- Venerabile Serva di Dio - Maria Costanza Zauli
al secolo: Palma Pasqua (1886 - 1954)
Religiosa professa delle Ancelle del Sacro Cuore e Fondatrice delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento; nutrì la sua fede, germogliata nell’ambiente familiare e parrocchiale, corroborandola nelle prove dolorose subite nel corso della vita. Fulcro della sua spiritualità era l’ardore per il Santissimo Sacramento, definito “il sole” che illumina tutta l’esistenza.
Sul futuro della Chiesa Gesù le fece intravedere qualcosa dei suoi piani.
Nell'anniversario del suo battesimo, nell'aprile 1950, Gesù le disse: «Voglio farti un bel regalo, proprio quello che desideri e gradisci maggiormente».
«Tutto quello che mi viene da te mi è ugualmente gradito».
«Sarà un regalo tutto di gioia, con il quale voglio festeggiare il tuo giorno natalizio».
«E mi ha sollevata al Padre... Quello che ho visto in Lui... è rimasto quale sole abbagliante sulle mie potenze spirituali... Questa volta il dono che mi ha fatto è stato tale da superare le mie più ardite aspirazioni, sicché, con la gratitudine più piena, non faccio che ripetergli: Come sei buono!».
Continua Madre Maria Costanza:
«Poi Gesù mi ha detto: "Proprio in questi tempi, in cui l'orgoglio domina e trionfa, mi suscito una falange di piccolissime anime aperte alla fiducia in me; e sulla loro estrema fragilità, abbandonata alla mia onnipotenza, edificherò il mio capolavoro.
E saranno queste povere minime creature (delle quali tu sei regina) che io solleverò fino al Padre, per farlo conoscere ad esse.
Questa via, sulle prime, troverà non pochi oppositori, ma in seguito sarà quella percorsa per attuare la riforma che rinnoverà la mia Chiesa e adunerà intorno a me quella falange già richiesta dalla mia piccola Teresa di Lisieux.
Attendete, con semplicità evangelica, a compiacermi in tutto e sempre, senza troppo sgomentarvi delle inevitabili cadute (purché non siano di malizia). Il mio amore tutto consuma, donando all'anima umile, fiduciosa e abbandonata alla mia bontà, una trasparenza invidiabile.
I più piccoli mi attirano irresistibilmente"» (Diario, 173).
In questo stile di fiducia e di confidenza, di infanzia spirituale, la Madre, con forza e soavità, guidava le sue «figlie». Esse la sentivano ormai posseduta da Dio, partecipe dei suoi segreti. Non si riteneva «superiora», perché - diceva - la vera superiora dell'Arca Santa poteva essere solo la Madonna.
Una gioia grandissima sperimentò il 1° novembre 1950, quando Pio XII proclamò il dogma dell'assunzione di Maria in cielo in corpo e anima. Le sembrò che il Paradiso si aprisse su di lei, e quanto più si univa a Dio, tanto più condivideva il suo progetto di amore per l'umanità:
«La nostra vocazione... vuole che ci diamo a tutti i fini abbracciati dalla carità. Compresi ciò fin dalla mia professione; ed ora per quante missioni mi sento adoperata! Mi pare di poter svolgere il mio invisibile apostolato a favore dell'intera umanità, come se già fossi fuori della vita terrena. Il palpito dell'amore di Gesù per il Padre suo e per le anime mi pervade tutta e sento veramente miei gli interessi del mio Sposo» (Diario, 174).
Così sentiva sul suo cuore la sofferenza di tutti, come era avvenuto durante l'ultima guerra. Le inondazioni del Polesine, con i disastri avvenuti in quei mesi, la consapevolezza vivissima dello scempio dell'innocenza dei bambini, del dilagare dell'immoralità nei costumi, le erano motivo di preghiera, di riparazione, di offerta.
Era convinta che Gesù eucaristico è l'unico Costruttore di una nuova civiltà, la civiltà dell'amore, e che ella, con numerose anime chiamate alla contemplazione e all'adorazione, erano partecipi della sua missione: «L'unica ancora di salvezza per il mondo è Gesù in Sacramento... I centri eucaristici sono baluardi di difesa per città, province e intere nazioni. Quale straordinaria potenza si racchiude nell'Ostia consacrata e come questa potenza si compiace di venire svincolata dalla preghiera di anime amanti!».
Si impegnò ancora di più a formare le adoratrici, come Gesù le vuole, «le piccolissime anime» per la santificazione dei sacerdoti e di tutti i fratelli: «Ho chiesto alla Madonna di volermi indicare un metodo semplice, alla nostra portata, per convenientemente adorare... Mi disse: "... chiama in aiuto e abituati a farti precedere dal tuo Angelo Custode"».
Ed era ormai vicina alla vetta.
