Diceva queste parole con tanto amore che l'anima mia si aprì alla fiducia e dissi: «Sì, è vero, o Signore, sono niente e vorrei essere ancora meno, perché il niente non ti resiste né ti offende, giacché non esiste, ed io, ti resisto... ti offendo!...»
«- Sei proprio convinta del tuo nulla?... Ormai le parole che ti dico non si cancelleranno mai più!»
«Ho risposto quanto abbia paura che Egli voglia mettere nelle mie mani l'Opera d'amore, perché sono capace di guastare tutto, malgrado i miei buoni desideri. Dal suo Cuore scaturì allora una fiamma che m'infuocò».
«- Incomincia l'Opera mia aggrappata alla mano di mia Madre! Non basta ciò per darti coraggio?»
«Sì, o Signore, un gran coraggio e una grande fiducia! Dimmi ciò che potrei fare per ottenere da questa Madre cara che non mi lasci mai tradire l'Opera tua, che mi conservi sempre fedele ai tuoi disegni, che mi protegga e che il tuo Cuore mi sostenga perché è il mio unico desiderio!»
Allora, dopo un istante di silenzio, Gesù risponde come se si raccogliesse prima di pronunziare parole di somma importanza: «- Poiché il mio Cuore vuole servirsi di vili strumenti per compiere la più grande Opera del suo amore, ecco ciò che farai in preparazione ad essa, durante i giorni che precedono l'Assunzione di mia Madre: Approfondirai bene il nulla dei miei strumenti. Ti affiderai interamente alla misericordia del mio Cuore e prometterai con tutta l'anima di non resistere mai alle mie richieste per quanto possano sembrarti crocefiggenti. Giovedì farai l'ora santa per consolare il mio Cuore delle resistenze delle anime scelte. Venerdì ti chiedo un atto di riparazione per le offese e le pene che ricevo da queste anime».