«- Questa notte Egli ti porterà la croce!»
«E, appoggiandomi la mano sulla spalla - scrive Josefa - aggiunse:
«- Non considerare la tua piccolezza: pensa al tesoro che ti appartiene; poiché se sei
tutta sua, Egli è tutto tuo!»«- Ecco la prigione che ti ho preparata da tutta l'eternità. Nel mio Cuore vivrai inabissata e nascosta per sempre!»«- Josefa, mia sposa, lascia che mi dilati in te. La mia grandezza farà sparire la tua piccolezza. Ormai lavoreremo sempre uniti. Io vivrò in te e tu vivrai per le anime».
«- Lasciati condurre! Il mio Cuore farà tutto, la mia misericordia agirà e il mio amore annienterà tutto il tuo essere».
«- Sta' in pace, figlia mia - disse la Madonna - Non riservarti nulla e non occuparti che del momento presente. Gesù condurrà te e le tue Superiore. Non separarti mai da loro, conservati fedele e sottomessa al volere di mio Figlio, soprattutto nelle ore difficili. Il mio divin Figliuolo vuol servirsi di questo piccolo strumento per la sua gloria e ciò malgrado tutti gli sforzi del nemico».
Confidavo alla Madonna questa mia grande pena. La pregavo di chiedere perdono a Gesù, di ripetergli la mia felicità di appartenergli e che il mio unico desiderio è di amarlo! Ma che si degni considerare la piccolezza mia!... Le parlavo così a cuore aperto, quando Gesù comparve improvvisamente, mi si accostò e disse: «- Non temere! Sono il tuo Salvatore e il tuo Sposo! Oh, quanto le anime poco comprendono queste due parole! Ecco l'opera che voglio compiere per tuo mezzo: il desiderio più ardente del mio Cuore è la salvezza delle anime, e voglio che le mie spose, specialmente quelle del mio Cuore, sappiano bene con quanta facilità possono darmi anime. Farò loro conoscere per tuo mezzo il tesoro che così spesso disperdono perché non approfondiscono bene queste due parole: Salvatore, Sposo».
Il giorno dopo, la Madonna le si manifesta durante la preghiera della sera: «- Figlia mia cara, non affliggerti per le tue mancanze. Cadrai ancora più di una volta, ma l'amore ti rialzerà sempre, poiché sei sostenuta da uno sposo che ti ama e che è il tuo Dio».
«- Questa notte Egli ti porterà la croce!» «E, appoggiandomi la mano sulla spalla aggiunse: «- Non considerare la tua piccolezza: pensa al tesoro che ti appartiene; poiché se sei tutta sua, Egli è tutto tuo!»
«La depose sulla mia spalla: Gli dissi la mia gioia e il mio desiderio di dargli sollievo, malgrado la mia piccolezza». Allora Josefa gli parla subito delle anime e soprattutto dei peccatori, suo pensiero
dominante: «Sì: molte anime mi offendono, molte si perdono; - risponde con tristezza - ma quelle che feriscono più il mio Cuore sono anime che amo tanto e che tuttavia si riserbano sempre qualche cosa e non si danno interamente a me. Eppure, non do loro prove sufficienti di amore?... non do loro tutto il mio Cuore?»
«Gli ho chiesto perdono per quelle anime e per me, che tanto spesso mi riservo qualcosa: l'ho supplicato di ricevere in riparazione gli atti e l'amore di quelle anime che desiderano consolarlo, ed Egli con bontà mi ha risposto: «- Questo è ciò che voglio: riparare le miserie delle une con gli atti delle altre».