San Luigi Orione

San Luigi Orione
Sacerdote e Fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza

"Prendete il posto più angusto, più umile, per lasciare ai bambini, alle fanciulle, ai poveri la parte più bella, più arieggiata, più comoda. Servite Gesù Cristo nei poveri, che devono essere sempre i nostri più cari fratelli. E questo si faccia con spirito di amore a Gesù Signore Nostro."

Papa Giovanni Paolo II di lui disse: «È impossibile sintetizzare in poche frasi la vita avventuro­sa e talvolta drammatica di colui che si definì, umilmente ma sagacemente, "il facchino di Dio". Però possiamo dire che egli fu di sicuro una delle personalità più eminenti di questo secolo per la sua fede cristiana apertamente vissuta.

Egli fu sacerdote di Cristo totalmente e gioiosamente, percorrendo l’Italia e l’America Latina, consacrando la pro­pria vita a coloro che più soffrono, a causa della sventura, della miseria, della cattiveria umana. Questo umile e povero prete, intrepido e instancabile, divenne testimonianza viva dell’amore di Dio. Egli entra a far parte della lunga schiera di testimoni che con la loro condotta hanno manifestato qual­cosa di più che una solidarietà semplicemente umana, ad­dolcendo il sudore amaro della fronte con parole e fatti di li­berazione, di redenzione, e quindi di sicura speranza.

Pove­ro tra i poveri, spinto dall’amore di Cristo e dei fratelli più bi­sognosi, fondò la Piccola Opera della Divina Provvidenza: i Figli della Divina Provvidenza, le Piccole Suore Missiona­rie della Carità, e in seguito le Sacramentine Cieche e gli Eremiti di sant’Alberto di Butrio.

Ebbe la tempra e il cuore dell’apostolo Paolo, tenero e sen­sibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all’ardi­mento, tenace e dinamico fino all’eroismo, affrontando perico­li di ogni genere, avvicinando alte personalità della politica e della cultura, illuminando uomini senza fede, convertendo peccatori, sempre raccolto in continua e fiduciosa preghiera, talvolta accompagnata da terribili penitenze. Un anno prima della morte così aveva sintetizzato il programma essenziale della sua vita: "Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare". Mirabile è Dio nei suoi santi, e Don Orione rimane per tutti esempio luminoso e conforto nella fede».

Domenica 16 maggio 2004, Giovanni Paolo II ha canonizzato Luigi Orione con una cerimonia di grande intensità, alla presenza di numerosissimi rappresentanti della Famiglia orionina.

Eremo di Sant'Alberto di Butrio