Vescovo e fondatore dei Missionari Saveriani
“La nostra missione ci chiede di proclamare il Regno là dove non è ancora riconosciuto”
Vescovo di Parma e Fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere. Da buon pastore, sempre vegliò in difesa della Chiesa e della fede del suo popolo spinto dalla sollecitudine per l’evangelizzazione dei popoli.
Negli anni del seminario, Guido Maria Conforti intraprende la lettura di una biografia di S. Francesco Saverio, il missionario gesuita annunciatore del messaggio di Cristo in tutta l'Asia fino a Sancian, alle porte della Cina, dove spirò nel 1552. Il Conforti è affascinato dalla figura del Saverio e si sente invitato a continuarne l'opera rimasta incompiuta: è la scintilla ispiratrice della sua nuova vocazione: la vocazione missionaria.
La sua santità consiste nell’umile, fedele, costante adempimento della volontà di Dio in ogni momento della vita e nello zelo ardente per la salvezza di tutti gli uomini. La sua fede viva traspariva da ogni parola e da ogni atto; la fiducia illimitata nella Divina Provvidenza era il sostegno in ogni tribolazione; la sua inesauribile carità verso Dio e verso i fratelli e il desiderio della loro salvezza era visibile a tutti.
Egli era convinto che la Chiesa è missionaria per sua stessa natura e, quindi, che ogni cristiano, ciascuno secondo la propria vocazione, le proprie possibilità e i propri mezzi, deve collaborare perché il Vangelo raggiunga gli ultimi confini della terra. La sua stessa vita testimonia che ogni comunità cristiana deve «allargare la vasta trama della carità sino ai confini della terra, dimostrando per quelli che sono lontani la stessa sollecitudine che si ha per coloro che sono membri della propria comunità» (AG 37) e che un vescovo «è consacrato non soltanto per una diocesi, ma per la salvezza del mondo intero» (AG 38).
Il 5 novembre 1931 si addormenta nel Signore. Il suo funerale vede un concorso straordinario di popolo. La fama delle sue virtù e della sua santità da Parma si espande in tutti i paesi dove operano i Saveriani. I due miracoli per la beatificazione e la canonizzazione, infatti, hanno luogo rispettivamente in Burundi e in Brasile. È stato beatificato in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996. Sua Santità Benedetto XVI nel Concistoro pubblico del 21 febbraio 2011 decide di iscriverlo nel novero dei santi.
I missionari Saveriani vennero dapprima impiegati nell'evangelizzazione della Cina: oggi sono presenti anche in Brasile, Colombia, Messico, Cameroun, Ciad, Congo, Sierra Leone, Burundi, Mozambico, Bangladesh, Filippine, Taiwan, Giappone, Indonesia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Francia e Italia.
Alla fine del 2005 la Congregazione contava 186 case e 848 religiosi, dei quali 661 sacerdoti.
La sua santità consiste nell’umile, fedele, costante adempimento della volontà di Dio in ogni momento della vita e nello zelo ardente per la salvezza di tutti gli uomini. La sua fede viva traspariva da ogni parola e da ogni atto; la fiducia illimitata nella Divina Provvidenza era il sostegno in ogni tribolazione; la sua inesauribile carità verso Dio e verso i fratelli e il desiderio della loro salvezza era visibile a tutti.
Egli era convinto che la Chiesa è missionaria per sua stessa natura e, quindi, che ogni cristiano, ciascuno secondo la propria vocazione, le proprie possibilità e i propri mezzi, deve collaborare perché il Vangelo raggiunga gli ultimi confini della terra. La sua stessa vita testimonia che ogni comunità cristiana deve «allargare la vasta trama della carità sino ai confini della terra, dimostrando per quelli che sono lontani la stessa sollecitudine che si ha per coloro che sono membri della propria comunità» (AG 37) e che un vescovo «è consacrato non soltanto per una diocesi, ma per la salvezza del mondo intero» (AG 38).
Il 5 novembre 1931 si addormenta nel Signore. Il suo funerale vede un concorso straordinario di popolo. La fama delle sue virtù e della sua santità da Parma si espande in tutti i paesi dove operano i Saveriani. I due miracoli per la beatificazione e la canonizzazione, infatti, hanno luogo rispettivamente in Burundi e in Brasile. È stato beatificato in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996. Sua Santità Benedetto XVI nel Concistoro pubblico del 21 febbraio 2011 decide di iscriverlo nel novero dei santi.
I missionari Saveriani vennero dapprima impiegati nell'evangelizzazione della Cina: oggi sono presenti anche in Brasile, Colombia, Messico, Cameroun, Ciad, Congo, Sierra Leone, Burundi, Mozambico, Bangladesh, Filippine, Taiwan, Giappone, Indonesia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Francia e Italia.
Alla fine del 2005 la Congregazione contava 186 case e 848 religiosi, dei quali 661 sacerdoti.
