Colui che parla dal fuoco - 105
«Le chiesi perdono e la supplicai di intercedere per me presso Gesù».
«- Non temere di nulla, Josefa, rispose la Madre celeste, Gesù ha fatto con te un patto di amore e di misericordia. Tu sei interamente perdonata ed io ti sono Madre».
«Gesù si avvicinò con bontà e posandomi sul capo la corona, disse: «- Voglio che tu penetri profondamente le parole della Madre mia: ho fatto con te un'alleanza d'amore e di misericordia. L'amore non si stanca, la misericordia non si esaurisce mai».
«Mi mostrò il Cuore tutto infiammato; la ferita si aprì e mi disse: Vedi come il mio Cuore si consuma di amore per le anime, tu pure devi infiammarti dal desiderio della loro salvezza. Voglio che oggi tu entri ben a fondo in questo Cuore e che ripari in unione con Lui. Si, dobbiamo riparare - ripeté. Io sono la grande Vittima e tu una piccolissima vittima; ma, unita a me, tu puoi essere ascoltata dal Padre mio».
«Ho tante anime che mi abbandonano, e tante che si perdono. Ma ciò che mi addolora di più è che sono proprio le mie anime, quelle sulle quali ho fissato i miei sguardi e che ho ricolmato dei miei doni. In ricambio esse non hanno per me che freddezze e ingratitudine. Ah! Quanto poche ne trovo che corrispondano al mio amore».
«- Ti porto la croce e ripareremo insieme».
«- Josefa, non considerare la tua piccolezza. Considera la forza del mio Cuore che ti sostiene. Io sono la tua forza e il riparatore della tua miseria. Ti darò coraggio per tutto quello che ti chiederò di soffrire».
«Non temere di nulla, figlia mia, sono qui Io».
«Le ho detto quanta paura avevo del demonio che mi tormenta tanto».
«Può martoriarti, ma non ha il potere di nuocerti. È furibondo per le anime che gli sfuggono... valgono tanto le anime... Se tu sapessi il prezzo di un'anima!...»
Quindi mi ha benedetta aggiungendo: «Non temere di nulla».
«Le ho baciato la mano e se ne è andata».
Lo riconobbi subito e gli dissi: «Certo che ti riconosco: sei il mio Gesù; ma come sei piccolo, Signore mio!» Sorrise e rispose: «- Sì, sono piccolino, ma il mio Cuore è grande! Ho bisogno di cuori che amino, di anime che riparino, di vittime che s'immolino... ma soprattutto di anime che si abbandonino!»
«Vedi come mi sono fatto piccolo, Josefa! L'ho fatto per aiutarti a divenire piccola piccola anche tu. Mi sono umiliato fino a questo punto per insegnarti ad umiliarti a tua volta».
«Con la Sua manina mi ha benedetta ed è scomparso».
«Mi ha raccomandato - scrive - di farmi piccola piccola e di mettermi al di sotto di tutti, considerandomi come la più indegna delle creature».
«- Tu, Josefa, riposa in me, nella mia pace, come Io mi sono riposato nelle tue sofferenze!»