Non trovo riposo che perdonando!

«- Abbiamo due anime da strappare ad un grave pericolo. Mettiti in stato di vittima. Per far ciò, lasciami disporre di te come voglio».

«Subito l'anima mia fu assalita da angoscia e da sofferenza, e non sapevo che altro offrire per la salvezza di quelle anime».

Essa ottiene il permesso di fare qualche penitenza e non cessa di unirsi al sangue redentore.

Verso sera Gesù la raggiunge nella sua cella. «Egli giunse le mani - scrive - e volgendo lo sguardo al cielo disse con voce grave e distinta: «- Eterno Padre, Padre misericordioso! Ricevi il sangue del tuo Figlio. Ricevi le sue piaghe. Ricevi il suo Cuore, per quelle anime!»

Tacque un istante, poi ricominciò: «- Eterno Padre, ricevi il sangue del tuo Figlio! Prendi le sue piaghe, prendi il suo Cuore! Guarda quel capo coronato di spine. Non permettere una volta di più che quel sangue sia inutile! Vedi la mia sete di darti quelle anime... O Padre mio, non permettere che quelle
anime vadano perdute!... Salvale affinché Ti glorifichino in eterno!...»

La notte seguente trascorre per Josefa in ansiosa preghiera poiché il pensiero di quelle
anime non può lasciarla. All'alba Gesù, bellissimo, le appare nel ringraziamento della
Comunione.  «- Dimmi una volta ancora che Mi ami - esclama con ardore. Poi prosegue: - Io pure ti
voglio confidare un segreto del mio Cuore. Ascolta Josefa!... Aiutami in quest'Opera d'amore!»

«Signore - risponde non sapendo come corrispondere a quell'ardore - Tu sai che non desidero altra cosa... darti anime!... che le anime Ti consolino!... che Tu sia conosciuto ed amato! Ma la mia piccolezza come potrà servirti?»
Il Maestro glielo spiega: «-Ci sono anime che soffrono per ottenere ad altre la forza di resistere al male. Se quelle due anime fossero ieri cadute nel peccato, si sarebbero perdute per sempre! I piccoli atti che avete moltiplicato hanno ottenuto loro il coraggio di resistere».

Josefa si meraviglia che così piccole cose possano avere una ripercussione tanto grande. «- Sì - continua Gesù - il mio Cuore dà un valore divino alle piccole offerte poiché ciò che voglio è l'amore. Io cerco l'amore. Amo le anime e attendo la risposta del loro amore. Perciò il mio Cuore rimane ferito, poiché tanto spesso invece di amore non incontro che freddezza. Datemi amore e datemi anime! Unite strettamente le vostre azioni al mio Cuore. Dimorate in Me che sono con voi. Sì, Io sono tutto Amore e non desidero che amore! Se le anime sapessero come le aspetto pieno di misericordia! Io sono l'Amore degli amori! Non trovo riposo che perdonando!»