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| Sia per amore di Dio |
A Nicosia in Sicilia, dopo essere stato rifiutato per dieci anni, entrò come Religioso, nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, dove svolse i più umili servizi in semplicità e purezza di cuore.
Da giovane la vicinanza al convento dei Cappuccini gli diede la possibilità di frequentare la loro comunità, di conoscere i singoli religiosi e ammirare il loro stile di vita. Come la maggior parte dei ragazzi poveri siciliani del tempo, non andò a scuola. Nella crescente frequentazione dei frati del convento, si sentiva sempre più fortemente attirato dalla loro vita: gioia in austerità, libertà nella povertà, penitenza, preghiera, carità, spirito missionario.
Nel 1743, venuto a conoscenza che il Padre Provinciale di Messina era a Nicosia per una visita, chiese di potergli esporre il suo desiderio. Finalmente il Provinciale lo accolse nell’Ordine indirizzandolo al convento di Mistretta per l’anno del noviziato.
Il 10 ottobre 1743 iniziò il noviziato con il nome di Fra Felice. Il noviziato fu per lui un anno particolarmente intenso nell’esercizio delle virtù. A detta di tutti i biografi, Fra Felice si distinse per lo slancio nell’obbedire, per il candore angelico, per l’amore alla mortificazione, per la pazienza veramente serafica. E fu così che il 10 ottobre 1744 fece la professione. Fu destinato dai suoi superiori al convento di Nicosia.
Ebbe un culto particolare all’Eucaristia. Passava ore dinanzi al Tabernacolo, anche dopo aver sostenuto dure fatiche giornaliere. Venerò con tenerezza la Madre di Dio.
Alla fine del mese di maggio del 1787 fu sorpreso da febbre violenta mentre lavorava nell’orto. Il superiore, Padre Macario, lo fece coricare per obbedienza. Al medico che gli prescrisse dei medicinali, Fra Felice disse che erano inutili, perché quella era la sua ultima malattia. Concluse la vita terrena alle due di notte del 31 maggio 1787
