Santa Maria Cristina Brando
(1856-1906)
Vergine, che dedicò la sua vita alla formazione cristiana dei fanciulli e attraverso la Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramento da lei fondata promosse fortemente l’adorazione della santa Eucaristia; Conquistata dall’amore ardente per il Signore; e dalla preghiera, dall’incontro cuore a cuore con Gesù risorto, presente nell’Eucaristia, riceveva la forza per sopportare le sofferenze e donarsi come pane spezzato.
Battezzata con il nome di Adelaide, rimane ben presto orfana di madre. Dotata di una spiccata sensibilità religiosa, è attratta fortemente dal mistero della sofferenza del Crocifisso, vissuta e continuata nell’Eucaristia e letta nel volto dei poveri e dei sofferenti. Desiderosa di piacere unicamente a Gesù e di conformarsi a Lui, ad appena dodici anni, davanti all’immagine di Gesù Bambino, fa voto di castità perpetua, mostrando così il proprio orientamento per la vita consacrata. S’incamminò per una via di mortificazione e santità, manifestando già da bambina il suo programma di vita: “Voglio farmi santa a qualunque costo”.
“Oh!potessi fondare un’opera diretta a risarcire le offese, gli insulti, che Gesù riceve dalla ingratitudine degli uomini ... Oh! se Gesù lo volesse!”.
La Santa trascorreva la notte su una sedia dalla quale si vedeva il Tabernacolo, come suo polo di attrazione, per essere in contatto e amoroso dialogo con Gesù, il suo dolce paradiso e affermava “Ho trovato quello che con così ardente desiderio ho cercato: ora lo posseggo e non lo lascerò mai più… Questo è il luogo del mio riposo… qui abiterò… Qui riposerò d’ora innanzi”.
Pur essendo debole nel fisico, era forte nell’amore a Cristo, da cui non volle mai separarsi: “Egli vuol essere amato assai da noi, che portiamo il nome di Vittime. Abbiamo avuto l’onore grandissimo di essere chiamate Vittime Espiatrici; ebbene, dobbiamo esserlo davvero!”.
Ha voluto la sua comunità essenzialmente come “comunità eucaristica”. La sua vera identità è di essere vittima di Gesù Sacramentato.
Nata in una famiglia agiata, la povertà era la sua gloria, disprezzava ogni comodità, per godere la beatitudine dei poveri di spirito. Fedele all’amore di Cristo, la Beata ha vissuto la perfetta castità fin dalla giovinezza. Imitava Cristo obbediente alla volontà del Padre.
Visse, perciò, la povertà, castità, obbedienza per esprimere la perfetta sequela di Cristo. Insegnava alle novizie: “Fatevi sante e pregate per me che ne ho tanto bisogno”. La Beata era maestra di umiltà e compiva il giovedì santo la lavanda dei piedi alle consorelle e diceva: “Abbiate sempre in mente che l’umiltà, figlie mie, è la base su cui poggia l’edificio spirituale; non vi può essere santità in un’anima senza l’umiltà. Le anime umili formano la compiacenza di Dio”. La Beata si mortificava con digiuni e penitenze per mantenere la temperanza. Era prudente nel parlare e nel correggere, conservando lo spirito di carità.
Morì il 20 gennaio 1906 raccomandando alle suore della comunità di essere sante, e di osservare esattamente la Regola e le virtù. Esortava, dicendo: “Figlie mie, dovete aiutarvi, compatirvi, scusarvi le une con le altre”. E aggiungeva: “Dobbiamo essere Vittime di fatto, fino a dare la vita per Gesù. Dobbiamo dunque farci sante e sante per forza, perché Gesù ci vuole sante, perché solamente così possiamo espiare e riparare le offese che Gesù riceve dal mondo”.
Seguendo gli esempi e gli insegnamenti della Fondatrice, la comunità delle Suore è cresciuta non solo in Italia ma in paesi esteri, mantenendo fedeltà al carisma di essere Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, di promuovere l’amore all’Eucarestia e all’adorazione, e di curare la formazione dei fanciulli e dei giovani.
“Oh!potessi fondare un’opera diretta a risarcire le offese, gli insulti, che Gesù riceve dalla ingratitudine degli uomini ... Oh! se Gesù lo volesse!”.
La Santa trascorreva la notte su una sedia dalla quale si vedeva il Tabernacolo, come suo polo di attrazione, per essere in contatto e amoroso dialogo con Gesù, il suo dolce paradiso e affermava “Ho trovato quello che con così ardente desiderio ho cercato: ora lo posseggo e non lo lascerò mai più… Questo è il luogo del mio riposo… qui abiterò… Qui riposerò d’ora innanzi”.
Pur essendo debole nel fisico, era forte nell’amore a Cristo, da cui non volle mai separarsi: “Egli vuol essere amato assai da noi, che portiamo il nome di Vittime. Abbiamo avuto l’onore grandissimo di essere chiamate Vittime Espiatrici; ebbene, dobbiamo esserlo davvero!”.
Ha voluto la sua comunità essenzialmente come “comunità eucaristica”. La sua vera identità è di essere vittima di Gesù Sacramentato.
Nata in una famiglia agiata, la povertà era la sua gloria, disprezzava ogni comodità, per godere la beatitudine dei poveri di spirito. Fedele all’amore di Cristo, la Beata ha vissuto la perfetta castità fin dalla giovinezza. Imitava Cristo obbediente alla volontà del Padre.
Visse, perciò, la povertà, castità, obbedienza per esprimere la perfetta sequela di Cristo. Insegnava alle novizie: “Fatevi sante e pregate per me che ne ho tanto bisogno”. La Beata era maestra di umiltà e compiva il giovedì santo la lavanda dei piedi alle consorelle e diceva: “Abbiate sempre in mente che l’umiltà, figlie mie, è la base su cui poggia l’edificio spirituale; non vi può essere santità in un’anima senza l’umiltà. Le anime umili formano la compiacenza di Dio”. La Beata si mortificava con digiuni e penitenze per mantenere la temperanza. Era prudente nel parlare e nel correggere, conservando lo spirito di carità.
Morì il 20 gennaio 1906 raccomandando alle suore della comunità di essere sante, e di osservare esattamente la Regola e le virtù. Esortava, dicendo: “Figlie mie, dovete aiutarvi, compatirvi, scusarvi le une con le altre”. E aggiungeva: “Dobbiamo essere Vittime di fatto, fino a dare la vita per Gesù. Dobbiamo dunque farci sante e sante per forza, perché Gesù ci vuole sante, perché solamente così possiamo espiare e riparare le offese che Gesù riceve dal mondo”.
Seguendo gli esempi e gli insegnamenti della Fondatrice, la comunità delle Suore è cresciuta non solo in Italia ma in paesi esteri, mantenendo fedeltà al carisma di essere Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, di promuovere l’amore all’Eucarestia e all’adorazione, e di curare la formazione dei fanciulli e dei giovani.

