Padre è giusto che io patisca un poco per te

 Chi è nella desolazione deve mettersi nelle mani di Dio

  1.     Signore Dio, Padre santo, che tu sia, ora e sempre, benedetto, perché come tu vuoi così è stato fatto, e quello che fai è buono. Che in te si allieti il tuo servo, non in se stesso o in alcunché d'altro. Tu solo sei letizia vera; tu la mia speranza e il mio premio; tu, o Signore, la mia gioia e la mia gloria. Che cosa ha il tuo servo, se non quello che, pur senza suo merito, ha ricevuto da te? Quello che hai dato e hai fatto a me, tutto è tuo. "Povero io sono, e tribolato, fin dagli anni della mia giovinezza" (Sal 87,16); talvolta l'anima mia è triste fino alle lacrime, talvolta si turba in se stessa sotto l'incombere delle passioni. Desidero il gaudio della pace; domando la pace dei tuoi figli, da te nutriti nello splendore della consolazione. Se tu doni questa pace, se tu infondi questa santa letizia, l'anima del tuo servo sarà tutta un canto nel dare lode a te, devotamente. Se, invece, tu ti ritrai, come fai talvolta, il tuo servo non potrà percorrere lesto la "via dei tuoi comandamenti" (Sal 118,32). Di più, gli si piegheranno le ginocchia, fino a toccargli il petto; per lui non sarà più come prima, ieri o ieri l'altro, quando il tuo lume gli splendeva sul capo e l'ombra delle tue ali lo proteggeva dall'irrompere delle tentazioni.

  2.     Padre giusto e degno di perpetua lode, giunga l'ora in cui il tuo servo deve essere provato. Padre degno di amore, è giusto che in questo momento il tuo servo patisca un poco per te. Padre degno di eterna venerazione, giunge l'ora, che da sempre sapevi sarebbe venuta, l'ora in cui il tuo servo - pur se interiormente sempre vivo in te - deve essere sopraffatto da cose esteriori, vilipeso anche ed umiliato, scomparendo dinanzi agli uomini, afflitto dalle passioni e dalla tiepidezza; e ciò per risorgere di nuovo con te, in una aurora di nuova luce, nello splendore dei cieli. Padre santo, così hai disposto, così hai voluto; e come hai voluto è stato fatto. Giacché questo è il dono che tu fai all'amico tuo, di patire e di essere tribolato in questo mondo, per amor tuo; e ciò quante volte e da chiunque permetterai che sia fatto. Nulla accade quaggiù senza che tu lo abbia provvidenzialmente disposto, e senza una ragione. "Cosa buona è per me, che tu mi abbia umiliato, per farmi conoscere la tua giustizia" (Sal 118,71) e per far sì che io abbandoni ogni orgoglio interiore e ogni temerarietà. Cosa per me vantaggiosa, che la vergogna abbia ricoperto il mio volto, così che, per essere consolato, io abbia a cercare te, piuttosto che gli uomini. In tal modo imparo a temere l'imperscrutabile tuo giudizio, con il quale tu colpisci il giusto insieme con l'empio, ma sempre con imparziale giustizia. Siano rese grazie a te, che non sei stato indulgente verso i miei peccati e mi hai invece scorticato con duri colpi, infliggendomi dolori e dandomi angustie, esterne ed interiori. Nessuno, tra tutti coloro che stanno sotto il cielo, quaggiù, mi può dare consolazione; tu solo lo puoi, o Signore mio Dio, celeste medico delle anime, che colpisci e risani, "cacci all'inferno e da esso ritogli" (Tb 13,2). La rigida tua regola stia sopra di me; essa mi ammaestrerà.

  3.     Padre diletto, ecco, io sono nelle tue mani; mi curvo sotto la verga, che mi corregge. Percuotimi il dorso e il collo, affinché io indirizzi la mia vita tortuosa secondo la tua volontà. Come tu suoli, e con giustizia, fa' di me un devoto e umile discepolo, pronto a camminare a ogni tuo cenno. A te affido me stesso, e tutto ciò che è mio, per la necessaria correzione. E' preferibile essere aspramente rimproverato quaggiù, che nella vita futura. Tu conosci tutte le cose, nel loro insieme e una per una; nulla rimane a te nascosto dell'animo umano. Tu conosci le cose che devono venire, prima che esse siano, e non hai bisogno che alcuno ti indichi o ti rammenti quello che accade su questa terra. Tu conosci ciò che mi aiuta a progredire, e sai quanto giova la tribolazione per togliere la ruggine dei vizi. Fa' di me quello che ti piace, e che io, appunto, desidero; e non voler giudicare severamente la mia vita di peccato, che nessuno conosce più perfettamente e chiaramente di te. Fa' che io comprenda ciò che è da comprendere; che io ami ciò che è da amare; fa' che io approvi ciò che sommamente piace a te; che io apprezzi ciò che a te pare prezioso; fa' che io disprezzi ciò che è abietto ai tuoi occhi. Non permettere che io giudichi "secondo il modo di vedere degli occhi materiali; che io non mi pronunzi secondo quel che si sente dire" da gente profana (Is 11,3). Fa' che io, invece, discerna le cose esteriori e le cose spirituali in spirito di verità; fa' che, sopra ogni cosa, io vada sempre ricercando il tuo volere. Se il giudizio umano, basato sui sensi, sovente trae in inganno, si ingannano anche coloro che sono attaccati alle cose del mondo, amando soltanto le cose visibili. Forse che uno è migliore perché è considerato qualcosa di più, nel giudizio di un altro? Quando questi lo esalta, è un uomo fallace che inganna un uomo fallace, un essere vano che inganna un essere vano, un cieco che inganna un cieco, un miserabile che inganna un miserabile; quando lo elogia a vuoto, realmente lo fa vergognare ancor più. Invero, secondo il detto dell'umile San Francesco, quanto ciascuno è ai tuoi occhi, tanto egli è; e nulla di più.


Beato l'uomo che confida nel Signore.

Sal.1

Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.


Lavorare solo per il Signore Gesù

Santa Maria Maddalena e Gesù

Lavorare solo per il Signore Gesù, (Santa Maria Bertilla Boscardin).
In totale dipendenza dalla Divina Provvidenza (Santa Caterina Drexel).
Non lasciare Gesù Sacramentato solo e nell'afflizione. (Beato Innocenzo da Berzo)

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. (2 Tm 1,8)
Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta. (Lc 10,42)
Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. (Partecipare ai frutti della Redenzione)

Is 1,10.16-20
Dal libro del profeta Isaia.

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato».


Confidenza senza limiti con il mio buon Gesù; io nulla sono, nulla posso, fuorché peccati, ma in compagnia con il mio Gesù posso tutto. Gesù è il mio Maestro, il mio aiuto, il mio sostegno, il mio tutto … il mio Modello da seguire se voglio farmi santa. (Santa Maria Bertilla Boscardin)


Deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà

Mt 20, 17-28
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Salvami, Signore, per la tua misericordia.

Sal.30

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all'intorno!»,
quando insieme contro di me congiurano,
tramano per togliermi la vita.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.


Chi si esalta sarà umiliato

Sant'Agostino (354-430)
vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

"Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 18,14)

«Vano è per voi levarvi prima della luce» dice un salmo (127,2). Tali erano i figli di Zebedeo, i quali, prima di umiliarsi conformandosi alla passione del Signore, già si sceglievano il posto dove sedersi: uno alla sua destra, l'altro alla sua sinistra. Volevano «levarsi prima della luce»... Così anche Pietro. Si levò prima della luce quando osò dare al Signore il suggerimento di non patire per noi. Gesù aveva parlato della sua passione, causa della nostra salvezza, e delle umiliazioni che l'avrebbero accompagnata: difatti egli patì e fu umiliato. 

Ascoltando le parole con cui il Signore prediceva la sua prossima passione, Pietro restò esterrefatto, tanto più che poco prima l'aveva definito Figlio di Dio. Temette che avesse davvero a morire e gli disse: «Lungi da te questo, Signore! Sia a te propizio Iddio! Non ti accadrà una cosa del genere» (cfr Mt 16,22). Voleva levarsi prima della luce e dare suggerimenti alla luce. Ma cosa fece il Signore? Lo costrinse a levarsi dopo la luce. «Va' dietro a me»... «Va' dietro a me, in modo che io preceda e tu segua. Passa per la strada dove son passato io; non pretendere di guidarmi là dove tu saresti contento d'andare»... 

Con che senno volete dunque essere esaltati prima della luce, o figli di Zebedeo? Ci sia lecito parlare così e servirci del loro nome: tanto essi non si adireranno contro di noi! Inoltre, se queste cose sono state scritte di loro, è perché gli altri evitassero la superbia della quale essi furono rimproverati. 

Con che criterio, quindi, volete levarvi prima della luce?  È vano per voi. Volete essere glorificati prima di subire le umiliazioni? Ma lo stesso vostro Signore, lui che è la vostra luce, per essere esaltato fu prima umiliato! Ascoltate cosa dice Paolo. «Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; ... umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,6ss).


Confidenza senza limiti al mio buon Gesù

Santa Maria Bertilla Boscardin

"Gesù è il mio Maestro, il mio aiuto, il mio sostegno, il mio tutto… il mio Modello da seguire se voglio farmi santa. Confidenza senza limiti con il mio buon Gesù; io nulla sono, nulla posso, fuorché peccati, ma in compagnia con il mio Gesù posso tutto". (Santa Maria Bertilla Boscardin)

Morente, alla Superiora, disse le sue ultime parole: "Dica alle sorelle che lavorino solo per il Signore, che tutto è niente, tutto è niente … solo Gesù … Gesù".

San Giovanni Antonio Farina

San Giovanni Antonio Farina
San Giovanni Antonio Farina

Vescovo di Vicenza e fondatore. L’uomo della carità. Vescovo dei poveri. In vari modi si adoperò nell’azione pastorale e fondò l’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori per provvedere all’educazione delle ragazze povere e a tutti gli afflitti e gli emarginati. 

"La vera scienza sta nell’educazione del cuore, cioè nel pratico timore di Dio"


 

Le opere fatte per essere ammirati

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».



Cammina per la retta via

Sal.49

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.


Su, venite e discutiamo – dice il Signore

Is 1, 10.16-20
Dal libro del profeta Isaia.

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato».


Chi si abbasserà sarà innalzato

San Pascasio Radberto (? - ca 849)
monaco benedettino

"Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri" (Gv 13,14)

Non soltanto Cristo ha detto ai suoi discepoli di non farsi chiamare maestri e di non avere cari i primi posti né qualsiasi altro onore, ma lui stesso ha dato nella sua persona l'esempio e il modello dell'umiltà. Mentre il nome di maestro gli è stato dato, non per compiacenza, ma per diritto di natura, perché "tutte le cose sussistono in lui" (Col 1,17), nella sua venuta nella carne ci ha comunicato un insegnamento che ci conduce alla vera vita e, poiché egli è più grande di noi, ci ha "riconciliati con Dio" (Rm 5, 10).

 È come se ci dicesse: Non abbiate cari gli onori, non desiderate farvi chiamare maestri, come infatti "io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica" (Gv 8,50). Tenete i vostri sguardi fissi su di me, perché "il figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20, 28). 

Sicuramente in questo brano del vangelo, il Signore ammaestra non soltanto i suoi discepoli, ma anche i capi delle Chiese, prescrivendo loro di non lasciarsi trascinare dall'avidità a ricercare gli onori. Al contrario, "colui che vorrà diventare grande" sia il primo a farsi, come lui, "servo di tutti" (Mt 20,26-27).


Non lasciare Gesù solo nell'afflizione

Beato Innocenzo da Berzo
Niardo, Brescia, 19 marzo 1844 – Bergamo, 3 marzo 1890

A Bergamo, beato Innocenzo da Berzo (Giovanni) Scalvinoni, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che rifulse per lo straordinario amore nel diffondere la parola di Dio e nell’ascolto delle confessioni.

Il suo punto d'attrazione è il Tabernacolo, davanti al quale trascorre le notti in orante silenzio, e il Crocifisso, che lo sospinge alla meditazione continua della Via Crucis. 

Ha lasciato scritto: “Gesù è da tutti offeso nel mondo: tocca a me non lasciarlo solo nell'afflizione. L'amore di Dio non consiste in grandi sentimenti, ma in una grande nudità e pazienza per l'amato Dio. Non c'è altro mezzo migliore per custodire lo spirito che patire, fare e tacere. Avrò grande desiderio d'esser soggetto a tutti e in orrore l'essere preferito al minimo. Son trattato anche troppo bene: meriterei di peggio io, che ho così tanti debiti con il Signore”.


Santa Teresa Eustochio Verzeri

Santa Teresa Eustochio Verzeri
Santa Teresa Eustochio Verzeri
(1801-1852)

Vergine, fondatrice dell’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù

Dalla fanciullezza fino all'età più matura Teresa si lascia illuminare dallo Spirito di Verità che l'animerà ad un costante e acceso combattimento spirituale: alla luce della fede scopre e sperimenta il peso della propria fragilità, smascherando, per quanto è possibile a creatura umana, ogni forma idolatrica di menzogna, di egoismo, di paura, per arrendersi totalmente a Dio. Percorre, nella Grazia, un cammino fatto di spogliamento, di purezza di intenzione, di rettitudine e semplicità che la porta a cercare "Dio solo".

Nell'intento di piacere a Dio e di fare solo la sua volontā, matura la sua vocazione religiosa e dopo lunga e travagliata ricerca, fonda a Bergamo, l'8 febbraio 1831, la Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù.

"Gesù Cristo, a voi e al vostro Istituto ha fatto il prezioso dono del suo Cuore, perché non da altri impariate la santità, essendo Egli della vera santità la sorgente inesausta"

Nella fede incrollabile Teresa non smarrisce la confidenza e l'abbandono nel Dio vivente, Padre provvidente e misericordioso, al quale vota in obbedienza la vita, e come in Gesù, consegna tutta se stessa per amore.

Raccomanda di lasciare alle giovani "una santa libertà sì che operino volentieri e in pieno accordo quello che, oppresse da comando, farebbero come peso e con violenza"; che la scelta dei mezzi si adatti "al temperamento all'indole, alle inclinazioni, alle circostanze di ognuna... e sul conoscimento di ciascuna si stabilisca il modo con cui trattarla".

"Coltivate e custodite molto accuratamente la mente ed il cuore delle vostre giovinette mentre sono ancora tenere, per impedire, per quanto possibile, che in essi entri il male, essendo migliore cosa preservare dalla caduta coi vostri richiami ed ammonimenti che risollevarle con correzione"

Il prezioso patrimonio spirituale trasmesso alla Congregazione trova il suo centro nel Cuore di Gesù da cui la Figlia del Sacro Cuore eredita lo spirito di esimia carità che la spinge a farsi "tutta a tutti" in un'intima relazione con il Padre e nella sollecitudine amorosa verso ogni essere umano. Teresa così si esprime: "Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, come quelle che attingono la loro caritā alla sorgente stessa dell'amore, cioò dal Cuore di Gesù Cristo, devono ardere verso i loro prossimi della caritā medesima di quel Cuore divino. Carità purissima che non ha vista se non alla gloria di Dio e al bene delle anime; carità universale che non eccettua persona, ma tutti abbraccia; carità generosa che non si perde per patimento, non si sgomenta per contraddizione, ma anzi, nel patimento e nell'opposizione cresce in vigore e vince col pazientare" (Libro dei Doveri, vol. I, p. 58).

Animate da questo spirito, le Figlie del Sacro Cuore di Gesù continuano la missione di Teresa, oggi, in Italia, in Brasile, Argentina e Bolivia, nella Repubblica Centrafricana e nel Camerun, in India e in Albania. Nella contemplazione del Cuore di Cristo ricevono il mandato di andare ad ogni uomo e donna con dedizione che predilige i poveri, aperte ad ogni servizio, sollecite nel promuovere sempre la dignità della persona, ad essere Cuore di Cristo là dove più grande è il bisogno.

Le reliquie di Teresa Verzeri sono venerate nella cappella delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, in Bergamo.


In totale dipendenza dalla Divina Provvidenza

Santa Katharine Mary Drexel
Filadelfia, Stati Uniti, 26 novembre 1858 - Pennsylvania, 3 marzo 1955

A Philadelphia in Pennsylvania negli Stati Uniti d’America, santa Caterina Drexel, vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento, che utilizzò con generosità e carità i beni dai lei ereditati per l’istruzione e il riscatto degli Indiani e dei neri, in totale dipendenza dalla Divina Provvidenza.

La fondazione di scuole e la creazione di buoni corpi insegnanti per tutti, Indiani ed Afro-Americani, attraverso gli Stati Uniti diventò una priorità assoluta per Katharine e la sua Congregazione.

Durante l'intera sua vita ella aprì, dotandole di insegnanti e finanziandole direttamente, circa 60 scuole e missioni, specialmente nell'ovest e sud-ovest degli Stati Uniti. Ciò che costituì l'apice dei suoi sforzi nel campo dell'educazione, fu l'erezione, nel 1925, della "Xavier University" nella Louisiana, l'unica istituzione d'istruzione superiore negli Stati Uniti destinata prevalentemente ai cattolici di colore. Educazione religiosa, servizio sociale, visite alle famiglie, negli ospedali, nelle prigioni, facevano parte del ministero di Katharine e delle sue consorelle.

Negli ultimi 18 anni della sua vita, Katharine Drexel fu ridotta da una grave malattia ad uno stato di quasi completa immobilità. Durante questo periodo si diede interamente ad una vita di adorazione di contemplazione così come aveva desiderato sin dalla sua tenera età. Morì il 3 marzo 1955.


Signore, non trattarci secondo i nostri peccati

Sal.78

Signore, non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode.



Preghiera/supplica.
Signore, quanto hai fatto ricadere su di noi, l'hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato, non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti. Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da' gloria al tuo nome, Signore, fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia. (Dn 3, 31.29.43.42)

Gesù e Santa Maria di Magdala




Soffri con me per il Vangelo.

2 Tm 1,8 
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.


Non giudicate e non sarete giudicati

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859)
sacerdote, curato d'Ars

Fratelli miei, come osare giudicare e condannare qualcuno, anche quando lo avessimo visto commettere un peccato? Chi era ieri un peccatore può essere oggi un santo pentito. 
Quando vediamo un male nel prossimo, almeno diciamo: "Ahimè, se il buon Dio non mi avesse dato più grazie che a lui, sarei stato ancora peggio". Sì, fratelli, il giudizio temerario porta necessariamente la rovina e la perdita della carità cristiana. (...) 
Nostro Signore ha detto: "Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi dal Padre mio" (Mt 7,1-2). 
Del resto, fratelli, chi fra noi sarebbe contento di esser giudicato male per ciò che fa o dice? Nessuno. Nostro Signore non ha forse detto: "Non fate agli altri ciò che non volete sia fatto a voi" (Mt 7,12). 
Ahimè! Quanti non lo sanno e perciò non se ne sono mai accusati! Mio Dio, quante persone dannate, a causa di non farsi istruire o di non riflettere sul loro modo di vivere!


Mi fu rivolta questa parola del Signore

Ezechiele 22

Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Tu, figlio dell'uomo, forse non giudicherai, non giudicherai tu la città sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini. Tu riferirai: Dice il Signore Dio: O città che sparge il sangue in mezzo a se stessa, perché giunga il suo tempo, e fabbrica a suo danno idoli con cui contaminarsi!
Per il sangue che hai sparso, ti sei resa colpevole e ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti renderò perciò l'obbrobrio dei popoli e lo scherno di tutta la terra. I vicini e i lontani si faranno beffe di te o città infamata e piena di disordini.
Ecco in te i prìncipi d'Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue. In te si disprezza il padre e la madre, in te si maltratta il forestiero, in te si opprime l'orfano e la vedova. Hai disprezzato i miei santuari, hai profanato i miei sabati. Vi sono in te calunniatori che versano il sangue. C'è in te chi banchetta sui monti e chi commette scelleratezze.
In te si hanno rapporti col proprio padre, in te si giace con la donna in stato di mestruazione. Uno reca oltraggio alla donna del prossimo, l'altro contamina con incesto la nuora, altri viola la sorella, figlia del padre. In te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo prossimo e di me ti dimentichi.
Oracolo del Signore Dio.

Ecco, io batto le mani per le frodi che hai commesse e per il sangue che è versato in mezzo a te. Reggerà il tuo cuore e saranno forti le mani per i giorni che io ti preparo? Io, il Signore, l'ho detto e lo farò; ti disperderò fra le nazioni e ti disseminerò in paesi stranieri; ti purificherò della tua immondezza, poi ti riprenderò in eredità davanti alle nazioni e tu saprai che io sono il Signore".

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
"Figlio dell'uomo, gli Israeliti si son cambiati in scoria per me; sono tutti rame, stagno, ferro e piombo dentro un crogiuolo: sono scoria di argento. Perciò così dice il Signore: Poiché vi siete tutti cambiati in scoria, io vi radunerò dentro Gerusalemme. Come si mette insieme argento, rame, ferro, piombo, stagno dentro un crogiuolo e si soffia nel fuoco per fonderli, così io, con ira e con sdegno, vi metterò tutti insieme e vi farò fondere; vi radunerò, contro di voi soffierò nel fuoco del mio sdegno e vi fonderò in mezzo alla città. Come si fonde l'argento nel crogiuolo, così sarete fusi in mezzo ad essa: saprete che io, il Signore, ho riversato il mio sdegno contro di voi".


Mi fu rivolta questa parola del Signore:
"Figlio dell'uomo, dì a Gerusalemme: Tu sei una terra non purificata, non lavata da pioggia in un giorno di tempesta. Dentro di essa i suoi prìncipi, come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la gente, s'impadroniscono di tesori e ricchezze, moltiplicano le vedove in mezzo ad essa. 
I suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le cose sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono disonorato in mezzo a loro.
I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni.
I suoi profeti hanno come intonacato tutti questi delitti con false visioni e oracoli fallaci e vanno dicendo: Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato.
Gli abitanti della campagna commettono violenze e si danno alla rapina, calpestano il povero e il bisognoso, maltrattano il forestiero, contro ogni diritto.
Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di fronte a me, per difendere il paese perché io non lo devastassi, ma non l'ho trovato. Io rovescerò su di essi il mio sdegno: li consumerò con il fuoco della mia collera: la loro condotta farò ricadere sulle loro teste". 
Oracolo del Signore Dio.


Preghiera/supplica.
Signore, quanto hai fatto ricadere su di noi, l'hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato, non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti. Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da' gloria al tuo nome, Signore, fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia. (Dn 3, 31.29.43.42)


Gesù, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete».

Fu trasfigurato davanti a loro,
e il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

(Mt 17, 1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».


La manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù.

2 Tm 1, 8-10
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo.


Nel Figlio mio prediletto, mi sono compiaciuto

San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716)
predicatore, fondatore di comunità religiose

L'amore dell'eterna Sapienza; 
La rivelazione della Gloria

Tutti gli occhi si chiudano per il timore di essere abbagliati da una luce tanto viva e splendente; ogni lingua taccia per non offuscare una bellezza così perfetta nel tentativo di scoprirla. Qui ogni spirito deve umiliarsi ed adorare per non sentirsi oppresso dal peso immenso della gloria della divina Sapienza, nell'intento di penetrarla. 

Tuttavia, ecco l'idea che lo Spirito Santo ce ne dà nel libro della Sapienza composto per noi, nel desiderio di adattarsi alla nostra debolezza: La Sapienza eterna è "effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà" (Sap 7, 25-26). (...) 

In questa suprema bellezza il Padre trovò le sue compiacenze nell'eternità e nel tempo, come lui stesso chiaramente affermò il giorno del battesimo e della trasfigurazione di Cristo: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale sono compiaciuto" (Mt 3,17; 17,5). (...)

L'eterna Sapienza, per avvicinarsi ancor più agli uomini e dimostrare loro più sensibilmente il suo amore, è giunta fino ad incarnarsi, divenire bambino, farsi povero e morire per essi sulla croce.