Suora, fondatrice delle "Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù"
1855 - 1938
“L'unione di preghiera e di servizio costituisce la nostra vita e missione, nonché il nostro dono alla Chiesa e al mondo”
Anna Maria Tauscher nacque nel 1855 a Sandow, nella Marca di Brandeburgo – oggi Polonia – da genitori luterani profondamente credenti. Venne educata nella fede dei suoi antenati, ma non aderì mai al Protestantesimo; nel 1888 entrò quindi a far parte della Chiesa cattolica con la professione di fede e per questo venne espulsa dalla casa e dal suo impiego.
Trovò asilo presso un Istituto religioso e, in seguito, in una famiglia come dama di compagnia. Il suo cammino di fede proseguiva generoso e, dopo la lettura della «Vita» di santa Teresa di Gesù, divenne un desiderio di consacrazione nel Carmelo. Il Signore, però, attraverso di lei voleva dare vita a un nuovo istituto, aggregato al Carmelo di Teresa. Così nel 1891, a Berlino, nasce la Congregazione delle “Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù”. Dedicò la sua vita all’accoglienza dei bambini bisognosi e morì a Sittard, in Olanda, nel 1938. È stata beatificata nel 2006, durante il pontificato di Benedetto XVI.
Dall’«Autobiografia» della beata Maria Teresa di san Giuseppe:
Il 21 gennaio 1890 feci un sogno impressionante. Vidi un Crocifisso vivo, di grandezza naturale. Per tutta la lunghezza del corpo, dalle mani fino ai piedi, da ambo le parti, erano fortemente fissati nella carne due rami di spine, intrecciati saldamente a modo di corona di spine. E, dalla parte sinistra, sul cuore, un groviglio di spine, fortemente piantato, in forma di cuore. Il capo non era coronato di spine, e le braccia non erano abbassate, ma tese, aperte, in segno di vita. Una visione così impressionante, così terribile, che mi afferrava talmente e suscitava tanta compassione, che non vi sono parole per descriverla. Mentre i miei occhi indugiavano su di essa, il mio cuore tremava dal dolore. Il Divin Salvatore è il Capo che, in cielo, vive senza dolore e senza corona di spine; il corpo, le membra, rappresentano la santa Chiesa, che non solo è inchiodata alla Croce dalle potenze politiche, ma viene anche ferita profondamente dai cattolici indolenti e ribelli. Questo significano le spine al corpo. Le spine al cuore significano, invece, l’indolenza e l’infedeltà delle anime a lui consacrate (sacerdoti e religiosi). Mi svegliai e, siccome era giorno, mi recai subito in chiesa. Il mio cuore era agitato, anzi, ferito dal dolore e dalla compassione. Ora mi appariva chiaro ciò che il Signore voleva da me: preghiera e riparazione! Scongiurare grazie per la conversione dei peccatori. Lottare con Dio per la libertà della santa Chiesa. Da quel mattino il mio cuore fu pieno di nuova «fame e sete» non soltanto della volontà del Signore, della perfezione, ma «fame e sete», brama ardente, di guadagnare anime al Divin Cuore. Quel Crocifisso rimase e rimane dinanzi ai miei occhi ancora oggi come quella mattina, e alimenta il mio zelo di pregare per la conversione dei peccatori e di lavorare per la loro salvezza; non solo, ma lo fa sempre più ardente e mi fa sospirare il mio fine: poter estinguere dinanzi al trono di Dio il mio tormentoso desiderio, la mia sete di anime.
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Maria crebbe e venne educata nella fede dei suoi antenati, ma non aderì mai al Protestantesimo.
Contro la volontà del padre, perché come cattolica le impediva di porre piede nella casa paterna, il 30 ottobre 1888 venne ufficialmente accolta nella vera Chiesa a Colonia; dirà, poi, nei suoi ricordi, di non aver fatto abiura, perché non era mai appartenuta liberamente, neppure un'ora, alla chiesa luterana.
Senza casa e senza lavoro, abbandonata da tutti, vagò a lungo prima di giungere in un asilo presso un Istituto religioso; successivamente lavorò invece come dama di compagnia presso una famiglia.
Fu allora che la giovane Maria si accorse che nelle strade di Berlino tanti bambini, per lo più figli di italiani troppo impegnati nel lavoro per badare alla famiglia, erano abbandonati a se stessi. Mossa a compassione, iniziò così a prendersi cura di loro.
Per poter realizzare questo suo scopo fondò una comunità religiosa: il "Carmelo del Divin Cuore di Gesu". Iniziò la sua prima Opera a Berlino, dove il 2 luglio 1891 aprì una prima casa, che chiamò "Casa per i senza casa" e il primo agosto cominciò ad accogliere i primi tre bambini poveri, oltre a riunire altre compagne desiderose come lei di prestare soccorso ai più sfortunati.
Ma la sua carità non si limitò solamente ai bambini. Ella si prese cura, infatti, degli anziani, di coloro che erano soli, abbandonati, lontani dalla Chiesa, degli emigrati, dei semplici operai che in qualche modo si trovano ad essere "senza casa". Nel 1897 avvenne la sua ammissione al Carmelo nella casa generalizia dei Carmelitani Scalzi. Fondò la prima casa in Olanda nel 1898, il primo noviziato a Sittard nel 1899 e poi un altro noviziato a Maldon nel 1901. La sua grande devozione per San Giuseppe, la spinse a mettere tutte le case dell’Opera sotto la protezione dello Sposo di Maria.
Nel 1903 compie il primo viaggio a Roma. Dopo alcuni mesi si recò a Cremona per dare inizio all’attività in favore dei bambini poveri, nella casetta nell’onorevole Ettore Sacchi. Nel 1904 Madre Maria Teresa di San Giuseppe tornò per la terza volta a Roma e aprì la Casa madre a Rocca di Papa con l’aiuto del Card. Francesco Satolli, e dei Carmelitani Scalzi, ricevendo la denominazione definitiva di "Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù". Là, la Madre e le sue prime compagne emisero i primi voti religiosi, validi secondo il diritto canonico, il 3 gennaio 1906.
Dopo 10 anni la sua fondazione si era estesa in varie parti di Europa e, nel 1912, anche in America, con la prima casa a Milwaulkee (Wisconsin).
Le Carmelitane del Divin Cuore di Gesù si dedicano all'assistenza e all'educazione dei giovani e alle opere di pastorale sanitaria. Sono presenti :
in Europa : Austria, Croazia, Germania, Islanda, Italia, Paesi Bassi, Russia, Ungheria;
nelle Americhe : Brasile, Canada, Nicaragua, U.S.A., Venezuela;
in Africa : Cameroun, Nigeria .
La Sede generalizia, dal 1922, è a Sittard (Limburgo, Paesi Bassi).
Al 31 dicembre 2005 l'Istituto contava 454 religiose in 53 case.
Dopo aver edificato quanti la conobbero, spirò santamente, ritornando alla casa del padre, di cui, specialmente negli ultimi anni, aveva una nostalgia infinita. Era il 20 settembre 1938.
La fama di santità di Madre Maria-Teresa si divulgò a tal punto che il 2 febbraio 1953, a Sittard in Olanda, da Mons. Lemmens, Vescovo di Roermond, venne aperto il processo informativo che fu chiuso il 20 settembre 1957. Il processo per gli scritti ebbe inizio il 30 settembre 1953 e terminò il 28 agosto 1957; quello sul non-culto invece ebbe luogo tra il 17 giugno 1957 e il 20 settembre 1957.
Dopo la redazione della Positio super virtutibus nel 1992 il processo si fermò a causa della mancanza di un miracolo. C'erano, sì, molte preghiere esaudite e anche guarigioni miracolose, ma i dottori non attestarono la natura sovrannaturale della guarigione. Soltanto, nel 2002, dopo Pasqua, quando portarono gli atti diocesani del miracolo alla Congregazione per le Cause dei Santi, misero subito la Madre Tauscher al primo posto per andare nel Congresso.
Il 25 giugno 2002 dunque, a Roma si è riunito il Congresso Speciale della Congregazione delle Cause dei Santi per discutere sulla eroicità delle virtù eroiche di Madre Maria-Teresa Tauscher e tutti gli 8 Consultori Teologi hanno espresso un voto affermativo. In seguito, il giorno 20 dicembre 2002, è stato promulgato il Decretum super virtutibus in presenza di Papa Giovanni Paolo II a Roma.
Durante un ritiro a Sittard nella Casa Generalizia delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, vedendo che la signora Pieters non poteva partecipare a tutte le conferenze a causa dei disturbi ai piedi, P. Bonifacio Honings OCD le consigliò di fare una novena alla Fondatrice di queste Suore la cui tomba si trova nella cappella. Tornata a casa, la signora Pieters-Maas incominciò la prima novena, insieme con il marito, recitando la preghiera scritta sull'immaginetta. La signora si ricorda ancora una frase di questa preghiera: "Sia fatta la tua volontà". Durante la terza novena, il 16 dicembre 1996, di colpo, le pene si fermarono e poteva camminare senza problemi. Le unghie delle dita dei piedi che erano quasi state mangiate dalla malattia, cominciarono a crescere di nuovo. La malattia non è più tornata. Oggi - 10 anni più tardi, i piedi della Signora stanno sempre bene.
Il processo diocesano sull'asserita guarigione miracolosa della signora Maria Giuseppina Pieters-Maas da "dermatomicosi, onicomicosi e acrodinia" il 16 dicembre 1996, per intercessione della serva di Dio Maria Teresa di San Giuseppe, si è svolto nella diocesi di Roermond dal 14 al 27 marzo 2002 e gli atti diocesani sigillati furono consegnati al Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il 6 aprile 2002 dal Postulatore della causa, Bonifacio Honings OCD.
Il 19 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato il Card. Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in un'udienza privata, a promulgare il decreto sul miracolo.
Maria Teresa di San Giuseppe è stata elevata agli onori dell'altare, nella cattedrale di Roermond (Paesi Bassi), il 13 maggio 2006. Il rito della beatificazione è stato presieduto, in qualità di rappresentante del Santo Padre, dal Card. Adrianus Johannes Simonis, Arcivescovo di Utrecht.