Primo papa polacco e primo pontefice non italiano dopo Adriano VI, portò nel suo ministero l'esperienza della Polonia oppressa prima dal nazismo e poi dal comunismo. Partecipò al Concilio Vaticano II come vescovo e ne promosse l'attuazione durante il pontificato.
Instancabile annunciatore del Vangelo, compì numerosi viaggi apostolici nei cinque continenti, sostenendo la libertà dei popoli, la pace e la dignità della persona umana.
Il suo magistero, espresso in importanti encicliche come 'Redemptor hominis', 'Laborem exercens', 'Veritatis splendor' ed 'Evangelium vitae', affrontò le grandi questioni spirituali, sociali e morali del mondo contemporaneo.
Promosse il dialogo ecumenico e interreligioso, con gesti significativi come l'incontro di Assisi del 1986 e la preghiera al Muro Occidentale di Gerusalemme. Dedicò particolare attenzione ai giovani, istituendo le Giornate Mondiali della Gioventù.
Il 13 maggio 1981 sopravvisse a un grave attentato in Piazza San Pietro. Negli ultimi anni affrontò pubblicamente una progressiva debilitazione fisica. Morì il 2 aprile 2005, dopo aver accompagnato la Chiesa nel terzo millennio. Beatificato da Benedetto XVI il 1° maggio 2011 e canonizzato da Francesco il 27 aprile 2014, riposa nella Basilica di San Pietro in Vaticano.
