Con Lui una personale amicizia e comunione, nella gioia, nella sofferenza, nella gloria.
Santa Giulia Salzano
Martirologio Romano: A Casoria vicino a Napoli in Campania, beata Giulia Salzano, vergine, che fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacratissimo Cuore di Gesù per l’insegnamento della dottrina cristiana e la diffusione della devozione verso l’Eucaristia.
Gesù vuol essere amato assai da noi
Adelaide Brando, originaria di Napoli, sentì dall’adolescenza la chiamata ad essere interamente del Signore. Entrata inizialmente nel monastero delle Clarisse dette Fiorentine, poi in quello delle Sacramentine di Napoli, prese il nome di suor Maria Cristina dell’Immacolata Concezione, ma dovette lasciare la clausura per motivi di salute. Trasferitasi a Casoria, fondò le Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, dedite all’adorazione perpetua, all’insegnamento catechistico e scolastico e a varie opere di carità. Morì a Casoria il 20 gennaio 1906, a 49 anni. Beatificata da san Giovanni Paolo II a Roma il 27 aprile 2003, è stata canonizzata da papa Francesco, ancora a Roma, il 17 maggio 2015. I suoi resti mortali riposano nella chiesa adiacente alla Casa madre delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato a Casoria, in via Gioacchino D’Anna.
Martirologio Romano: A Casoria vicino a Napoli, beata Maria Cristina dell’Immacolata (Adelaide) Brando, vergine, che dedicò la sua vita alla formazione cristiana dei fanciulli e attraverso la Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramento da lei fondata promosse fortemente l’adorazione della santa Eucaristia.
Manifesta già da bambina il suo programma di vita dicendo: “Voglio farmi santa a qualunque costo”. Iniziò così una vita di Eucaristia! Diceva: “Oh!, potessi fondare un’opera diretta a risarcire le offese, gli insulti, che Gesù riceve dalla ingratitudine e freddezza dell'umanità ... Oh! se Gesù lo volesse!”.
Dopo alterne vicende, il 22 novembre 1884, su invito del preposito curato di Casoria, il canonico Domenico Maglione, la Santa si trasferì a Casoria, con le sue compagne, presso la proprietà Maglione. Coadiuvata dallo stesso preposito, Maria Cristina, in tale periodo, tracciò un programma di regola di vita religiosa. Il 16 agosto 1903 l’istituto prese il nome ufficiale di “Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato”. Il 2 novembre dello stesso anno, assieme ad altre 19 giovani, fece la professione dei voti perpetui. Finalità dell’opera fondata dalla Brando, è: a) adorazione perpetua e promozione del culto divino, b) formazione delle giovani delle classi più umili, c) corsi di esercizi spirituali per le adolescenti, d) insegnamento catechistico e scolastico, e) assistenza delle orfane e varie altre opere assistenziali.
La Santa trascorreva la notte su una sedia dalla quale si vedeva il Tabernacolo, come suo polo di attrazione, per essere in contatto e amoroso dialogo con Gesù, il suo dolce paradiso e affermava “Ho trovato quello che con così ardente desiderio ho cercato: ora lo posseggo e non lo lascerò mai più… Questo è il luogo del mio riposo… qui abiterò… Qui riposerò d’ora innanzi”.
Pur essendo debole nel fisico, era forte nell’amore a Cristo, da cui non volle mai separarsi: “Egli vuol essere amato assai da noi, che portiamo il nome di Vittime. Abbiamo avuto l’onore grandissimo di essere chiamate Vittime Espiatrici; ebbene, dobbiamo esserlo davvero!
L'amor di Dio e quello del prossimo son due rami che partono da un medesimo tronco. L'amor di Dio genera l'amor del prossimo; questo nutre l'amor di Dio. La carità è la virtù delle virtù; essa però è sostenuta dall'umiltà. Che giova ad un'anima ardere di carità, se non esercita questa virtù? E per esercitarla è necessaria la condiscendenza, l'umiltà. Noi siamo di diversi paesi, di diverse condizioni, di differente indole; quello che ci deve unire è la carità. Ma non vi può essere amor di Dio, se non si ama il prossimo, e senza amare il prossimo, non si può amare Dio. Figlie mie, la carità è paziente, non si altera, non s'inquieta, ma tutto vince e sopporta. La ragione, per cui non sappiamo sopportare il prossimo, è perché vogliamo giudicarlo in ogni azione, e, prima di guardare la trave nell'occhio nostro, vogliamo guardare al festuca nell'occhio degli altri”.
Lo stile di vita di Madre Maria Cristina è spiegabile solo alla luce dell’Eucarestia. Ha voluto la sua comunità essenzialmente come “comunità eucaristica”. La sua vera identità è di essere vittima di Gesù Sacramentato. Nata in una famiglia agiata, la povertà era la sua gloria, disprezzava ogni comodità, per godere la beatitudine dei poveri di spirito. Fedele all’amore di Cristo, la Beata ha vissuto la perfetta castità fin dalla giovinezza. Imitava Cristo obbediente alla volontà del Padre.
Visse, perciò, la povertà, castità, obbedienza per esprimere la perfetta sequela di Cristo. Insegnava alle novizie: “Fatevi sante e pregate per me che ne ho tanto bisogno”. La Beata era maestra di umiltà e compiva il giovedì santo la lavanda dei piedi alle consorelle e diceva: “Abbiate sempre in mente che l’umiltà, figlie mie, è la base su cui poggia l’edificio spirituale; non vi può essere santità in un’anima senza l’umiltà. Le anime umili formano la compiacenza di Dio”. La Beata si mortificava con digiuni e penitenze per mantenere la temperanza. Era prudente nel parlare e nel correggere, conservando lo spirito di carità.
Morì il 20 gennaio 1906 raccomandando alle suore della comunità di essere sante, e di osservare esattamente la Regola e le virtù. Esortava, dicendo: “Figlie mie, dovete aiutarvi, compatirvi, scusarvi le une con le altre”. E aggiungeva: “Dobbiamo essere Vittime di fatto, fino a dare la vita per Gesù. Dobbiamo dunque farci sante e sante per forza, perché Gesù ci vuole sante, perché solamente così possiamo espiare e riparare le offese che Gesù riceve dal mondo”.
Seguendo gli esempi e gli insegnamenti della Fondatrice, la comunità delle Suore è cresciuta non solo in Italia ma in paesi esteri, mantenendo fedeltà al carisma di essere Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, di promuovere l’amore all’Eucarestia e all’adorazione, e di curare la formazione dei fanciulli e dei giovani.
Beata Eugenia Ravasco
Visse di fede, di preghiera, di sofferenza, di adesione alla volontà di Dio. “Bruciare del desiderio del bene altrui, specie della gioventù”, fu l'ideale apostolico; “Vivere abbandonata in Dio e nelle mani di Maria Immacolata” fu il suo impegno di vita.
Consumata nella salute, Eugenia Ravasco si spense a Genova a 55 anni, nella Casa Madre dell'Istituto, la mattina del 30 dicembre 1900. “Vi lascio tutte nel Cuore di Gesù” fu il suo congedo.
Gesù crocifisso dai nostri vizi e peccati
Quale tormento per il divin Cuore! Che farà Egli? Si darà, si darà ugualmente!
Gesù, Amore mio, Amico mio.
Preghiera al Sacro Cuore di Gesù
Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe; e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i tuoi desideri a gloria del Tuo nome, per il bene della mia anima, della nostra famiglia e del mondo intero. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.
(Per intercessione di Maria, Madre di Gesù, e della Beata Speranza di Gesù da Collevalenza, chiediamo le grazie che desideriamo ottenere con questa preghiera)
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace
vescovo et martire
Lettera ai Romani, 5-7
Ora comincio a essere discepolo. Nessuna cosa visibile né invisibile m'impedisca di raggiungere Gesù Cristo... I più crudeli tormenti vengano su di me, purché io raggiunga Gesù Cristo! A nulla mi servirebbero tutti i piaceri del mondo né i regni di quaggiù. È meglio per me morire in Cristo Gesù che regnare sino ai confini della terra. Lui cerco, che morì per noi; lui voglio, che per noi è risorto.
Sto per essere generato di nuovo... Lasciatemi raggiungere la pura luce: là sarò veramente uomo. Lasciatemi essere imitatore della passione del mio Dio... Il mio amore è stato crocifisso, e non vi è più in me un fuoco di concupiscenza terrena, ma un'acqua viva che mormora in me e dall'intimo mi dice: "Vieni al Padre!" Non gusto più il cibo corruttibile né i piaceri di questo mondo. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo della stirpe di Davide; ho sete del suo sangue, che è amore incorruttibile.
Beato Gerardo Cagnoli
A Palermo, beato Gerardo Cagnoli, religioso dell’Ordine dei Minori, che in precedenza aveva condotto a lungo vita eremitica.
Per il Beato Gerardo il fascino che emana la santità di vita di San Ludovico d'Angiò e il desiderio di imitarne le virtù, indussero lui già quarantenne ad abbandonare la vita eremitica che conduceva già da anni e abbracciare quella cenobitica tra i figli di San Francesco. Così dall’amato eremo sperduto tra le boscose contrade del catanese passa al convento francescano di Randazzo, dove fece il noviziato e visse per qualche tempo. Dopo avere operato miracoli, guarigioni e aver edificato quanti lo conobbero con l'esempio, morì a Palermo.
Vivere languendo e poi morire amando
Amato mio Bene, questo mio cuore brama viver languendo e poi morire amando.
Gesù diletto, vieni dalla tua Sposa che nulla altro brama che i suoi occhi ti vedano presto. O Gesù mio, il tuo bel nome mi riscalda e accende questo povero e freddo mio cuore. Amato mio Bene, cerco in petto il mio cuore e lo trovo prigioniero fra tue catene...
Sangue Preziosissimo di Gesù
Sacerdote, lottò strenuamente per la libertà della chiesa e, anche in carcere, non smise mai la sua opera di conversione dei peccatori alla retta via, in particolare attraverso la devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo, in cui onore intitolò le Congregazioni dei Missionari e delle Suore da lui fondate.
O sangue prezioso del mio Signore, che io ti benedica in eterno.
O amore del mio Signore divenuto piagato!
Quanto siamo lontani dalla conformità alla tua vita.
O sangue di Gesù Cristo, balsamo delle nostre anime, sorgente di misericordia, fa’ che la mia lingua, imporporata di sangue nella quotidiana celebrazione della Messa, ti benedica adesso e sempre.
O Signore, chi non ti amerà?
Chi non arderà di affetto verso di te?
Le tue piaghe, il tuo sangue, le spine, la croce, il divin sangue in particolare, versato fino all’ultima stilla, con quale voce eloquente grida al mio povero cuore!
Poiché tu agonizzasti e moristi per me per salvarmi, io darò, se occorre, anche la vita, perché giunga al possesso beato del cielo.
O Gesù, sei stato fatto per noi redenzione.
Dal tuo costato aperto, arca di salvezza, fornace di carità, uscì sangue ed acqua, segno dei sacramenti e della tenerezza del tuo amore, o Cristo, che ci hai amati e lavati nel tuo sangue!
La nostra miseria ed incapacità
Non far nulla a tua difesa. Dio prenderà le tue difese.
Durante i Vespri ... ad un tratto udii la voce della Madonna: «Sappi, figlia Mia, che sebbene Io sia stata innalzata alla dignità di Madre di Dio, sette spade dolorose mi hanno trafitto il cuore. Non far nulla a tua difesa; sopporta tutto con umiltà. Dio stesso prenderà le tue difese». (Diario, 786)
Un'offerta speciale per te
Prendete e mangiatene tutti. Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. Prendete e bevetene tutti. Questo è il mio Sangue, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.Gesù Sacramentato ha per noi la sua offerta speciale, gratuita.
La vigilia della sua passione, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli occhi al cielo a te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse: "Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi."
Dopo la cena, allo stesso modo, prese questo glorioso calice nelle sue mani sante e venerabili, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse: "Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me."
In tutto vogliate essere piacevoli
Vergine, che dapprima prese l’abito del Terz'Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio.
"Vi supplico di voler ricordare e tenere scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figliole, una ad una. E non solo i loro nomi, ma anche condizione, indole e stato, e ogni cosa di loro. Il che non vi sarà difficile, se le abbracciate con viva carità. Impegnatevi con amore e con mano soave e dolce, non imperiosamente e con asprezza, ma in tutto vogliate essere piacevoli. Soprattutto guardatevi dal voler ottenere alcuna cosa per forza, perché Dio ha dato ad ognuno il libero arbitrio e non vuole costringere nessuno, ma solamente propone e consiglia."
Fa di me un capolavoro! Santa Teresa Verzeri
Preghiera
"Gesù Cristo, a voi e al vostro Istituto ha fatto il prezioso dono del suo Cuore, perché non da altri impariate la santità, essendo Egli della vera santità la sorgente inesausta"
Ecco, io vengo per fare la tua volontà
carmelitana, martire, compatrona dell'Europa.
Ci inginocchiamo una volta ancora davanti al presepio... Vicino al Salvatore appena nato, vediamo santo Stefano. A che deve questo posto di onore, colui che per primo ha reso al Crocifisso la testimonianza del sangue? Ha compiuto nel suo ardore giovanile ciò che il Signore ha dichiarato entrando nel mondo: “Un corpo mi hai preparato. Ecco io vengo per fare la tua volontà” (Eb 10,5-7).
San Francesco Spinelli, aiutaci.
San Francesco Spinelli, aiutaci a fare qualcosa a gloria di Dio, per la nostra santificazione e per il bene della Chiesa e del nostro prossimo. Vorrei collaborare con te.
Salvatore
Indegno peccatore
Tutto noi abbiamo in Gesù Cristo
Ecce Homo - Sant'Alberto Chmielowski
Dipinto di Sant'Alberto Chmielowski, 1881
Sant'Alberto Chmielowski
Insieme con le sue Congregazioni si dedicò, con piena disponibilità, al servizio dei più poveri, dei diseredati, degli abbandonati, degli emarginati e dei vagabondi. Per loro organizzò i ricoveri come case di assistenza materiale e morale.
Osservò lui stesso e raccomandò ai suoi religiosi la massima povertà evangelica sull'esempio di S. Francesco d'Assisi. la sua opera caritativa la affidò con fiducia totale alla Provvidenza divina. La forza per svolgere la sua attività l'attinse dalla preghiera, dall'Eucaristia e dall'amore per il Mistero della Croce.
Colpito da cancro allo stomaco, mori a Cracovia il giorno di Natale del 1916, nel ricovero per i poveri. Prima di morire, indicando l'immagine della Madonna di Czestochowa, disse ai fratelli e alle suore: " Questa Madonna è la vostra Fondatrice, ricordatevi questo ". E ancora: " Prima di tutto osservate la povertà ".
Fisserò un luogo per Israele, mio popolo.
Dal secondo libro di Samuele
Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va', e di' al mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre"».
Il Signore farà a te una casa
Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. (2 Sam 7, 1-16)
Gesù Sacramentato sia per te una casa. Tu dimori in Lui, ed Egli dimora in Te.
Liberati dalle mani dei nemici
Non piangere. Il Signore ti darà altri figli
"Voglio riparare a una vita fredda ed indifferente al servizio di Dio."
Laica, madre di famiglia, morti prematuramente tutti i figli e rimasta poi vedova, nella sofferenza e nella solitudine imparò presto ad affidarsi a Dio. Impegnò risorse e forze nell’istruzione dei figli dei contadini e degli orfani senza speranza di futuro e visse nel Signore le gioie di madre, fondando a Bergamo l’Istituto delle Suore e la Congregazione dei Padri e dei Fratelli della Sacra Famiglia.
Costanza Cerioli nasce a Soncino (CR) il 28 gennaio 1816, sedicesima figlia di una nobile famiglia. I genitori temono per le sue condizioni di salute e la portano subito al fonte battesimale. Fin dalla fanciullezza si mostra disponibile, attenta al prossimo, sensibile ai poveri e ai sofferenti. La sua educazione avviene presso l'educandato delle Suore Visitandine di Alzano Lombardo (Bg).
Tornata in famiglia, aveva 19 anni quando i suoi genitori le propongono il matrimonio con Gaetano Busecchi di 59 anni, vedovo della contessa Maria Teresa Tassis. La giovane accetta, consapevole che anche questo faccia parte di un piano divino che solo gradualmente le sarà svelato. Il matrimonio avviene il 30 aprile 1835.
La sua vita coniugale non sarà facile a causa del carattere e della malattia del marito che pure, a modo suo, le voleva bene. Anche l'esperienza della maternità sarà dura e dolorosa, perché dei quattro figli, solo Carlo vivrà fino a 16 anni, poi morirà, stroncato dalla tisi nel gennaio 1854. Alla fine dello stesso anno muore anche il marito. Nel tumulto della crisi che la investe le risuona nell'animo l'eco di una frase che il figlio Carlino le aveva sussurrato poco prima di spirare: " Mamma, non piangere. Il Signore ti darà altri figli..."
L'8 dicembre 1857 Costanza Cerioli, fonda l'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia a Comonte di Seriate (Bg) e prenderà poi il nome di sr. Paola Elisabetta, diventando madre di tanti orfani. La vocazione e il carisma della congregazione sono così riassunti dalla Fondatrice: " L'umiltà, la semplicità, la povertà, l'amore al lavoro, ad imitazione della Sacra Famiglia di Nazareth, formeranno lo spirito proprio di questo Istituto" ( Direttorio 1906, pag. 10 )
Dal 1863 al 1865 sono aperte le comunità di Soncino e Leffe; case che ospitano la scuola agricola, il convitto per le orfane e le ricreazioni festive. Il sogno di Madre Paola Elisabetta raggiunge un ulteriore sviluppo con la fondazione dell'Istituto maschile a Villacampagna (CR) il 4 novembre 1863, anche se, potrà vederne solo gli inizi perché, quasi improvvisamente, conclude la sua esistenza terrena il 24 dicembre 1865.
Diceva: "I figli, per crescere sicuri e forti, hanno bisogno di una famiglia sana e unita, generosa e stabile."
Se non desistiamo, a suo tempo mieteremo.
Questa è la volontà di Dio
San Carlo Acutis
Carlo sentiva forte il bisogno di aiutare le persone a scoprire che Dio ci è vicino e che è bello stare con Lui per godere della sua amicizia e della sua grazia.
Preghiera, Sacramenti e Missione dunque: sono questi i tratti distintivi della fede eroica del Beato Carlo Acutis, che nel corso della sua breve vita lo portò ad affidarsi al Signore in ogni circostanza, specialmente nei momenti più difficili.
La Chiesa gioisce, perché in questo giovanissimo Beato si adempiono le parole del Signore: “Io ho scelto voi e vi ho costituito perché andiate e portiate molto frutto”
Mi offriranno la loro umile adorazione
19 Febbraio 1789 - Il giorno del Lume
L'amore operoso, vivo e vero.
“Oggi è tempo che l'amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero.”
Vergine e religiosa italiana naturalizzata statunitense, a Chicago in Illinois negli Stati Uniti d’America, fondò l’Istituto delle Missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù e si adoperò in tutti i modi nell’assistere gli emigrati con insigne carità.
Gesù è tutto per noi
Il Signore si compiace degli umili
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo
Non temere. Hai trovato grazia presso Dio
Eccomi, sono la serva del Signore
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Ti saluto, piena di grazia
vescovo
Come potrò parlare? Quale lode potrei rendere alla gloriosa e santa Vergine?
Gesù per Te vivo, per Te muoio
Vergine dell'Istituto Suore della Carità
Vergine dell'Istituto delle Suore della Carità, che, insigne nel formare i giovani e guidarli all'amore del Vangelo, percorse sempre la via dei precetti del Signore nella carità verso il prossimo.
Egli libererà il misero che invoca
O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia; egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto.
Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri.
Benedetto il Signore, Dio d'Israele: egli solo compie meraviglie. E benedetto il suo nome glorioso per sempre: della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.
Non mi allontanerò più da loro per beneficarli
Diedi poi a Baruc quest`ordine: "Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Prendi i contratti di compra, quello sigillato e quello aperto, e mettili in un vaso di terra, perché si conservino a lungo. Poiché dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ancora si compreranno case, campi e vigne in questo paese".
"Ah, Signore Dio, tu hai fatto il cielo e la terra con grande potenza e con braccio forte; nulla ti è impossibile. Tu usi misericordia con mille e fai subire la pena dell`iniquità dei padri ai loro figli dopo di essi, Dio grande e forte, che ti chiami Signore degli eserciti. Tu sei grande nei pensieri e potente nelle opere, tu, i cui occhi sono aperti su tutte le vie degli uomini, per dare a ciascuno secondo la sua condotta e il merito delle sue azioni. Tu hai operato segni e miracoli nel paese di Egitto e fino ad oggi in Israele e fra tutti gli uomini e ti sei fatto un nome come appare oggi. Tu hai fatto uscire dall`Egitto il tuo popolo Israele con segni e con miracoli, con mano forte e con braccio possente e incutendo grande spavento. Hai dato loro questo paese, che avevi giurato ai loro padri di dare loro, terra in cui scorre latte e miele. Essi vennero e ne presero possesso, ma non ascoltarono la tua voce, non camminarono secondo la tua legge, non fecero quanto avevi comandato loro di fare; perciò tu hai mandato su di loro tutte queste sciagure. Ecco, le opere di assedio hanno raggiunto la città per occuparla; la città sarà data in mano ai Caldei che l`assediano con la spada, la fame e la peste. Ciò che tu avevi detto avviene; ecco, tu lo vedi. E tu, Signore Dio, mi dici: Comprati il campo con denaro e chiama i testimoni, mentre la città sarà messa in mano ai Caldei".
Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: "Ecco, io sono il Signore Dio di ogni essere vivente; qualcosa è forse impossibile per me? Pertanto dice il Signore: Ecco io darò questa città in mano ai Caldei e a Nabucodònosor re di Babilonia, il quale la prenderà. Vi entreranno i Caldei che combattono contro questa città, bruceranno questa città con il fuoco e daranno alle fiamme le case sulle cui terrazze si offriva incenso a Baal e si facevano libazioni agli altri dei per provocarmi. Gli Israeliti e i figli di Giuda non hanno fatto che quanto è male ai miei occhi fin dalla loro giovinezza; gli Israeliti hanno soltanto saputo offendermi con il lavoro delle loro mani. Oracolo del Signore. Poiché causa della mia ira e del mio sdegno è stata questa città da quando la edificarono fino ad oggi; così io la farò scomparire dalla mia presenza, a causa di tutto il male che gli Israeliti e i figli di Giuda commisero per provocarmi, essi, i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti, gli uomini di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme. Essi mi voltarono la schiena invece della faccia; io li istruivo con continua premura, ma essi non ascoltarono e non impararono la correzione. Essi collocarono i loro idoli abominevoli perfino nel tempio che porta il mio nome per contaminarlo e costruirono le alture di Baal nella valle di Ben-Innom per far passare per il fuoco i loro figli e le loro figlie in onore di Moloch - cosa che io non avevo comandato, anzi neppure avevo pensato di istituire un abominio simile -, per indurre a peccare Giuda".
Ora così dice il Signore Dio di Israele, riguardo a questa città che voi dite sarà data in mano al re di Babilonia per mezzo della spada, della fame e della peste: "Ecco, li radunerò da tutti i paesi nei quali li ho dispersi nella mia ira, nel mio furore e nel mio grande sdegno; li farò tornare in questo luogo e li farò abitare tranquilli. Essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Darò loro un solo cuore e un solo modo di comportarsi perché mi temano tutti i giorni per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di essi. Concluderò con essi un`alleanza eterna e non mi allontanerò più da loro per beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si distacchino da me. Godrò nel beneficarli, li fisserò stabilmente in questo paese, con tutto il cuore e con tutta l`anima".
Vi raccomando l’adorazione a Gesù
Beato Clemente Marchisio
Presbitero, sacerdote della Chiesa di Torino, fondò a Rivalba in Piemonte, dove era parroco del luogo, l’Istituto delle Figlie di San Giuseppe, particolarmente impegnato nel culto eucaristico
La sua devozione principale era verso l’Eucaristia.
Un giorno fece questa confidenza: “Anch’io mi trovo a volte accasciato sotto il peso delle tribolazioni; ma ti assicuro che, dopo cinque minuti passati con fede viva dinanzi a Gesù Sacramentato, mi sento pienamente rinvigorito, a tal punto che tutto quello che prima mi pareva troppo duro e insopportabile mi diventa facile e leggero”.
Le sue suore avrebbero lavorato per rendere maggiormente degno il culto del Sacrificio Eucaristico, dedicandosi alla preparazione delle ostie e del vino. Loro compito era inoltre confezionare i paramenti e quanto serviva ai sacerdoti per officiare. Il piccolo paesino, di neppure mille abitanti, divenne il centro di un’opera che avrebbe varcato presto i confini regionali e quelli nazionali.
Nel 1883 aprì una Casa a Roma e Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, 1878-1903) esclamò gioioso: “Finalmente Nostro Signore, con questa Congregazione, ha pensato a se stesso”. Erano le“suore delle ostie”.
Nel 1894 raccolse i suoi pensieri e le sue meditazioni sull’Eucaristia, e sulla lotta contro di essa, nel libro “La SS. Eucaristia combattuta dal satanismo”. Commentando l’Apocalisse, don Clemente illustrò il tentativo continuo del demonio di allontanare l’uomo dal momento sublime della sua unione in terra con Dio: la Comunione. Avvicinare l’uomo a Dio era il centro dei suoi pensieri e, per ottenere tale scopo, era importante che l’Eucaristia fosse celebrata in modo ineccepibile: il pane e il vino dovevano essere preparati con una selezione attenta della farina e dell’uva. Per questo motivo le “Figlie di S. Giuseppe” aprirono diversi laboratori in tutta Italia perché il lavoro da fare era immenso.
Per diffondere la sua opera viaggiò per tutta l’Italia, raccogliendo ovunque attestati di stima da vescovi e cardinali; fra questi anche il Patriarca di Venezia, il futuro Pp S. Pio X. L’8 dicembre 1903, festa dell’Immacolata, tenne la sua ultima predica. Il 15 dicembre celebrò l’ultima Messa e l’indomani, nel pomeriggio, don Clemente Marchisio, a settant’anni, andò incontro al Signore. Le sue “figlie”, sparse in tutta la penisola, erano oltre seicento. Il suo amico S. Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto, 1903-1914) riconobbe ufficialmente l’Istituto nel 1907 e lo volle per la sacrestia di S. Pietro.
Don Clemente Marchisio è stato beatificato, insieme ad un altro sacerdote torinese, don Federico Albert, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), il 30 settembre 1984; le sue spoglie sono venerate nella parrocchia di Rivalba.
Oggi, disseminate in più di trenta case in tutto il mondo, le suore “Figlie di S. Giuseppe” preparano ogni anno milioni di ostie, pigiano carrettate d'uva, lavano tonnellate di indumenti liturgici. La Basilica di S. Pietro di Roma utilizza i loro servizi, ma anche umili cappelle di missioni. La loro vita è tutta orientata verso l'altare del Santo Sacrificio della Messa ed il tabernacolo. Esse manifestano al mondo l'amore della Chiesa per l'Eucaristia.
DALL'OMELIA DEL BEATO CLEMENTE MARCHISIO AL SUO INGRESSO PARROCCHIALE A RIVALBA (Archivio della Congregazione delle Figlie di san Giuseppe, Manoscritti del Beato)
O Signore, qual carico mi sento sulle mie deboli spalle!
Gesù Cristo è il Buon Pastore. lo non oserei dire che sono il buon pastore, ma vi dico che con la grazia di Dio mi sforzerò di imitare Gesù Cristo, questo buon pastore. Sì, o miei carissimi parrocchiani, io desidero con tutto il cuore imitare Gesù Cristo, il pastore delle nostre anime, desidero di lavorare, di sacrificarmi alla vostra salute. lo sono fin d'ora il vostro pastore, voi siete le mie pecore, i miei figli. Eccoci qua, strettamente uniti io a voi, voi a me; faccia il Cielo che lo siamo ancor tutti nella beata Eternità. O mio Dio, questa è la grande grazia che io vi domando: di potermi salvare in questa parrocchia e di salvare con me tutti i miei parrocchiani. O mio Gesù, mio Salvatore, che io veda poi tutti i miei parrocchiani alla vostra diritta nel di del giudizio. lo sono venuto qua per salvarmi; ma, Gesù, io non sarò contento se vi perisce una sola delle mie anime. [ ... ]
No, non è a me, ma al mio ministero che voi dovete onore e rispetto. E che son io? Un uomo come voi, anzi meno di voi perché giovane d'anni e forse ancor più di virtù; non mi merito che il disprezzo. Ma nonostante la mia indegnità, ho l'onore di essere sacerdote e vostro pastore, ed è a queste qualità che un buon cristiano dà rispetto ed onore. Ho in mano dei poteri che né gli angeli del cielo, né i re della terra ebbero giammai. lo posso riconciliarvi con Dio, aprirvi le porte del cielo e condurvi in Paradiso, consacrare l'Eucaristia e far venire in mezzo a noi Gesù Cristo Salvatore. E chi negherà amore, onore e rispetto a queste divine potestà? [ ... ]
Ah! miei fratelli, ah! miei figli e figlie, quanto è terribile il mio carico! Abbiate compassione di me, aiutatemi con le vostre preghiere, obbedite ai miei avvisi, e non stupite se io sarò attento alla vostra condotta, se vi avvertirò, se vi riprenderò, se griderò contro i disordini, se ne vedrò. Disgraziato me, se tacessi in simili circostanze! Un pastore può egli tacere quando vede il lupo tra le sue pecore? Io monterò in pulpito e griderò, griderò ora contro i bestemmiatori, ora contro l'accidia, altre volte contro l'impudicizia, contro gli scandalosi, contro la profanazione delle chiese e delle feste, e non mi tacerò finché il lupo, cioè quel vizio, sia fuggito di mezzo alle mie pecore; e quando il disordine sarà finito, allora raddoppierò la mia vigilanza, le mie cure, le mie istruzioni, le mie preghiere per tenervi all'erta e impedire che quel disordine più non ritorni. O Signore, qual carico mi sento in sulle mie deboli spalle! Voi rischiaratemi la mente, voi fortificatemi, voi sostenetemi, giacché io porto questo peso del pastorale ministero per amore di voi, o mio Dio, per la vostra volontà, per la vostra gloria, per la salute delle anime che mi ascoltano; voi date alla mia voce forza da penetrare i cuori e una virtù potentissima per abbattere e sradicare il vizio.
Beata Maria degli Angeli
La bontà del Signore - si legge nei suoi scritti - è maggiore di quanti mali e peccati possiamo commettere, e prima ci stanchiamo noi di offenderlo che egli di perdonarci.”






































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