Senza più occuparmi di me!

«Oggi, mentre cucivo, mi è venuta questa idea: perché sono così poco generosa e temo sempre la sofferenza?... Ho capito che troppo poco tengo fisso lo sguardo su di Lui, e ancora troppo su me stessa! Non posso continuare così, tanto più che la mia vita sarà breve, e presto non potrò più lavorare alla Sua gloria! Ho chiesto di fare l'ora santa per consolarlo della mia poca generosità, e un giorno di ritiro per chiedergli di insegnarmi a fissare lo sguardo sulla sua volontà, la sua gloria, il suo Cuore... senza più occuparmi di me!»

«Appena svegliata scrive mi sono messa vicino a Gesù e Gli ho chiesto d'insegnarmi ad amarlo di vero amore: è l'unico mio desiderio! «L'ho supplicato durante il ringraziamento della Comunione di darmi tanta fiducia nel suo Cuore e altrettanta confusione per le mie colpe».

«Mia diletta, Io sono il sole che ti scopre la tua miseria. Più la vedi grande e più devono crescere la tua tenerezza e il tuo amore per Me. Non temere: il fuoco del mio Cuore consuma le tue miserie. Se l'anima tua è una terra infetta incapace di fruttificare, Io sono il giardiniere che la coltiva, manderò un raggio di sole per purificarla... e la mia mano seminerà... Rimani piccola, molto piccola!... Io sono abbastanza grande; sono il tuo Dio, sono il tuo Sposo! E tu la miseria del mio Cuore!»

Anche la Madonna venne a ricordare alla sua figliola che di questa miseria appunto Gesù intendeva servirsi per l'Opera sua.

«- Sì, le anime... ecco ciò che Gesù ama di più! Io pure le amo, perché sono il prezzo del suo sangue e quante di esse si perdono!... Figlia mia, non resistere ai suoi disegni, non rifiutargli niente! abbandonati tutta all'Opera del suo Cuore che non è altro che la salvezza delle anime! Non temere, figlia mia! La volontà di Gesù si adempirà! L'Opera sua si farà!» E disparve.

«- Non si può sapere quanto ami questa casa... Qui ho fissato i miei occhi; qui ho trovato la miseria per farne strumento del mio Amore. Ho affidato la mia croce a questo gruppo di anime, ed esse non la portano da sole perché Io sono con loro e le aiuto. L'Amore si prova con le opere. Ho sofferto perché le amo: tocca a loro di soffrire per amor mio! »

«- Comprendilo bene: sono Io che conduco tutte le cose e non permetterò mai che tu sia guidata per un cammino che non sia il mio. Affidati, e non guardare che Me, la mia mano che ti conduce e la mia tenerezza che ti avvolge con amore di Padre e di Sposo».

«Allora L'ho supplicato di non permettere che io resista mai ai suoi disegni né che le mie mancanze Gli impediscano di compiere l'Opera sua».
«- Le tue miserie, Josefa, non Mi allontaneranno mai. Sai bene che sono esse che hanno attirato i miei occhi su di te!»