Beata Maria Barbara della Santissima Trinità

Beata Maria Barbara della Santissima Trinità

Beata Maria Barbara della Santissima Trinità (1818-1873)
Missionaria in Brasile e fondatrice della
Congregazione delle Suore dell'Immacolato Cuore di Maria.

“Mie amatissime, abbiate ancora un po' di pazienza e, prima che ve ne rendiate conto, Dio troverà strade e mezzi. LasciamoLo fare tranquillamente”.

Giovane coraggiosa, incrollabile nella fede e nell'amore a Dio, s'impegnò in favore del popolo, senza mai esitare. Espulsa dalla sua terra a causa della situazione politica regnante, decise di emigrare nell’America del Nord. Sennonché ad Amburgo, dopo 30 giorni di attesa, si presentò solo una nave che andava in Brasile allora questo fu preso come segno che la Provvidenza la chiamava in Brasile. Arrivò a Rio de Janeiro il 9 novembre 1848, con 21 compagne, senza denaro, senza conoscere nessuno, senza sapere la lingua, con molta fame, ma piena di fiducia in Dio e nella Madonna.

A Vienna Barbara si era interessata delle domestiche e delle giovani disoccupate, e in Brasile apre scuole e istituti per bambini orfani e abbandonati. Si interessa dell’educazione delle giovani e cura anche l’assistenza ai malati durante l’epidemia e i conflitti. La sua vita dedicata tutta a Dio ed ai fratelli, specialmente ai più bisognosi, fu segnata da molte sofferenze, malattie, povertà, lotte ed apparenti insuccessi.

Sull´esempio di Maria, abbandonata alla volontà del Padre, Barbara rispose SI alla chiamata del Signore. L´8 maggio 1849 fondò la Congregazione delle Suore dell´Immacolato Cuore di Maria.

Nella sua missione di carità, Madre Barbara incontrò molti ostacoli: incomprensioni esterne, divisioni interne, umiliazioni indicibili. Tutto, però, fu da lei superato con la sua grande fiducia nella divina Provvidenza. Alle sue figlie di Porto Alegre un giorno disse: “Mie amatissime, abbiate ancora un po' di pazienza e, prima che ve ne rendiate conto, Dio troverà strade e mezzi. LasciamoLo fare tranquillamente”.

Questa fiducia era alimentata dall’amore a Gesù e da una particolarissima devozione al Cuore di Maria. In una lettera scriveva: “Facciamo del Cuore di Maria una cassaforte per mettere tutti i dolori, le afflizioni e le fatiche, come elemosina al Santo Padre, giacché non abbiamo denaro da dare”.

Da questa grande fede, nasceva la comunione con la Chiesa e la devozione al Papa. Nelle Costituzioni del 1852, inserì il precetto dell’adorazione perpetua in comunità, con le suore che si avvicendavano giorno e notte. La sua carità si esprimeva con cordialità e delicatezza. Tratti che tornano nel suo metodo educativo nei confronti dei bambini, non sempre scontato nella sua epoca. Era umile e con umiltà amava la verità: chiamava le accuse e le calunnie “sante medicine”. Pregava moltissimo presso il tabernacolo. Per questo, una consorella la paragonava a un “girasole”, perché il suo sguardo era sempre rivolto verso Dio, verso il Cielo.