Il desiderio di colui che digiuna

San Pietro Crisologo (ca 406-450)
vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa

Il digiuno degli amici dello Sposo

"Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo spesso, i tuoi discepoli non digiunano?" Perché per voi il digiuno è questione di legge e non un dono spontaneo. In se stesso il digiuno non ha nessun valore. Ciò che importa è il desiderio di colui che digiuna. Quale profitto pensate trarre, voi che digiunate solo perché costretti? Il digiuno è un aratro stupendo per arare il campo della santità: cambia il cuore, sradica il male, estirpa il peccato, sotterra il vizio, semina la carità; mantiene la fecondità e prepara la mietitura dell'innocenza. I discepoli di Cristo, invece, sono posti al cuore stesso del campo maturo della santità, raccolgono i covoni delle virtù, gioiscono del Pane della nuova raccolta: non possono dunque praticare digiuni ormai sorpassati.

"Perché i tuoi discepoli non digiunano?" Il Signore risponde loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo Sposo è con loro?" Chi prende moglie lascia il digiuno da parte, abbandona l'austerità; si dedica completamente alla gioia, partecipa ai banchetti; si mostra in tutto affabile, amabile e allegro; fa tutto ciò che gli ispira il suo affetto per la sua sposa. Cristo celebrava allora le sue nozze con la Chiesa: perciò accettava di prender parte a dei convivi, e non si rifiutava a coloro che lo invitavano; pieno di benevolenza e di amore, si mostrava umano, abbordabile, amabile. Voleva infatti unire l'uomo a Dio, e fare dei suoi compagni i membri della famiglia divina.


Beata Maria Crocifissa Curcio

Beata Maria Crocifissa Curcio

Vergine, religiosa, fondatrice della congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù

“Patire per i miei fratelli mi riempiva l'animo di gioia...La mia tenerezza cresce sempre... e di questa tenerezza amo le figliole che la Provvidenza mi ha affidato, amo il mondo intero, amo la natura con tutte le bellezze”

La sua preghiera è un dialogo intimo e continuo con Gesù, con il Padre e con tutti i Beati, ispirato da confidenza filiale, amore sponsale, sentimenti di gratitudine, lode, adorazione e riparazione che cerca di trasmettere innanzitutto con l’esempio di vita alle sue figlie spirituali e a quanti hanno modo di avvicinarla, alimentando sempre la “brama di avere figlie sante, figlie eucaristiche, figlie che sanno pregare”.

Coltiva intensamente l’unione d’amore con Cristo nell’Eucaristia impegnando tutta se stessa nel soddisfare il desiderio di riparazione “all’immenso numero di anime che non conoscono e non amano Dio” e nell’offerta di vittima di espiazione insieme “al gran Martire d’amore”.