«Quando ricevetti per la prima volta la Sacra Comunione, rimasi come annichilita e sperimentai come Gesù mi chiamava alla Vita Religiosa». Ella chiese al Signore di vedere chiaramente quale fosse la sua volontà, e la sua preghiera era questa: «Tua, Gesù mio, tua desidero essere, però dimmi dove». Il Signore rispose alla ricerca vocazionale di Tomasa facendole vivere una profonda esperienza mistica, nella quale il Cuore di Gesù, mostrandole il suo costato sinistro insanguinato, le disse: «Guarda come mi hanno ridotto gli uomini con la loro ingratitudine, tu vuoi aiutarmi a portare questa croce?». Tomasa rispose: «Signore, se hai bisogno di una vittima e mi vuoi, sono qui, Signore». Allora, il Redentore le disse: «Fonda una Congregazione, figlia mia, che su di te e sulla tua Congregazione sempre stenderò misericordia».
Visse povera e morì povera, seduta su di una sedia, perché «Quello — diceva indicando il Crocifisso — morì in croce e io non devo morire sul letto, bensì sul pavimento». Spirò con il crocifisso tra le labbra e la santa pace di Dio. Era sabato 26 febbraio 1916. Viene dichiarata beata in Roma il 21 marzo 2004.
