Tu sarai la consolazione del mio Cuore!

«- Josefa, vengo a rivelarti il più grande mistero dell'Amore... e dell'Amore per le anime da me scelte e a me consacrate. Comincia col baciare la terra...

«Nel momento d'istituire l'Eucaristia vidi presenti tutte le anime privilegiate che dovevano cibarsi del mio Corpo e del mio Sangue e che vi avrebbero trovato, alcune rimedio alla loro debolezza, altre fuoco divoratore che avrebbe consumato le loro miserie e le avrebbe accese di amore...

Tutte unite per un medesimo fine, sarebbero come un giardino in cui ciascuna avrebbe prodotto il suo fiore e mi avrebbe ricreato con la sua fragranza. Io riscalderei quelle che avessero bisogno di calore, e il mio corpo santissimo sarebbe il sole che le rianimerebbe. Mi avvicinerei ad alcune per consolarmi, ad altre per nascondermi, ad altre per riposarmi... Oh, se sapeste, anime carissime, quant'è facile consolare, nascondere, far riposare un Dio!

Questo Dio che vi ama d'amore infinito, dopo avervi liberato dalla schiavitù del peccato, ha seminato in voi la grazia incomparabile della vocazione alla santità e vi ha misteriosamente attratte nel giardino delle sue delizie. Questo Dio, vostro Redentore, si è fatto vostro Sposo. Egli stesso vi ciba col suo Corpo purissimo e vi disseta col suo Sangue.

Se siete malate, Egli è il vostro medico: venite a Lui e vi guarirà. Se avete freddo, venite a Lui per riscaldarvi. In Lui troverete riposo e felicità. Non vi allontanate dunque da Lui che è la vita e quando vi chiede di consolarlo, non lo ferite con un rifiuto...

Quale amarezza fu per me il vedere tante anime favorite dalle mie grazie di predilezione divenire per il mio Cuore causa di dolore! Non sono forse sempre lo stesso? Sono forse cambiato a vostro riguardo? No, l'Amore mio è immutabile, e fino alla fine dei secoli vi amerò con predilezione.

So che siete piene di miserie, ma per questo non ritrarrò da voi il mio più tenero sguardo; al contrario, ansiosamente aspetto che veniate a me, non solo per alleviare le vostre pene, ma per ricolmarvi di nuovi benefici.

Se vi chiedo amore, non me lo negate; è così facile amare Colui che è lo stesso Amore! Se chiedo qualcosa che costa alla vostra natura, vi do nello stesso tempo la grazia e la forza necessaria per vincervi. Vi ho scelto perché siate il mio conforto. Lasciatemi dunque entrare nell'anima vostra e se non avete nulla che sia degno di me, ditemi con umiltà ma con fiducia: Signore, vedi quali fiori e quali frutti produce il mio giardino... Vieni e insegnami ciò che debbo fare, affinché oggi stesso possa cominciare a sbocciare in me il fiore che desideri!

All'anima che mi dice questo, con vero desiderio di provarmi il suo amore, Io risponderò: Anima cara, affinché il tuo giardino produca il fiore che amo, lascia che lo coltivi Io stesso, lascia che Io lavori questa terra, lasciami strappare oggi certe radici che mi disturbano e che la tua forza non arriva a togliere... Se ti chiedo il sacrificio dei tuoi gusti, del tuo carattere... quell'atto di carità, di pazienza, di abnegazione, quella prova di zelo, di obbedienza, di mortificazione, tutto ciò sarà il concime che migliorerà la terra e le farà produrre fiori e frutti. 

La vittoria sul tuo carattere otterrà luce per un peccatore, una pena sopportata allegramente rimarginerà la ferita che egli mi ha fatto; ne riparerà l'offesa, ne espierà la colpa. Se non ti alteri ricevendo un'osservazione, ed anzi l'accetti con gioia, otterrai che le anime accecate dall'orgoglio si umilino e chiedano perdono.

Questo è ciò che farò con l'anima tua se mi lasci lavorare liberamente. Allora i fiori vi cresceranno rapidamente e tu sarai la consolazione del mio Cuore! Io cerco questa consolazione e la voglio trovare tra le mie anime scelte».

«Signore! Già sai che ero disposta a lasciarti fare di me ciò che volevi, ma... sono caduta, e ti ho disgustato. Perdonerai ancora a me che sono così miserabile e che non posso servirti in nulla?»

«- Sì, anima cara, le tue cadute stesse servono a consolarmi. Non ti scoraggiare, perché quell'atto d'umiltà che il tuo difetto ti obbliga a fare mi ha consolato più che se tu non fossi caduta. Coraggio, va' avanti e lasciami lavorare in te!
Ecco ciò che Io vidi chiaramente quando istituii l'Eucaristia. L'amore m infiammava dal desiderio di essere Io stesso cibo di queste anime. Non sono rimasto tra gli uomini soltanto per vivere coi più perfetti, ma per sostenere i deboli ed alimentare i piccoli. Io li farò crescere ed irrobustire. Mi consolerò nei loro buoni desideri e mi riposerò nelle loro miserie».

«Ma, tra queste anime scelte non ve ne saranno di quelle che mi daranno pena? Persevereranno tutte? Questo il grido di dolore che esce dal mio Cuore... questo il gemito che voglio far udire alle anime!
Josefa, tu mi consoli quando ti doni a me con totale abbandono... Lascia che ti confidi i miei segreti per le anime... perché non sempre posso parlare così. Lasciami approfittare dei giorni della tua vita!»