Il Signore farà giustizia al suo popolo.

Dt 32,35-41

Sì, vicino è il giorno della loro rovina
e il loro destino si affretta a venire.
Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
e dei suoi servi avrà compassione.

Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che do la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco.

Quando avrò affilato la folgore della mia spada
e la mia mano inizierà il giudizio,
farò vendetta dei miei avversari,
ripagherò i miei nemici.


Un messaggero che annuncia la pace!

Na 2,1.3; 3,1-3.6-7
Dal libro del profeta Naum

Ecco sui monti i passi d’un messaggero
che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
poiché il malvagio non passerà più su di te:
egli è del tutto annientato.

Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
rinnova il vanto d’Israele,
anche se i briganti li hanno depredati
e saccheggiano i loro tralci.

Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!

Sìbilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.

«Ti getterò addosso immondizie,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».

Fate udire la vostra lode

Ger 31, 1-7
Dal libro del profeta Geremìa

«In quel tempo - oracolo del Signore -
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».

Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».

Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe

Ger 30,1-2.12-15.18-22
Dal libro del profeta Geremia.

Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore:
"Così dice il Signore, Dio d'Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un'ulcera vi sono rimedi,
ma non c'è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.

Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio".

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Sal.144

Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie e buono in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità.

San Pietro Giuliano Eymard

San Pietro Giuliano Eymard

"Noi predichiamo Gesù Cristo, e Gesù Cristo Sacramentato"

Affermava che un'ora ai piedi di Gesù Sacramentato vale più che una mattinata intera di studi sui libri.

San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, dapprima appartenente al clero diocesano e poi membro della Società di Maria, fu insigne cultore del mistero eucaristico e istituì due Congregazioni, una maschile e l’altra femminile, per promuovere e diffondere la devozione verso il Santissimo Sacramento. Morì nel villaggio di La Mure presso Grenoble in Francia, dove era nato.

Come San Paolo, era l'amore di Cristo che lo spingeva a predicare. Ardeva nel suo cuore l'enorme desiderio di incendiare il mondo con il fuoco di Colui che è presente in ogni tabernacolo. Era necessario toglierLo da lì, esporLo, prestarGli adorazione, riconoscendoLo come l'unico capace di sanare tutti i problemi, tanto degli individui che della società.

Nel suo desiderio di portare le anime alla Sacra Eucaristia, oltre ai Padri Sacramentini, fondò la Congregazione delle Serve del Santissimo Sacramento, contemplative dedite all'Adorazione Perpetua ed anche una Aggregazione del Santissimo Sacramento. 

 

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori

Vescovo, dottore della Chiesa.
Fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore.
(Marianella, Napoli 27 settembre 1696 – Nocera dei Pagani, 1º agosto 1787) 

"I pulcini delle rondini non fanno altro che gridare, cercando con ciò l’aiuto e l’alimento alle loro madri. Così dobbiamo sempre gridare, chiedendo a Dio soccorso per evitare la morte del peccato, e per avanzarci nel suo santo amore".

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori rifulse per la sua premura per le anime, per i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. Al fine di promuovere la vita cristiana nel popolo, si impegnò nella predicazione e scrisse libri, specialmente di morale, disciplina in cui è ritenuto un maestro, e, sia pure tra molti ostacoli, istituì la Congregazione del Santissimo Redentore per l’evangelizzazione dei semplici. Eletto vescovo di Sant’Agata dei Goti, si impegnò oltremodo in questo ministero, che dovette lasciare quindici anni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Passò, quindi, il resto della sua vita a Nocera dei Pagani in Campania, tra grandi sacrifici e difficoltà.


Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio.

Sal 68

Sono più numerosi dei capelli del mio capo quelli che mi odiano senza ragione. Sono potenti quelli che mi vogliono distruggere, i miei nemici bugiardi: quanto non ho rubato, dovrei forse restituirlo?

Per te io sopporto l'insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono diventato un estraneo ai miei fratelli, uno straniero per i figli di mia madre. Perché mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera, Signore, nel tempo della benevolenza. O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi, nella fedeltà della tua salvezza.


Tu sei il Padre eterno del tuo Unigenito

Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367)
vescovo, dottore della Chiesa

"'Non è egli forse il figlio del carpentiere?' ... E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità"

Padre santo, Dio onnipotente, per il tempo che avrò il fiato che tu mi hai accordato, ti proclamerò Dio eterno, ma anche Padre eterno. Mai mi stabilirò giudice della tua onnipotenza e dei tuoi misteri; mai farò passare la mia conoscenza limitata avanti alla nozione vera del tuo infinito; mai affermerò che sei esistito da qualche parte senza la tua Sapienza, la tua Potenza e il tuo Verbo, Dio, L'Unigenito, mio Signore Gesù Cristo. Poiché anche se il linguaggio umano è debole e imperfetto quando parla di te, non rimpicciolirà il mio spirito al punto di ridurre la mia fede al silenzio, privo di parole capaci di esprimere il mistero del tuo essere.

Già nelle realtà della natura ci sono molte cose di cui non conosciamo la causa, senza tuttavia ignorarne gli effetti. E quando per nostra natura non sappiamo cosa dire di queste cose, la nostra fede si colora di adorazione. Se contemplo il movimento delle stelle..., il flusso e riflusso del mare..., la potenza nascosta nel più piccolo seme..., l'ignoranza mi aiuta a contemplarti, poiché se non capisco questa natura che è al mio servizio, vedo la tua bontà, per il fatto stesso che lei è lì per servirmi. Io stesso mi accorgo di non conoscermi, ma ti ammiro ancor più... Mi hai dato la ragione e la vita e i sensi di uomo che mi procurano tante gioie, ma non arrivo a capire quale è stato il mio inizio di uomo.

E' quindi non conoscendo quanto mi circonda, che comprendo chi tu sei; e intuendo chi sei, ti adoro. Perciò, quando si tratta dei tuoi misteri, non comprenderli non diminuisce la mia fede nella tua onnipotenza... La nascita del tuo Figlio eterno supera la nozione stessa di eternità, è anteriore ai tempi eterni. Prima di tutto quanto esiste, c'è il Figlio uscito da te, Dio Padre; è vero Dio... Mai sei esistito senza di lui... Tu sei il Padre eterno del tuo Unigenito, generato prima dei tempi eterni.


Sant'Ignazio di Loyola

Sant'Ignazio di Loyola
Ad Maiorem Dei Gloriam

Preghiera

O Dio, che a gloria del tuo nome hai suscitato nella tua Chiesa sant'Ignazio di Loyola, concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio, di combattere la buona battaglia del vangelo, per ricevere in cielo la corona dei santi.

Tuo fratello risorgerà

Gv 11,19-27
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».



Io sono la risurrezione e la vita

Sant'Efrem Siro (ca 306-373)
diacono in Siria, dottore della Chiesa.

Quando ha chiesto: “Dove l’avete posto?”, nostro Signore ha pianto. Le sue lacrime sono state come la pioggia, Lazzaro come il grano, il sepolcro come la terra. Ha gridato con voce di tuono, a udire la sua voce la morte ha tremato, Lazzaro è spuntato come grano, è uscito ed ha adorato il Signore che l’aveva risuscitato.

Gesù ha reso la vita a Lazzaro ed è morto al suo posto, poiché, dopo averlo fatto uscire dal sepolcro e averlo preso alla sua mensa, egli stesso è stato sepolto simbolicamente con l’olio che Maria ha versato sul suo capo (Mt 26,7). La forza della morte che aveva trionfato da quattro giorni è vinta… perché la morte sapesse che era facile al Signore vincerla il terzo giorno…; la sua promessa è vera: aveva promesso che sarebbe risorto lui pure il terzo giorno (Mt 16,21)… Il Signore ha dunque reso felici Maria e Marta vincendo l’inferno per mostrare che lui pure non sarebbe morto per sempre… Ora, ogni volta che si dirà che è impossibile risorgere il terzo giorno, si guardi a colui che è stato risuscitato il quarto giorno.

“Togliete la pietra!” Perché? colui che ha risuscitato un morto e gli ha reso la vita non avrebbe potuto aprire il sepolcro e rovesciare la pietra? Lui che diceva ai discepoli: “Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà” (Mt 17,20), non avrebbe potuto con una parola spostare la pietra che chiudeva l’ingresso del sepolcro? Certo che avrebbe potuto togliere la pietra con la sua parola, lui la cui voce, quando era appeso alla croce, ha spezzato le rocce ed ha aperto i sepolcri (Mt 27,51-52). Ma, poiché era amico di Lazzaro, ha detto: “Aprite, sentite il cattivo odore, scioglietelo voi che l’avete avvolto in bende e nel suo sudario, riconoscete colui che avete seppellito”.


Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

Sal 78

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati: presto ci venga incontro la tua misericordia, perché siamo così poveri!

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome; liberaci e perdona i nostri peccati a motivo del tuo nome.

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri; con la grandezza del tuo braccio salva i condannati a morte.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo, ti renderemo grazie per sempre; di generazione in generazione narreremo la tua lode.

Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.


Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà.

Ger 14, 17-22
Dal libro del profeta Geremia.

Il Signore ha detto: «I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da grande calamità è stata colpita la vergine, figlia del mio popolo, da una ferita mortale. Se esco in aperta campagna, ecco le vittime della spada; se entro nella città, ecco chi muore di fame. Anche il profeta e il Sacerdote si aggirano per la regione senza comprendere».

Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion? Perché ci hai colpiti, senza più rimedio per noi. Aspettavamo la pace, ma non c'è alcun bene, il tempo della guarigione, ed ecco il terrore! 

Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà, la colpa dei nostri padri: abbiamo peccato contro di te. Ma per il tuo nome non respingerci, non disonorare il trono della tua gloria. Ricòrdati! Non rompere la tua alleanza con noi. 

Fra gli idoli vani delle nazioni c'è qualcuno che può far piovere? Forse che i cieli da sé mandano rovesci? Non sei piuttosto tu, Signore, nostro Dio? In te noi speriamo, perché tu hai fatto tutto questo.


Santa Maria della Passione

Santa Maria della Passione

"Mi chiamo Suor Maria della Passione e debbo somigliare al Maestro".

Laica, dopo la morte del marito entrò nella Congregazione delle Suore Crocifisse di Gesù Sacramentato, oggi Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, e assunse il nome di suor Maria della Passione.

All’età di cinque anni fece voto di verginità alla Madonna. Andata piccolissima nella Parrocchia dell'Ave Gratia Plena per assistere alla prima Comunione delle sue compagne di catechismo, cominciò all'improvviso a commuoversi prima, a piangere poi. I singhiozzi della piccola richiamarono l'attenzione del Parroco, che si stava preparando alla celebrazione. Appreso che la bimba desiderava ardentemente ricevere l'Eucaristia, senza alcuna perplessità, la ammise alla Sacra Mensa: era il 7 aprile 1873 e Maria Grazia non aveva ancora compiuto sette anni.

Proprio nel ricevere l'Ostia, la piccola vide qualcosa di straordinario. Da adulta lo racconterà in una pagina autobiografica: “....mentre il sacerdote presentava l'Ostia Santa, il povero mio cuore palpitava con veemenza di grande gioia; e vidi, nella sacra particola nelle mani del Ministro di Dio, comparire un piccolo e vezzoso Bambino, ma ahimè! Aveva le manine ferite ed osservai che da queste ferite scorreva un canaletto di vivo sangue.... ”.

L'immagine del Cristo sofferente per l'umanità, sin dalla nascita, fa promettere in quell'istante a Maria Grazia di dedicare totalmente la vita a Gesù, cercando di alleviare, con le proprie sofferenze, le sofferenze del Salvatore, offrendo tutto per la santificazione dei sacerdoti e il ravvedimento dei peccatori.


Il Lievito di Cristo

      Leggiamo nel Vangelo: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12, 24). Il Signore Gesù è il chicco di grano, ma è anche il lievito. Venendo nel mondo, uomo e solo, il Signore Gesù ha dato a tutti gli uomini la possibilità di diventare quello che lui stesso è. Ogni uomo che si unisce al lievito di Cristo diventa a sua volta lievito, utile a sé e utile a tutti; sarà salvato e salverà altri.

      Prima di esser messo in un mucchio di farina, il lievito va frantumato, schiacciato, sbriciolato, viene completamente sciolto. Ed è allora che arriva a fermentare in una stessa lievitazione i chicchi innumerevoli e dispersi nella farina. Raccoglie in un corpo solido una sostanza che era, in se stessa, inconsistente quanto la polvere; infine, produce una pasta utile da ciò che sembrava non essere che un insieme di cose vane e sparpagliate.

      Così, il Signore Gesù Cristo, lievito del mondo intero, è stato frantumato da numerose sofferenze, lacerato e distrutto, e la sua essenza, che è il suo prezioso sangue, è stato sparso per noi affinché tutto il genere umano disperso, mescolandosi con esso, fosse rigenerato. Noi che eravamo come una farina di popoli, siamo stati radunati come del lievito; noi che giacevamo miseramente per tutta la terra, dispersi e frantumati, siamo stati riuniti nel corpo di Cristo grazie alla potenza della sua Passione.
 
San Massimo di Torino (? - ca 420), vescovo

Santa Bartolomea Capitanio

Santa Bartolomea Capitanio

"L’amore di Gesù non va disgiunto da un vero amore del prossimo"

Vergine, religiosa, fondò a Lovere in Lombardia, insieme a Santa Vincenza Gerosa, l’Istituto delle Suore della Carità (dette di Maria Bambina) e morì a ventisette anni, consunta dalla tisi, ma ancor più divorata dalla carità.

Preghiera
Santa Bartolomea, abbi compassione di noi, che a Te ci rivolgiamo e confidiamo. Prega per noi Gesù che ci conceda la grazia di un cuore saggio, docile e intelligente, che sappia come comportarsi in ogni circostanza in cui si trova.
Prega per noi Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, che con la sua potente intercessione e la sua materna benedizione, ci fortifichi e ci difenda, in vita e in morte, e ci conduca alla beata eternità. Amen.

Dio ci è Padre e mai ci abbandonerà!

Beata Brigida Morello di Gesù

A Piacenza, Beata Brigida Morello di Gesù, che, rimasta vedova, si consacrò al Signore dedicandosi con tutte le forze alla penitenza e alle opere di carità e fondò la Congregazione delle Suore Orsoline di Maria Immacolata per l’educazione cristiana della gioventù femminile.

Amava ripetere: "Confidenza, confidenza, cuore grande! Dio ci è Padre e mai ci abbandonerà!".


Avanti, sempre avanti, Dio provvederà

Santa Maria Carmela Sallés y Barangueras

A Madrid in Spagna, Santa Maria Carmela Sallés y Barangueras, vergine, che fondò la Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione per la formazione di donne pie e istruite.

La Congregazione, presente in 16 paesi, continua a portare il suo messaggio: “Avanti, sempre avanti, Dio provvederà”.


Festa di Santa Maria Maddalena

“Apostola degli apostoli”, si deve a Tommaso d’Aquino il titolo riconosciuto a Maria Maddalena, il cui nome deriva da Magdala, il villaggio di pescatori, di cui era originaria, sulla sponda occidentale del lago Tiberiade. Di lei racconta l’evangelista Luca, nel capitolo 8: Gesù andava per città e villaggi annunciando la buona notizia del regno di Dio e c’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità e li servivano con i loro beni. Fra loro vi era “Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni”.

Gli equivoci sulla sua identità: non era una prostituta
Come insegna l’esegesi biblica, l’espressione ‘sette demoni’ poteva indicare un gravissimo male fisico o morale, che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata. Ma la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria Maddalena una prostituta e questo solo perché nel precedente capitolo 7 del Vangelo di Luca, si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli”. Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome.  Ma c’è un ulteriore equivoco, spiega il cardinale Ravasi, l’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione, di cui riferisce l’evangelista Giovanni. E così, Maria di Magdala da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea. 

Sotto la croce  
Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù, quando lo accompagna al Calvario e insieme ad altre donne rimane ad osservarlo da lontano. Ed è presente ancora quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro, che viene chiuso con una pietra. Ed è lei che dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana torna al sepolcro e scopre che la pietra è stata tolta e corre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore. 

L’incontro con il Risorto  
Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, Maria Maddalena rimane, in lacrime. Qui ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede. Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù allora la chiama per nome: “Maria!” E lei voltandosi risponde: “Rabbunì!”, che in ebraico significa: “Maestro!”. Gesù le consegna quindi una missione: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò quindi ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore! e anche ciò che le aveva detto” (cf. Gv 20).

E’ lei che proclama Gesù come Colui che ha vinto la morte
Maria Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua. Quando il Figlio di Dio entra nella storia, questa donna è fra coloro che maggiormente lo amarono, dimostrandolo. Quando giunse il tempo del Calvario, Maria Maddalena era insieme a Maria Santissima e a San Giovanni, sotto la Croce. Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Santo Sepolcro.

La Festa di Maria Maddalena
Per volontà di Papa Francesco, la memoria obbligatoria di Maria Maddalena, è stata elevata al grado di Festa, il 22 luglio 2016, per significare la rilevanza di questa fedele discepola di Cristo.