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| “Il mio amato mi appartiene, io non lo abbandonerò più!” |
Fin dalla più tenera età Agnese sentì la bellezza della fede e della preghiera. Ebbe grandissimi doni mistici e taumaturgici. Digiunava e si mortificava. Unì la sua grave malattia alle sofferenze di Gesù e, in punto di morte, invitò le consorelle a rallegrarsi con lei e disse : “Se mi amate veramente, dovete godere della mia morte, non piangerla, figlie mie, poiché io vado alla Vita e alla felicità eterna. Come il nostro Padre San Domenico, anch’io, con Lui, vi sarò più utile in Paradiso che quaggiù; non temete, sarò sempre con voi.”
Fu canonizzata da Benedetto XIII nel 1726.

