Chi non entra per la porta è un ladro e un brigante.

Guglielmo di Saint-Thierry (ca 1085-1148)
monaco benedettino poi cistercense

Non solo a Giovanni, il tuo discepolo prediletto, è stata mostrata la porta aperta nel cielo (Ap 4,1). Tu l'hai dichiarato pubblicamente a tutti (...): "Io sono la porta; se uno entra attraverso di me, sarà salvato". 

Tu, dunque, sei la porta. (...) Ma se noi che siamo sulla terra vediamo la porta spalancata in cielo, a che serve, a noi che non possiamo salirvi? Paolo risponde: "Colui che discese è lo stesso che anche ascese"(Ef 4,10). Chi è? L'amore. 

Infatti, Signore, l'amore che è in noi sale verso di te in alto, perché l'amore che è in te è sceso verso di noi quaggiù. Perché ci hai amato, sei sceso quaggiù verso di noi; amandoti saliremo lassù, verso di te. Dal momento che tu stesso hai detto: «Io sono la porta», ti prego, apriti a noi, affinché ci mostri con maggiore evidenza di quale dimora sei la porta. (...) 

La dimora di cui tu sei la porta, come abbiamo già detto, è il cielo; lì abita il Padre, di cui leggiamo: «Il Signore ha il suo trono nei cieli» (Sal 10,4). È proprio per questo che «nessuno viene al Padre se non attraverso di te» (Gv 14,6), che sei la porta. (...) Verso di te tendiamo, verso di te aspiriamo. Rispondi, ti prego: «Maestro, dove dimori?» (Gv 1,38). Subito rispondi: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14,11). E altrove: «In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi» (Gv 14,20). (...) La tua dimora è dunque il Padre e tu sei quella del Padre. Ma non è solo questo, perché anche noi siamo la tua dimora e tu la nostra.