La rinuncia dei beni terreni e il distacco da ogni interesse personale, collocò suor Angela in quell’atteggiamento ideale di servizio, che ella definisce in maniera espressiva chiamandosi “espropriata per la pubblica utilità”
Suor Angela della Croce, fedele all’esempio di povertà di Cristo, mise il suo Istituto al servizio dei poveri più poveri, i diseredati, gli emarginati. Volle che la Compagnia della Croce si trovasse “nella povertà”, non aiutando dall’esterno, ma vivendo le condizioni dell’esistenza proprie dei poveri. Suor Angela e le sue figlie appartengono alla categoria dei lavoratori, degli umili, dei bisognosi, “sono mendicanti che ricevono tutto in elemosina”.
Ad ogni persona cercano di procurare ciò di cui ha bisogno: denaro, casa, istruzione, vestiti, medicinali; tutto offerto con amore. I mezzi che utilizzano sono il loro lavoro personale e le elemosine che chiedono a chi può darle.

