Passa come un angelo, piange come una mamma

Beata Enrichetta Alfieri (1891-1951)
“La preghiera e la meditazione divennero la mia unica occupazione; la mia forza nella reclusione”

Vergine, suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, conosciuta come l’«angelo di San Vittore» per il servizio svolto per tanti anni nel grande carcere milanese

Aiuta e consola chi è in difficoltà, dimostrando così abbandono alla volontà di Dio, compassione alle sofferenze di Gesù crocifisso e a quelle di tanti deportati, affidamento alla Vergine Maria, impegno orante all’insegna della supplica, dell’adorazione, dell’accettazione. Si diceva di lei che «passa come un angelo, piange come una mamma» accanto a tutti. Al suo ricordo, una ex detenuta aggiunge: «bastava vederla per ricevere tanta luce». In effetti la sua vita era sempre illuminata dalla presenza del Signore, che ella amò con tutte le sue forze e imitò con umiltà e perseveranza.

Sostenuta dalla fede percorse alacremente la via della santità e praticò eroicamente le virtù teologali e cardinali, osservò con sommo impegno i consigli evangelici e la Regola, traendo forza e gioia dalla preghiera, dall’Eucarestia, dalla filiale devozione mariana. Ricca di meriti si addormentò nel Signore il primo pomeriggio del 23 novembre del 1951. L’eroicità delle virtù è stata riconosciuta il 19 dicembre 2009, mentre il miracolo è stato approvato il 2 aprile 2011. Suor Enrichetta è stata proclamata Beata il 26 giugno 2011