O mio Dio, Trinità che adoro

Santa Elisabeth de la Trinité

Vergine, monaca professa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, sin dalla fanciullezza cercò e contemplò, nel profondo del cuore, il mistero della Trinità e, ancora giovane, tra molte tribolazioni, giunse, come aveva desiderato, all’amore, alla luce, alla vita. 

Elisabetta manifestò un’adesione incondizionata alla volontà concreta di Dio e, fino all’entrata al Carmelo, ricercò una unione continua con Gesù, presente nella “cella del suo cuore”, “il Cielo della sua anima”. Entrò nel Carmelo di Digione il 2 agosto 1901, prendendo il nome di Elisabeth de la Trinité. 

Disse: “Trovo il Signore ovunque, tanto facendo il bucato quanto raccolta in preghiera”, e in una lettera scrive: “Mi sembra che nulla ci possa distrarre da Lui, quando non si agisce che per Lui, sempre alla sua santa presenza, sotto quello sguardo divino che penetra nel più intimo dell’anima; anche in mezzo al mondo si può ascoltarlo, nel silenzio di un cuore che non vuole essere che suo”.

Volle vivere come “lode di gloria” alla Trinità presente nell’anima, trovando nel mistero dell’inabi­tazione divina il suo “cielo sulla terra”, la sua grazia e la sua missione ecclesiale. Espresse il suo ideale nella preghiera: “O mio Dio, Trinità che adoro” (esternamente nel creato, internamente nel cuore, nell'anima, nella mente, e in modo sublime e superiore, nei Sacramenti).  

Nel suo diario scrisse: “Mi sembra di aver trovato il mio cielo sulla terra, perché il cielo è Dio e Dio è nella mia anima. Il giorno in cui ho capito questo, tutto si è illuminato in me e vorrei sussurrare questo segreto a coloro che amo”.

Elisabetta della Trinità muore, colpita dal morbo di Addison. Benché la sua morte fosse sicura, non si scoraggiò, anzi, accettò di buon grado quello che - diceva lei - era un “grande dono”. Il 9 novembre 1906, all’età di ventisei anni, dopo 9 giorni di agonia, lasciò la terra per volare in Cielo dove l’attendeva il suo Sposo. Le sue ultime parole furono: “Vado verso la Luce, l'Amore, la Vita!”