Tu riparerai per la Comunione tralasciata

«- Prendi la mia corona, e non temere - dice. - La misericordia di Dio è infinita, e non rifiuta mai il perdono ai peccatori, tanto più se si tratta di una povera e piccola creatura come te!»

E facendo allusione alla Comunione tralasciata: «- Se tu sapessi, Josefa, come ti aspettavo e quanto desideravo che tu mi nascondessi nel tuo cuore!»

«- Tu riparerai - riprende Gesù con infinita bontà - col prepararti oggi con ardente desiderio a ricevermi domattina. Il mio Cuore si consolerà ogni volta che tu gli esprimerai questo desiderio... E poi spirito di fede e obbedienza cieca sempre».

«Ora continua a scrivere per le mie anime.
Di' loro che esse troveranno anche nella piccola e candida ostia l'immagine perfetta del loro voto di castità. Sotto le specie del pane e del vino si nasconde la presenza reale di un Dio: sotto quel velo Io sono tutto intero, col mio Corpo, il mio Sangue, la mia Anima, la mia Divinità.
Così l'anima consacrata a Gesù Cristo col suo voto di verginità deve ricoprirsi di un velo di modestia e di semplicità, in maniera che, sotto apparenze umane, si nasconda una purezza simile a quella degli angeli.

O anime che formate la corte dell'Agnello immacolato, sappiate che la gloria che mi rendete in tal modo sorpassa quella dei cori angelici, poiché quei beati spiriti non hanno conosciuto le debolezze della natura umana, né hanno avuto da lottare e trionfare per mantenersi puri.
Voi vi imparentate altresì con la Madre mia, creatura mortale e tuttavia di una purezza senza macchia, soggetta a tutte le miserie umane e tuttavia immacolata in ogni istante della sua vita. Ella da sola mi ha glorificato più di tutti gli spiriti celesti, e Dio stesso, attirato da quella purezza, si è in lei fatto carne ed ha voluto abitare nella sua creatura.

Più ancora, l'anima consacrata con il voto di castità, si rende simile a me, suo Creatore, quanto è possibile ad una creatura, poiché essendomi Io rivestito della natura umana senza eccettuarne le miserie, ho però vissuto senza l'ombra della minima macchia. In tal modo, con il voto di castità, l'anima diviene l'ostia candida e pura che incessantemente glorifica la maestà divina.

Anime religiose, voi troverete infine nell'Eucaristia il modello del vostro voto d'obbedienza. Là sono nascoste e come annientate la grandezza e la potenza d'un Dio. Là mi contemplate come inanimato, mentre sono la vita delle anime, il sostegno dell'universo! Là non sono più padrone di andare o di restare, di essere solo o in compagnia: sapienza, potenza, libertà, tutto è scomparso in quell'ostia... Le specie del pane sono i vincoli che m'imprigionano e il velo che mi nasconde.
Così per l'anima religiosa il voto d'obbedienza è la catena che l'avvince, il velo sotto cui deve sparire, per non avere più né volontà propria, né proprio giudizio, né libertà di scelta, se non secondo il volere divino, manifestato dai superiori».