«Allora Gli ho chiesto di accettare tutti i piccoli atti che si fanno qui, le tribolazioni di questa casa, e soprattutto il desiderio che tutte abbiamo di consolarlo e di accontentarlo. Egli si degni purificare e trasformare tutto per dare valore a queste piccole cose».
«Io non guardo l'azione, considero solo l'intenzione - ha risposto. - Il più piccolo atto compiuto per amore acquista tanto merito e tanto Mi consola... Non cerco che l'amore, non chiedo che l'amore!»
La Madonna viene a rianimare Josefa nelle ore più dolorose e le appare il giorno dopo: «- Figlia mia, soffri con coraggio e con forza - le dice. - La sofferenza ottiene a quell'anima di non cadere in colpe più gravi ancora».
«Coraggio, ancora qualche sforzo e poi quell'anima tornerà a Me!»
Altre offerte contribuiscono a questo riscatto: in quel tempo al Sacro Cuore dei Feuillants vi erano delle vittime sante, tutte abbandonate alla croce della malattia o dell'infermità. Appunto di loro Gesù diceva: «- Molte anime Mi accolgono bene quando le visito con la consolazione. Molte Mi ricevono con gioia nella Comunione. Ma poche sono quelle che Mi aprono volentieri quando busso alla loro porta con la croce. Allorché un'anima si stende sulla croce e vi si abbandona, essa Mi glorifica... Mi consola... è la più vicina a Me! La sofferenza delle mie spose ottiene che quel sacerdote non cada in un pericolo maggiore; ma bisogna soffrire ancora molto per lui! Quando sarà tornato a Me - aggiungeva affinché Josefa non perdesse di vista la sua missione - ti farò conoscere i miei segreti d'amore per le anime, poiché voglio che tutte sappiano quanto il mio Cuore le ama!»
«Le ho chiesto di consolare lei stessa Nostro Signore poiché, quantunque non desideri altro che di amarlo, non so farlo e ho bisogno del suo cuore materno per amare e riparare». «- Figlia mia - risponde con tristezza la Madonna - quel sacerdote strazia il Cuore di mio Figlio... Però egli si salverà ma occorreranno molte sofferenze ancora. Non invano Gesù ne incarica le sue spose... Felici le anime su cui fissa i suoi sguardi per affidare loro questo prezioso deposito!»
I giorni e le notti si susseguono per Josefa in patimenti fisici e morali, che non l'abbandonano mai. «Non temere: quell'anima non andrà perduta le ripete Nostro Signore - ritornerà presto al mio Cuore; ma per salvare un'anima occorre molto soffrire!»