San Bernardo da Corleone
(1605-1667)
Religioso, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, la sua vita fu tutta protesa verso Dio, attraverso uno sforzo costante di ascesi, intessuta di preghiera e di penitenza
Si fermava volentieri di notte in chiesa perché - come egli spiegava – “non era bene lasciare il Santissimo Sacramento solo; e gli teneva compagnia finché fossero venuti altri frati”.
A Palermo, in circostanze di calamità naturali, come terremoti e uragani, si fece mediatore davanti al tabernacolo, lottando come Mosè: “Piano, Signore, piano! Usateci misericordia! Signore, la voglio questa grazia, la voglio!”. Il flagello cessò, la catastrofe fu alleviata.
Sul letto di morte, ricevuta l'ultima benedizione, con gioia ripeté: “Andiamo, andiamo”, e spirò. Erano le ore 14 di mercoledì 12 gennaio 1667. Un suo intimo confratello, fra Antonino da Partanna, lo vide in spirito tutto luminoso che ripeteva con ineffabile gioia: “Paradiso! Paradiso! Paradiso! Benedette le discipline! Benedette le veglie! Benedette le penitenze! Benedette le rinnegazioni della volontà! Benedetti gli atti di ubbidienza! Benedetti i digiuni! Benedetto l'esercizio di tutte le perfezioni religiose!”.
