Beata María Emilia Riquelme

Beata María Emilia Riquelme y Zaya
"Stare allegre e amare Dio".

María Emilia Riquelme y Zayas, in religione Maria di Gesù e dell'Immacolata, (Granada, 5 agosto 1847 – Granada, 10 dicembre 1940), è stata una religiosa spagnola, fondatrice della congregazione delle Religiose Missionarie del Santissimo Sacramento e di Maria Immacolata. È stata beatificata nel 2019.

Fu esemplare nel fervore dell’adorazione Eucaristica e generosa nel servizio ai più bisognosi. Se non poteva stare presso il Signore, poteva però fare in modo che Lui fosse accanto a lei. Nella casa di Siviglia, come anche in altre abitazioni, María Emilia aveva un ambiente adibito a cappella, con un’immagine dell’Immacolata Concezione. Decise quindi di chiedere il permesso all’autorità competente per potervi ospitare il Santissimo Sacramento. Da allora, non ebbe più bisogno di bussare alle porte dei conventi, perché poteva trascorrere tutto il tempo che voleva davanti a Gesù.

Un giorno, mentre esaminava le sue proprietà insieme al loro amministratore, si soffermò su quella denominata “Orto di San Girolamo”, un ampio appezzamento di terra a distanza sufficiente dalla città di Granada. Cominciò a immaginare di edificarvi una cappella per l’Adorazione perpetua, una piccola casa per lei e per una dama di compagnia, e poco altro.

Cercò di scacciare quella che riteneva una fantasticheria, ma le tornava alla mente con insistenza sempre maggiore. Anche durante la preghiera soppesava continuamente i vantaggi e le prospettive di fallimento, ma alla fine prese la sua decisione. Si trasferì definitivamente a Granada con la sua dama e l’architetto incaricato del progetto; era ormai il 1892.
La costruzione cominciò, ma erano appena stati edificati i muri portanti che cominciarono ad arrivare commenti malevoli nei suoi riguardi. María Emilia fu colta nuovamente dai dubbi, oscillando tra una vita tutto sommato buona e l’aspirazione a qualcosa di più perfetto, che alla fine ebbe il sopravvento.
Fu cacciata dall’appartamento che aveva preso in affitto, per cui dovette far costruire anche la nuova abitazione il prima possibile. L’architetto se n’era andato, così presiedette lei stessa ai lavori, meravigliando gli operai.

Alla fine, il complesso fu inaugurato: al centro, come aveva immaginato, la chiesa. María Emilia aveva pensato inizialmente d’invitarvi una comunità religiosa, ma comprese di doverne fondare una lei stessa, denominandola Opera della Vergine. Ne parlò col vescovo di Granada, che la conosceva da anni e che benedisse la nuova famiglia, ancora in gestazione. Non passò molto tempo che, alla sua porta, bussarono le prime aspiranti. María Emilia si diede alla stesura delle Costituzioni, che furono approvate per un anno. Intanto aveva aggiunto un nuovo fine alla sua opera, dopo aver letto gli “Annali della Propagazione della Fede”: l’evangelizzazione missionaria. Anche in quel caso, il vescovo le diede via libera.

Infine, il 25 marzo 1896, venne ufficialmente data vita alle Religiose Missionarie del Santissimo Sacramento e di Maria Immacolata, con la professione religiosa della fondatrice e delle prime sette compagne. Il nuovo nome univa le due più grandi passioni di madre María Emilia: l’’Eucaristia, che definiva “il paradiso in terra” mentre l’adorazione era “la mia ora di cielo, il mio ristoro e riposo spirituale”, e l’Immacolata, cui era devota sin da piccola.