioso verso tutti

Parole di San Giovanni Paolo II, nella Dives in misericordia:

"La croce è il più profondo chinarsi della Divinità sull’uomo e su ciò che l’uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi - chiama il suo infelice destino. La croce è come un tocco dell’eterno amore sulle ferite più dolorose dell’esistenza terrena dell’uomo, è il compimento sino alla fine del programma messianico, che Cristo formulò una volta nella sinagoga di Nazareth e ripeté poi dinanzi agli inviati di Giovanni Battista. Secondo le parole scritte già nella profezia di Isaia, tale programma consisteva nella rivelazione dell’amore misericordioso verso i poveri, i sofferenti e i prigionieri, verso i non vedenti, gli oppressi e i peccatori. (DM, 8)

San Giovanni Paolo II


La Portinaia della Misericordia


Madre Speranza diceva di se stessa di sentirsi come "la portinaia di coloro che soffrono", che accoglie e introduce tutti quelli che vengono a fare esperienza dell’Amore di "un padre che dimentica, perdona e non tiene in conto le miserie dei suoi figli".

In uno dei suoi scritti scrive così:
«Io, amati figli e figlie, debbo dirvi che vivo giorni di vera gioia ed emozione per il compito che vengo svolgendo in questi mesi nella casa di nostro Signore, facendo da portinaia di coloro che soffrono e vengono a bussare a questo nido d'amore, perché Lui, come Buon Padre, li perdoni, dimentichi le loro follie e li aiuti in questi momenti di dolore. 

Sono qui, figli miei, ore e ore, giorni e giorni, ricevendo poveri, ricchi, anziani e giovani, tutti carichi di grandi miserie: morali, spirituali, corporali e materiali. Alla fine del giorno vado a presentare al Buon Gesù, piena di fede, fiducia e amore, le miserie di ognuno, con l’assoluta certezza di non stancarlo mai, perché so bene che Lui, da vero Padre, mi attende ansiosamente affinché interceda per tutti quelli che sperano da Lui il perdono, la salute, la pace e ciò di cui hanno bisogno per vivere. Ed Egli che è tutto Amore e Misericordia, specialmente verso i figli che soffrono, non mi lascia delusa e così vedo con gioia confortate tutte quelle anime che si affidano all'Amore Misericordioso» (Circ. n. 104).

Beata Speranza di Gesù
 Intercedo per tutti quelli che sperano da Dio il perdono,
la salute, la pace e ciò di cui hanno bisogno per vivere.

Le opere che compio nel nome del Padre mio

Gv 10, 22-30
Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».


Annunciando che Gesù è il Signore

At 11, 19-26
Dagli Atti degli Apostoli.

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.
Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.


Venerabile Serva di Dio - Maria Costanza Zauli

Venerabile Serva di Dio - Maria Costanza Zauli

Religiosa professa delle Ancelle del Sacro Cuore e Fondatrice delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento. Aveva particolarmente a cuore la santificazione dei sacerdoti, per i quali aveva offerto la vita ed esercitò sempre la carità verso gli altri.

La Venerabile Serva di Dio nutrì la sua fede, germogliata nell’ambiente familiare e parrocchiale, corroborandola nelle prove dolorose subite nel corso della vita. Fulcro della sua spiritualità era l’ardore per il Santissimo Sacramento, definito “il sole” che illumina tutta l’esistenza. L’adorazione eucaristica divenne pertanto la caratteristica fondante della nuova comunità da lei istituita. Aveva particolarmente a cuore la santificazione dei sacerdoti, per i quali aveva offerto la vita ed esercitò sempre la carità verso gli altri sin dall’inizio della sua esperienza religiosa, prodigandosi dapprima per le sue allieve, trattate con sentimento materno e per le consorelle verso cui tenne sempre un atteggiamento umile e rispettoso, e in seguito dedicandosi ad alleviare le sofferenze dei feriti in guerra, ricoverati nell’ospedale presso il quale prestò servizio. Aveva fatto anche un voto di immolazione e sopportò con cristiana fiducia la malattia che l’aveva allettata, offrendo al Signore la sua sofferenza per la santificazione del clero. Ella si mantenne obbediente ai vescovi e ai direttori spirituali, e condusse una vita umile, nel nascondimento. La sua fama di santità, dapprima circoscritta a Bologna, si diffuse dopo la sua morte anche in altre parti del mondo.

(Palma Pasqua 1886 - 1954)

Maria Costanza Zauli nacque a Faenza (Ravenna) il 17 aprile 1886, alla vigilia della domenica delle Palme e fu battezzata col nome di Palma Pasqua. Crebbe in un contesto familiare molto religioso e sin dal giorno della Prima Comunione promise di consacrare la sua vita a Gesù. Il 15 agosto 1905, a 19 anni, lasciò la famiglia per entrare nella Congregazione delle “Ancelle del Sacro Cuore” di Bologna. Tre anni più tardi, emise la professione col nome di Suor Costanza.

Il suo primo incarico fu quello di accudire le piccole alunne del Collegio della Congregazione, ma durante la Prima guerra mondiale suor Costanza venne inviata come infermiera all’ospedale militare di Bologna. Nel 1916 iniziò per lei un lungo periodo di frequenti infermità che la portarono, a partire dal 1923, a restare allettata per molti anni. In questo periodo della sua vita Ella maturò il proposito di fondare una nuova comunità religiosa contemplativa, dedita all’adorazione continua del Santissimo Sacramento, col fine di pregare per la conversione del mondo, per le vocazioni sacerdotali e religiose e per l’unità della Chiesa. Nonostante la sua infermità, ottenute le autorizzazioni necessarie a far nascere l’Opera, seguì la costituzione del primo monastero e, il 3 agosto 1933, nel giorno dell’inaugurazione, Suor Costanza si ristabilì alzandosi dal letto dopo dieci anni. La Congregazione delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento venne eretta canonicamente nel 1935 ed ella raccolse attorno a sé molte consorelle disposte a dedicarsi a quest’opera di adorazione costante e continua. Trascorso il resto della sua vita nel convento di Bologna, vi morì il 28 aprile 1954.


Preghiera infuocata

San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716)

Al Padre

Ricordati, Signore, della comunità che ti sei acquistato nei tempi antichi. L’hai posseduta nel tuo spirito fin dall’eternità, quando rivolgevi ad essa il pensiero. L’hai posseduta nelle tue mani, quando traevi dal nulla l’universo. L’hai posseduta nel cuore, quando il tuo amato Figlio, morendo in croce, la consacrava irrigandola con il proprio sangue e l’affidava alla sua santa Madre.

Signore, realizza i tuoi progetti di misericordia. Suscita gli uomini della tua destra, che hai mostrato in visioni profetiche ad alcuni dei tuoi più grandi servi: san Francesco di Paola, san Vincenzo Ferreri, santa Caterina da Siena e tanti altri del secolo scorso e anche del nostro.

[Ricordati, Dio onnipotente, di questa compagnia! Impegna la forza del tuo braccio non certo affievolito, per farla nascere e giungere alla perfezione. Rinnova i segni e compi altri prodigi; fa’ che sentiamo l’aiuto del tuo braccio. Tu che puoi trarre da pietre grezze altrettanti figli di Abramo, pronuncia una sola parola divina e manda buoni operai alla tua messe e buoni missionari alla tua Chiesa.

Ricordati, Dio misericordioso, dell’amore dimostrato anticamente al tuo popolo e per lo stesso amore ricordati di questa congregazione. Ricordati delle ripetute promesse, da te fatte per mezzo dei profeti e del tuo stesso Figlio, di esaudire le nostre giuste domande. Ricordati delle preghiere a te rivolte dai tuoi servi e serve nel corso di tanti secoli a questo proposito. Le loro aspirazioni, le loro lacrime accorate e il loro sangue versato si presentino a te per sollecitare efficacemente la tua misericordia. Ma ricordati soprattutto del tuo amato Figlio: guarda il volto del tuo consacrato. La sua agonia, il suo turbamento, il suo gemito d’amore nel giardino degli ulivi quando disse: Quale vantaggio dalla mia morte? Il suo supplizio crudele e il suo sangue versato ti chiedono a gran voce: misericordia! Per mezzo di questa congregazione possa il regno di Cristo innalzarsi stabile sulle rovine di quello dei tuoi nemici.

Ricordati, Signore, di questa comunità per compiere la tua giustizia. È tempo che tu agisca, secondo la tua promessa. Hanno violato la tua legge, è stato abbandonato il tuo vangelo, torrenti di iniquità dilagano sulla terra e travolgono perfino i tuoi servi. Tutta la terra si trova in uno stato deplorevole, l’empietà siede in trono, il tuo santuario è profanato e l’abominio è giunto nel luogo santo. Signore, Dio giusto, lascerai nel tuo zelo che tutto vada in rovina? Tutto diverrà alla fine come Sodoma e Gomorra? Continuerai sempre a tacere e sempre pazienterai? La tua volontà non deve compiersi in terra come in cielo, e non deve stabilirsi il tuo regno? Non hai rivelato, già da tempo, a qualcuno dei tuoi amici un futuro rinnovamento della Chiesa? Non devono gli Ebrei riconoscere la verità? Tutto questo attende la Chiesa. Tutti i santi del cielo gridano: non farai giustizia? Tutti i giusti della terra implorano: Amen. Vieni, Signore! Tutte le creature, anche le meno sensibili, gemono sotto il peso degli innumerevoli delitti di Babilonia e invocano la tua venuta che restauri ogni cosa.


Al Figlio

Ricordati, Signore Gesù, della tua comunità! Ricordati di dare a tua Madre una nuova Compagnia per rinnovare ogni cosa. Così, per mezzo di Maria, concluderai gli anni della grazia, che hai inaugurato per mezzo di lei. Da’ figli e servi a tua Madre, altrimenti fammi morire! Per tua Madre io ti prego. Ricordati di lei che ti ha generato, e non mi respingere. Ricordati di chi sei figlio, ed esaudiscimi. Ricorda che cosa tua Madre è per te e tu per lei, e appaga i miei desideri. Che cosa ti chiedo? Ti chiedo ciò che tu puoi, anzi ­ oso affermare ­ devi concedermi, quale vero Dio, cui è stato dato ogni potere in cielo e in terra, e quale figlio esemplare che ama immensamente sua Madre.

Che cosa ti chiedo? Liberos! Sacerdoti liberi secondo la tua libertà, svincolati da tutto, distaccati da padre, madre, fratelli, sorelle, parenti secondo la carne, amici secondo il mondo; senza beni, impedimenti e preoccupazioni, perfino senza attaccamento alla propria volontà.

Liberos! Uomini totalmente dedicati a te per amore e disponibili al tuo volere, uomini secondo il tuo cuore. Non deviati né trattenuti da progetti propri, realizzino tutti i tuoi disegni e abbattano tutti i tuoi nemici, come novelli Davide con in mano il bastone della Croce e la fionda del rosario.

Liberos! Uomini simili a nubi elevate da terra e sature di celeste rugiada, pronte a volare dovunque le spinga il soffio dello Spirito Santo. I profeti hanno visto anche loro quando si chiedevano: Chi sono quelli che volano come nubi? Andavano là dove lo Spirito li dirigeva.

Liberos! Persone sempre a tua disposizione, sempre pronte a obbedirti alla chiamata dei superiori, come Samuele: Eccomi! Sempre pronte a correre e tutto sopportare con te e per te, come gli Apostoli: Andiamo anche noi a morire con lui!

Liberos! Veri figli di Maria, tua santa Madre, concepiti e generati dal suo amore, da lei portati in grembo, nutriti, educati con cura, sostenuti e arricchiti di grazie.

Liberos! Veri servi della santa Vergine. Come san Domenico, andranno dappertutto con la torcia luminosa e ardente del Vangelo nella bocca e il Rosario in mano. Abbaieranno come cani, incendieranno come fiaccole, rischiareranno le tenebre del mondo come il sole. Avranno una vera devozione a Maria, cioè interiore e non ipocrita, esteriore e non ipercritica, saggia e non superstiziosa, affettuosa e non insensibile, costante e non instabile, santa e non presuntuosa. Per mezzo di essa schiacceranno la testa dell’antico serpente dovunque andranno, perché si realizzi pienamente la maledizione da te predetta: Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa.

È vero, gran Dio! Come tu hai predetto, il demonio tenderà grandi insidie al calcagno di questa misteriosa donna, cioè alla piccola compagnia dei suoi figli, che verranno sul finire del mondo. Ci saranno grandi inimicizie tra questa stirpe benedetta di Maria e la razza maledetta di Satana; ma si tratterà di inimicizia totalmente divina, l’unica di cui tu sei l’autore. Le lotte e persecuzioni che la progenie di Belial muoverà ai discendenti di tua Madre serviranno solo a far meglio risaltare quanto efficace sia la tua grazia, coraggiosa la loro virtù e potente tua Madre. A lei infatti hai affidato fin dall’inizio del mondo l’incarico di schiacciare con il calcagno e l’umile cuore la testa di quell’orgoglioso.

Altrimenti fammi morire! Mio Dio, non è meglio per me morire piuttosto che vederti ogni giorno così crudelmente e impunemente offeso e trovarmi sempre più nel pericolo di venire travolto dai torrenti di iniquità che ingrossano? Preferirei mille volte la morte! Mandami un aiuto dal cielo, o toglimi la vita! Se non avessi la speranza che presto o tardi finirai con l’esaudire questo povero peccatore nell’interesse della tua gloria, come hai esaudito tanti altri, ti pregherei senza esitare con un profeta: Prendi la mia vita! Ma la fiducia nella tua misericordia mi spinge a dichiarare con un altro profeta: Non morirò, resterò in vita e annuncerò le opere del Signore, fino a quando potrò esclamare con Simeone: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace… perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza.


Allo Spirito Santo

Spirito Santo, ricordati di generare e formare figli di Dio con Maria, tua santa e fedele sposa. Hai formato in lei e con lei il capo degli eletti, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra. Tu non generi nessuna Persona divina in seno alla divinità, ma soltanto tu formi tutte le persone divine fuori della divinità. Tutti i santi del passato e del futuro sino alla fine del mondo sono opere del tuo amore unito a quello di Maria.

Il regno speciale di Dio Padre è durato fino al diluvio e si è concluso con un diluvio d’acqua. Il regno di Gesù Cristo è terminato con un diluvio di sangue. Ma il tuo regno, Spirito del Padre e del Figlio, continua tuttora e finirà con un diluvio di fuoco d’amore e di giustizia .

Quando verrà questo diluvio di fuoco del puro amore, che devi accendere su tutta la terra in modo così dolce e veemente da infiammare e convertire perfino i musulmani, i pagani e gli Ebrei? Nulla si sottrae al suo calore. Si accenda dunque questo divino fuoco, che Gesù Cristo è venuto a portare sulla terra, prima che divampi quello della tua ira, che ridurrà in cenere tutta la terra.

Mandi il tuo Spirito e tutti sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Invia sulla terra questo Spirito tutto fuoco e crea sacerdoti tutto fuoco! Dal loro ministero sia rinnovato il volto della terra e riformata la tua Chiesa. Ricordati della tua comunità. È una congregazione, un’assemblea, un gruppo di prescelti nel mondo e dal mondo: Io vi ho scelti dal mondo. È un gregge di agnelli mansueti da radunare fra tanti lupi, una compagnia di caste colombe e di aquile reali fra tanti corvi, uno sciame d’api fra tanti calabroni, un branco di agili cervi fra tante tartarughe, una torma di intrepidi leoni fra tante timide lepri. Signore, raccoglici di mezzo ai popoli, radunaci, rendici uniti, perché sia pienamente glorificato il tuo nome santo e potente.

Tu hai predetto questa insigne compagnia al tuo profeta, che ne parla in termini molto oscuri e misteriosi, ma totalmente divini:
Una pioggia volontaria, o Dio, mettesti a parte per la tua eredità. Questa era esausta, ma tu l’hai rinvigorita.
I tuoi animali abitarono in essa. Nella tua bontà, o Dio, hai provveduto al povero.
Il Signore darà la parola a quelli che annunziano la lieta notizia con grande forza.
Il re delle schiere è a favore del popolo prediletto e le donne, ornamento della casa, già spartiscono il bottino.
Quando vi riposate fra le greggi siete come colombe dalle ali argentate e dalle piume dal color dell’oro.
Quando il re del cielo sbaragliò i re di Canaan, nevicava sul monte Selmon.
Montagna fertile è il Monte di Dio, Montagna compatta e lussureggiante.
Perché invidiate, monti dalle alte cime, la montagna che Dio ha scelto per sua dimora? Il Signore vi abiterà per sempre!

Che cos’è, Signore, questa pioggia volontaria che hai separata e scelta per rinvigorire la tua eredità esausta? Non sono forse questi santi missionari, figli di Maria tua sposa, che tu devi scegliere e radunare per il bene della tua Chiesa così indebolita e macchiata dai peccati dei suoi figli?

Chi sono questi animali e questi poveri, che abiteranno nella tua terra e saranno nutriti dai cibi dolci che hai loro preparato? Non sono forse questi missionari poveri, abbandonati alla Provvidenza e saziati dall’abbondanza delle tue delizie ? Non sono essi i misteriosi animali di cui parla Ezechiele? Avranno l’umanità dell’uomo per la loro carità disinteressata e benefica verso il prossimo; il coraggio del leone per il loro santo sdegno e lo zelo ardente e prudente contro i demòni, figli di Babilonia; la forza del bue per i loro lavori apostolici e la mortificazione contro la carne, e infine l’agilità dell’aquila per la loro contemplazione in Dio. Tali saranno i missionari che tu vuoi mandare nella tua Chiesa. Essi avranno un occhio d’uomo per il prossimo, un occhio di leone per i tuoi nemici, un occhio di bue per se stessi e un occhio d’aquila per te.

Questi imitatori degli Apostoli predicheranno con grande forza, così grande e strepitosa da scuotere tutti gli animi e i cuori dovunque si recheranno. Ad essi infatti darai la tua parola, anzi la tua lingua e sapienza, a cui nessun avversario potrà resistere.

In qualità di Re delle virtù di Gesù Cristo prediletto, troverai le tue compiacenze fra questi prediletti, poiché in ogni loro missione essi avranno l’unico scopo di attribuire a te la gloria dei trofei riportati sui tuoi nemici.

Per l’abbandono alla Provvidenza e la devozione a Maria, avranno le ali argentate della colomba, cioè la purezza di dottrina e di vita. Avranno anche spalle color d’oro, cioè una perfetta carità verso il prossimo per tollerarne i difetti e un grande amore a Gesù Cristo per portarne la croce.

Soltanto tu, come Re dei cieli e Re dei re, separerai dalla massa questi missionari come altrettanti re per renderli più bianchi della neve del Selmon, (Salmo 68,15-16) la montagna di Dio, fertile e lussureggiante, solida e compatta, dove Dio mirabilmente si compiace, risiede e dimorerà per sempre. Signore, Dio di verità, chi è questa misteriosa montagna di cui riveli tante cose mirabili, se non Maria, tua cara Sposa? Lei è la montagna che tu hai eretto sulla cima dei monti più alti, le sue fondamenta sono sui monti santi. Beati, molto beati, i sacerdoti da te prescelti e destinati a dimorare con te su questa montagna fertile e santa. Qui essi diventeranno re per l’eternità con il distacco dalla terra e l’elevazione in Dio. Diverranno più bianchi della neve perché uniti a Maria, tua sposa totalmente bella, pura e immacolata. Saranno arricchiti della rugiada del cielo e dell’abbondanza della terra, di ogni benedizione temporale ed eterna di cui Maria è ricolma. Dall’alto di questa montagna, come Mosè, con le loro ardenti preghiere scaglieranno frecce contro i nemici per abbatterli o convertirli. Su questa montagna impareranno dalla bocca stessa di Gesù Cristo, che sempre vi dimora, il significato delle otto beatitudini. Su questa montagna di Dio saranno trasfigurati con Cristo come sul Tabor, moriranno con lui come sul Calvario, ascenderanno al cielo con lui come sul monte degli ulivi.

Ricordati della tua comunità. A te solo spetta costituire questa comunità con la tua grazia. Se l’uomo per primo vi porrà mano, non se ne farà nulla; se vi metterà qualcosa di suo, rovinerà e sconvolgerà tutto. Dio grande, è compito esclusivamente tuo! Realizza quest’opera del tutto divina. Raccogli, chiama, raduna da ogni parte del tuo regno i tuoi eletti per farne un corpo d’armata contro i tuoi nemici.

Guarda, Signore, Dio degli eserciti! I capitani mobilitano intere compagnie, i sovrani arruolano armate numerose, i navigatori formano flotte complete, i mercanti si affollano nei mercati e nelle fiere. Quanti ladri, empi, ubriaconi e dissoluti si raggruppano in gran numero ogni giorno con tanta facilità e prontezza contro di te! Basta dare un fischio, battere un tamburo, mostrare la punta smussata di una spada, promettere un ramo secco di alloro, offrire un pezzo di terra gialla o bianca! Basta insomma prospettare una voluta di fumo d’onore, un interesse da nulla e un misero piacere animalesco… e in un istante si riuniscono i ladri, si ammassano i soldati, si congiungono i battaglioni, si assembrano i mercanti, si riempiono le case e le fiere, e si coprono la terra e il mare di un’innumerevole moltitudine di perversi! Benché divisi fra loro a causa della distanza di luogo o della differenza di carattere o della diversità d’interesse, si uniscono tutti insieme fino alla morte per muoverti guerra sotto la bandiera e la guida del demonio.

E quanto a te, gran Dio? Non ci sarà quasi nessuno che prenda a cuore la tua causa anche se nel servirti c’è tanta gloria, utilità e dolcezza? Perché così pochi soldati sotto la tua bandiera? Quasi nessuno griderà in mezzo ai suoi fratelli, per lo zelo della tua gloria, come san Michele: Chi è come Dio? Lasciami allora gridare dappertutto: Al fuoco! al fuoco! al fuoco!… Aiuto! aiuto! Aiuto!… Al fuoco nella casa di Dio! Al fuoco nelle anime! Al fuoco perfino nel santuario… Aiuto! stanno assassinando il nostro fratello!… Aiuto! stanno sgozzando i nostri figli!… Aiuto! stanno pugnalando il nostro buon padre!…

Chi sta con il Signore, venga da me! Tutti i buoni sacerdoti sparsi nel mondo cristiano, sia che si trovino tuttora in pieno combattimento o si siano ritirati dalla mischia nei deserti e nelle solitudini, vengano e si uniscano a noi. Formiamo insieme, sotto la bandiera della Croce, un esercito schierato e pronto alla battaglia, per attaccare compatti i nemici di Dio che han già dato l’allarme: Suonano l’allarme, fremono, digrignano i denti, sono sempre più numerosi. «Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore.

Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano! Svégliati, perché dormi, Signore? Dèstati! Signore, alzati! Perché fingi di dormire? Alzati con tutta la tua onnipotenza, misericordia e giustizia. Fórmati una compagnia scelta di guardie del corpo per proteggere la tua casa, difendere la tua gloria e salvare le anime, affinché ci sia un solo ovile e un solo pastore e tutti possano glorificarti nel tuo tempio. Amen.

DIO SOLO!

San Luigi Maria Grignion da Montfort

San Luigi Maria Grignion da Montfort

"Non credo che una persona possa acquistare un'unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la santissima Vergine"

Sacerdote, che percorse le terre della Francia occidentale proclamando il mistero della Sapienza Eterna; fondò Congregazioni, predicò e scrisse sulla croce di Cristo e sulla vera devozione a Maria Vergine e ricondusse molti a una vita di penitenza; nel villaggio di Saint-Laurent-sur-Sèvre in Francia pose, infine, termine al suo pellegrinaggio terreno.

Morì di polmonite mentre partecipava ad una missione il 28 aprile 1716 all’età di 44 anni. Al suo capezzale si radunò tutto il popolo per ricevere la benedizione.

Le Congregazioni che ha dato alla Chiesa, la “Compagnia di Maria”, le “Figlie della Sapienza” e i “Fratelli di San Gabriele” (congregazione che si è sviluppata dal gruppo di Fratelli riuniti da San Luigi Maria), crescono e si propagano prima in Francia e poi in tutto il mondo. Esse continuano a testimoniare il carisma di San Luigi Maria, prolungando la sua missione, che è di stabilire il Regno di Dio, il Regno di Gesù per mezzo di Maria.

Per più di cent'anni Montfort rimase conosciuto so­lo nelle zone dove era vissuto. I suoi missionari continuarono a predicare al popolo, diffondendo la pratica della rinnovazione delle promesse battesimali e la consacrazione a Gesù per Maria. Nel 1842 venne ritro­vato un suo manoscritto che lo rese famoso in tutto il mondo, il “Trattato della vera devozione a Maria”. L'idea centrale contenuta in questo libro è questa: come Gesù Cristo ha scelto Maria per venire al mondo e realizzare la nostra salvezza, così noi dobbiamo ricorrere a Maria e prenderla come modello per diventare pienamente conformi a Gesù Cristo. Montfort propone quindi la tota­le consacrazione a Gesù per mezzo di Maria e spiega co­me vivere ogni giorno alla scuola di Maria per divenire copie viventi di Gesù Cristo.

Oltre al Trattato, Montfort ci ha lasciato altri scritti: i Cantici, con più di 20.000 versi; “L'Amore dell'e­terna Sapienza”, l'opera che ci parla dell'amore appassionato di Dio per noi, manifestato soprattutto in Gesù Cristo; il “Segreto di Maria”, sintesi del Trattato. Altre opere, rimaste spesso incompiute: una Lettera agli amici della Croce, la Preghiera infocata, il Segreto meraviglioso del S. Rosario, le Regole per i suoi missionari e per le Fi­glie della Sapienza, lettere e appunti.


Preghiera infuocata

Gesù, che cosa ti chiedo?
Ti chiedo ciò che tu puoi, anzi - oso affermare - devi concedermi, quale vero Dio, cui è stato dato ogni potere in cielo e in terra, e quale figlio esemplare che ama immensamente sua Madre.

Che cosa ti chiedo? 
Liberos! Sacerdoti liberi secondo la tua libertà, svincolati da tutto, distaccati da padre, madre, fratelli, sorelle, parenti secondo la carne, amici secondo il mondo; senza beni, impedimenti e preoccupazioni, perfino senza attaccamento alla propria volontà.

Liberos! Uomini totalmente dedicati a te per amore e disponibili al tuo volere, uomini secondo il tuo cuore. Non deviati né trattenuti da progetti propri, realizzino tutti i tuoi disegni e abbattano tutti i tuoi nemici, come novelli Davide con in mano il bastone della Croce e la fionda del rosario.

Liberos! Uomini simili a nubi elevate da terra e sature di celeste rugiada, pronte a volare dovunque le spinga il soffio dello Spirito Santo. I profeti hanno visto anche loro quando si chiedevano: Chi sono quelli che volano come nubi? Andavano là dove lo Spirito li dirigeva.

Liberos! Persone sempre a tua disposizione, sempre pronte a obbedire alla chiamata dei superiori, come Samuele: Eccomi! Sempre pronte a correre e tutto sopportare con te e per te, come gli Apostoli: Aneliamo anche noi a morire con lui!

Liberos! Veri figli di Maria, tua santa Madre, concepiti e generati dal suo amore da lei portati in grembo, nutriti, educati con cura, sostenuti e arricchiti di grazie.

Liberos! Veri servi della santa Vergine. Come san Domenico, andranno dappertutto con la torcia luminosa e ardente del Vangelo nella bocca e il Rosario in mano. Abbaieranno come cani, incendieranno come fiaccole, rischiareranno le tenebre del mondo come il sole.
Avranno una vera devozione a Maria, cioè interiore e non ipocrita, esteriore e non ipercritica, saggia e non superstiziosa, affettuosa e non insensibile, costante e non instabile, santa e non presuntuosa. Per mezzo di essa schiacceranno la testa dell'antico serpente dovunque andranno, perché si realizzi pienamente la maledizione da te predetta: Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa.



Le mie pecore ascoltano la mia voce

Santa Teresa di Calcutta (1910-1997)
fondatrice delle Suore Missionarie della Carità

Riterrai difficile pregare, se non sai come fare. Ognuno di noi deve aiutare se stesso a pregare: in primo luogo, ricorrendo al silenzio; non possiamo infatti metterci in presenza di Dio se non pratichiamo il silenzio, sia interiore che esteriore. Fare silenzio dentro di sé non è facile, eppure è uno sforzo indispensabile; solo nel silenzio troveremo una nuova potenza e una vera unità. 

La potenza di Dio diverrà nostra per compiere ogni cosa come conviene; lo stesso sarà riguardo all'unità dei nostri pensieri con i suoi pensieri, all'unità delle nostre preghiere con le sue preghiere, all'unità delle nostre azioni con le sue azioni, della nostra vita con la sua vita. L'unità è il frutto della preghiera, dell'umiltà, dell'amore. 

Nel silenzio del cuore, Dio parla; se starai davanti a Dio nel silenzio e nella preghiera, Dio ti parlerà. E saprai allora che non sei nulla. Soltanto quando riconoscerai il tuo non essere, la tua vacuità, Dio potrà riempirti con se stesso. Le anime dei grandi oranti sono delle anime di grande silenzio. 

Il silenzio ci fa vedere ogni cosa diversamente. Abbiamo bisogno del silenzio per toccare le anime degli altri. L'essenziale non è quello che diciamo, bensì quello che Dio dice – quello che dice a noi, quello che dice attraverso di noi. In tale silenzio lui ci ascolterà; in tale silenzio parlerà alla nostra anima e udremo la sua voce.


Madre del Santissimo Sacramento, prega per noi


Madre purissima, Madre castissima, Madre sempre vergine, Madre immacolata, Madre degna d'amore, Madre ammirabile, Madre del buon consiglio, Madre del Creatore, Madre del Salvatore, Madre di misericordia, Madre del Santissimo Sacramento...:

PREGA PER NOI


Gesù ha voluto essere crocifisso

San Giovanni Climaco (ca 575-ca 650)
monaco nel Monte Sinai

Pastore al seguito dell'unico Pastore

Il vero pastore è colui che, con la sua sola bontà, il suo zelo e la sua preghiera, è capace di cercare e rimettere nel giusto cammino le buone pecore che si sono perdute. Il capitano è colui che ha ottenuto, con la grazia di Dio e le sue buone opere, una forza spirituale che lo rende capace di sottrarre la nave non solo alle onde scatenate, ma all'abisso stesso. Il medico è colui che ha acquistato la salute del corpo e dell'anima e non ha bisogno di alcuna medicina. 

Un buon capitano salva la sua nave; e un buon pastore dà la vita e risana le pecore malate. Quando le pecore sono al pascolo, il pastore non smette di servirsi del flauto della parola, soprattutto quando il gregge va a dormire. Poiché il lupo non teme nient'altro che il flauto del pastore. Quanto più le pecore seguono fedelmente il pastore e avanzano, altrettanto quest'ultimo risponderà per esse al padrone di casa.

E' la carità che fa distinguere il vero pastore, poiché per la carità il sommo pastore ha voluto essere crocifisso.


Gesù, nostra eredità, nostro amore

Signore, se vuoi, abbi misericordia di noi. Salvaci
Gesù Sacramentato, il Tuo Cuore misericordioso può tutto.



Le disposizioni della Provvidenza

San Francesco Spinelli

Abbandonatevi tranquillamente alle disposizioni della Provvidenza.



Fiducia nella Provvidenza

Beata Elisabetta Vendramini
Unione con Gesù e amore verso i poveri
Beata Elisabetta Vendramini (1790-1860)

Vergine, dedicò la sua vita ai poveri e, dopo aver superato molte avversità, fondò l'Istituto delle Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova.

Il contatto con i bambini abbandonati e il degrado morale del quartiere fece maturare in Elisabetta l'intuizione avuta a Bassano: dare vita a una comunità di terziarie regolari a servizio dei più poveri. Il 10 novembre del 1828, Elisabetta, sotto la guida di don Luigi Maran, con due sorelle, Felicita Rubotto e Chiara Der, diede inizio, alla famiglia delle suore terziarie francescane elisabettine in una povera soffitta che lei chiamerà splendida reggia della santa povertà.

Gli inizi per Elisabetta e le sue prime sorelle furono contrassegnati da altissima povertà dalla quale nacque una profonda fiducia nella Provvidenza che, peraltro, rispondeva puntualmente alle richieste, anche le più temerarie tanto che Elisabetta poté scrivere: “Abbiamo intesa la cura che Dio si prendeva di noi”. Dal 1835 le Elisabettine si moltiplicano e aprono scuole, aiutano gli emarginati e gli anziani.
Elisabetta muore il 2 aprile 1860, prima che la congregazione ottenga i riconoscimenti canonici.

Prega continuamente. Osserva perfettamente la Regola. Sceglie i lavori più umili. Ama le mortificazioni e le penitenze. Ha immensa carità verso i poveri e gli orfani. Proprio perché vede Gesù nei malati, riesce a trattarli con un amore sconfinato (soprattutto se sono ingrati, sgradevoli e ripugnanti). Sopporta, profondamente unita al Signore, prove morali, incomprensioni e aridità spirituali.

«Religiosa di raffinata sensibilità contemplativa la Beata si perdeva nella meditazione del mistero della Santissima Trinità, cogliendone il dinamismo dell'incarnazione del Verbo, per arrivare quindi, alla lode e all'ammirazione del Cristo povero e crocifisso, che riconosceva e serviva, poi, nei poveri tanto amati» (San Giovanni Paolo II).
Elisabetta in preghiera