La gloria futura che sarà rivelata in noi

Beato Umberto di Romans (v. 1200-1277)
domenicano

"Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi" (Rm 8,18)

Riflettiamo, e vedremo che le nostre sofferenze in questa vita non sono proporzionate alla grandezza di quelle di Cristo, alla gravità dei nostri peccati, all'orrore dei tormenti dell'inferno e alla ricompensa celeste. Anche i nostri Padri si rallegravano nei giorni di umiliazione e negli anni di prove che dava loro il Signore.

Armatevi di quella pazienza che opera meraviglie nei santi. La pazienza è un diamante: con essa l'anima resiste ad ogni avversità; è un rimedio: guarisce ogni ferita; è uno scudo: protegge da ogni attacco. Nessuno mai potrà sconfiggerci se abbiamo cominciato a dar battaglia interiormente a noi stessi.

Nella costruzione di un edificio si lavora, si taglia e si scolpisce la pietra destinata a un posto importante. Così per noi: siamo spremuti in questo mondo al fine di entrare nel tempio celeste, dove non si sente più risuonare un colpo di martello. La gioia non può venire che dopo la tristezza, resa necessaria per pagare le colpe passate, per la perfezione spirituale e per accrescere la nostra gloria eterna.

O fecondo lavoro, prezioso dolore, benedette lacrime che lo stesso Onnipotente asciugherà dagli occhi degli eletti provati! Gesù ha detto che il Regno dei cieli appartiene particolarmente ai perseguitati per la giustizia (Mt 5,10).