Vescovo, fondatore dei Missionari Comboniani
e delle Suore Missionarie Comboniane.
Dopo 4 mesi di viaggio, la spedizione missionaria di cui il Comboni fa parte arriva a Khartoum, la capitale del Sudan. L'impatto con la realtà africana è enorme. Daniele si rende subito conto delle difficoltà che la sua nuova missione comporta. Fatiche, clima insopportabile, malattie, morte di numerosi e giovani compagni missionari, povertà e abbandono della gente, lo spingono sempre più ad andare avanti e a non desistere da ciò che ha iniziato con tanto entusiasmo. Dalla missione di Santa Croce scrive ai suoi genitori: “Dovremo faticare, sudare, morire, ma il pensiero che si suda e si muore per amore di Gesù Cristo e della salute delle anime più abbandonate del mondo è troppo dolce per farci desistere dalla grande impresa”.
Assistendo alla morte in Africa di un suo giovane compagno missionario, Comboni, invece di scoraggiarsi, si sente interiormente confermato nella decisione di continuare la sua missione: “O Nigrizia o morte” (o l'Africa o la morte).
